Ha deciso di chiudere la campagna elettorale con il sorriso Vincenzo Bernazzoli, candidato sindaco di Parma per il centrosinistra, anche se queste ultime due settimane della sua corsa non sono state di certo le più facili. Ma di fianco al comico Gene Gnocchi, storico amico di infanzia del presidente della Provincia, anche le polemiche e gli attacchi subiti dall’avversario del Movimento 5 stelle Federico Pizzarotti si stemperano nell’ironia, senza però fare sconti agli sfidanti quando si parla del futuro governo della città. “Questa campagna elettorale è stata particolarmente pesante – ha confessato Bernazzoli sul palco nella piazza centrale del quartiere Oltretorrente – I media nazionali si sono interessati alla nostra città, a volte in modo non molto equilibrato, ma Parma non deve diventare una cavia per giochi politici nazionali. Abbiamo i nostri problemi e dobbiamo risolverli”.

È Gene Gnocchi ad aprire la serata con un racconto ironico sulla sua presenza a Parma a chiusura della campagna elettorale di Bernazzoli. “Cercavo lavoro su internet e alla fine mi hanno offerto questo. Ho chiesto dove potevo trovare Bernazzoli, mi hanno risposto: sulle Pagine gialle, alla voce Speriamo che vinca le elezioni”. Migliaia di persone radunate in piazzale Picelli ridono, e ride anche il candidato del Pd, che solitamente è restio ai sorrisi. In tanti in platea sono lì proprio per capire, per decidere chi votare, e qualcuno ammette che seguirà anche la chiusura della campagna degli avversari proprio per questo.

Poi arriva il ritratto di Bernazzoli in chiave ironica, sempre a cura di Gnocchi, e infine una sfida a quiz con un “avversario” di Sel scelto dal pubblico. “Chi vince – spiega il comico – può correre contro Pizzarotti”. Ma proprio quando sta per cominciare la parte più seria della serata, un blackout interrompe il comizio. “È Pizzarotti che boicotta” gridano dal pubblico, ma subito con il buio cala anche il silenzio e si teme il peggio. “Non ci voleva”, si lascia scappare Bernazzoli, ma poi tutto si risolve e sul palco comincia la rilettura del suo programma elettorale, con un’intervista semiseria di Gene Gnocchi su tutti i punti centrali della campagna, dai debiti del Comune di Parma all’inceneritore, fino alla sicurezza e all’incarico di presidente della Provincia.

Il Comune ha 600 milioni di euro di debiti – esordisce il comico fidentino – Voi avete un piano o farete come sempre alla c…. di cane?” Bernazzoli ne approfitta e parte all’attacco, replicando alle affermazioni scritte da Beppe Grillo sul suo blog. “Definire Parma come Stalingrado, la città dove si può fare un salto nel buio, è un’affermazione molto grave che non rispecchia i problemi della città”. Da Grillo, il bersaglio diventa poi il candidato Pizzarotti. “Dopo che ho fatto le prime rivelazioni sui componenti della mia possibile giunta – continua Bernazzoli – il mio avversario ha tirato fuori nomi di persone che provengono da altre città. Questa è un’umiliazione che Parma non si merita, perché qui abbiamo le risorse e la gente adatta per risollevare la città”.

A smorzare i toni ci pensa Gnocchi, che poi passa alla questione dell’immigrazione: “Vergognoso – dice, riferendosi a Grillo – negare la cittadinanza ai figli di stranieri”, seguito da Bernazzoli, che parla per il futuro di “comunità accogliente, in cui tutti hanno diritti e doveri”. Altra domanda “scomoda” (“Eravamo d’accordo, lo sanno tutti che ci prepariamo da venti giorni” scherza Gnocchi) è sull’abolizione delle Province e sulle mancate dimissioni di Bernazzoli da presidente, che molti avevano chiesto durante la corsa elettorale. Il candidato del centrosinistra gira la risposta con un’altra frecciata al Movimento 5 stelle. “Per placare le voglie dell’antipolitica – spiega – qualcuno ha pensato di chiudere gli enti provinciali. Ma l’antipolitica non è stata placata, per farlo ci vuole solo una buona politica”.

Sul suo doppio incarico invece Bernazzoli ribadisce che se diventerà sindaco verserà le sue indennità di presidente di questi ultimi mesi a un fondo per le famiglie sfrattate. “Come amministratori noi siamo capaci di fare sacrifici – aggiunge – quando è cominciata la crisi in Provincia non ci siamo indebitati come il Comune, ma abbiamo fatto dei tagli, rinunciando alle auto blu e all’autista. Anche se non lo pubblicizziamo come altri è così, e da quando faccio l’amministratore non ho mai accettato un pacco o un regalo, neanche a Natale”. Si scalda Bernazzoli, e Gnocchi sdrammatizza, riferendo degli insulti ricevuti dai sostenitori di Grillo per avere accettato di partecipare alla serata pro-Bernazzoli, anche se a margine della serata ammette: “Questo confronto è stato impostato male, nessuna sfida fra di noi – ha risposto Gnocchi -. Io poi non ho gli gnocchini, al massimo gli gnocchetti che fa mio fratello in una trattoria qui vicino”. Poi la stoccata: “Ci sono comunque dei distinguo da fare – ha concluso il comico fidentino -. Grillo impedisce ai suoi di parlare, si esprime in modo populista e, ad esempio, sul tema della giustizia parla quasi come Berlusconi. Le differenze ci sono eccome. Del Movimento 5 stelle penso bene perché è una forza viva, al di là del fatto che io sia d’accordo o meno con il loro pensiero”. Le ultime parole del comico però sono tutte per il candidato del centrosinistra: “È una persona per bene, che stimo profondamente, e credo che con lui la città possa davvero riprendersi dopo tanti anni di governo discutibile”.

Mancano poche ore alla chiusura della campagna elettorale. Stasera sarà la volta di Beppe Grillo e del candidato Federico Pizzarotti in piazzale della Pace. Poi saranno i cittadini a parlare con il voto.