Soldi a Matteo Renzi, a Enzo Bianco e ad altri dirigenti della Margherita transitati nell’Api. Luigi Lusi si difende attaccando, di fronte alla giunta per le immunità che lo ha ascoltato ieri sera e trascina la Margherita nella bufera. Peggio, una bufera a puntate, visto che la sua audizione, portata avanti fino a ieri notte, proseguirà il prossimo 23 maggio. A lui arrivavano, attacca l’ex tesoriere della Margherita, richieste di soldi come fosse un bancomat. Dal sindaco di Firenze Renzi, che chiese circa 100 mila, anzi 120 mila euro suddivisi in tre fatture. Poi – racconta – Rutelli mi ha chiesto di non pagargli la terza e così ho dato a Renzi solo 70 mila euro. Lusi, sul quale pende la richiesta di arresto della Procura di Roma, ha consegnato una memoria con numerosi allegati, rivelando di aver già detto tutto ai magistrati. La replica del sindaco di Firenze, del resto, non si è fatta attendere e già questa notte compariva sulla pagina Twitter del primo cittadino: “Mi hanno insegnato da piccolo a non aver paura dei ladri. Figuriamoci se inizio adesso con Lusi. Mai preso un euro dalla margherita. Mai”. E lo stesso Renzi è tornato sull’argomento, sempre su Internet, dalla sua pagina Facebook: “Rispondere alle accuse di Lusi non è difficile. E’ umiliante, casomai. Perché il giochino è chiaro: si vuol far credere che siamo tutti uguali. E che anche quelli che chiedono di abolire il finanziamento pubblico ai partiti sono come gli altri. Anzi, peggio degli altri. Vogliono farci passare da ladri, e per di più da ladri di polli”.

Ma non c’è solo Renzi nelle accuse dell’ex tesoriere: nella Margherita – ha raccontato  – facevo semplicemente ciò che mi veniva detto. Agivo su mandato dei dirigenti e tutelando le varie componenti. Una affermazione, quella dell’ex Margherita, che sembra voler distribuire le responsabilità all’intero sistema politico, un sistema in cui – si delinea la tesi – il tesoriere non è l’uomo solo al comando che dispone dei soldi ma l’ingranaggio di un più ampio e diffuso sistema di (mala) gestione. Del resto, è attorno a questa tesi che si è consumata la tragedia della Lega nord e di Belsito. E così Lusi ha sottolineato di aver dato dei soldi (in annualità e mensilità) a varie fondazioni. Ad Enzo Bianco, invece, veniva fornito – secondo il racconto – un mensile di 3000 euro, poi passato a 5500. Lo stesso Bianco, in tarda mattinata ha diffuso una nota in cui respinge ogni accusa e dice: “Tutto alla luce del sole. Lusi ha ribadito concetti noti, ma è tutto alla luce del sole. Non mi lascio intimidire”.

Secondo Lusi anche a Francesco Rutelli venivano fornite delle cifre ingenti in occasione delle elezioni. In che modo venivano contabilizzate queste cifre, gli hanno chiesto alcuni componenti della Giunta. “In modo da tutelare Rutelli” sarebbe stata la risposta. Ad alcuni dirigenti della Margherita venivano erogate altre somme che non venivano controllate da Lusi qualora a chiederle fossero degli esponenti di primo piano del partito.

Non si è fatta attendere la risposta dell’ex sindaco di Roma. Ed è stata anche più dura di quella di Matteo Renzi. “‘Lusi? Un ladro senza vergogna. Un mentitore e inquinatore pericolosissimo, ormai paragonabile nei comportamenti al ben noto calunniatore Igor Marini” ha scritto in una nota Francesco Rutelli, che al contempo ha annunciato una nuova denuncia alla procura di Roma contro Lusi per “le gravissime calunnie” pronunciate ieri davanti alla Giunta del Senato. La difesa dell’ex leader de La Margherita, però, non si è fermata qui. Lusi, ha proseguito Rutelli, ”ha cambiato versione per la terza o quarta volta. Presenterò immediatamente una nuova denuncia alla Procura della Repubblica di Roma per le gravissime calunnie che, ho appreso, sono state pronunciate ieri notte davanti alla Giunta del Senato. Io alla Margherita ho dato tantissimi denari (con i rimborsi elettorali conquistati, con i voti e con numerosissime iniziative di autofinanziamento e, direttamente, con i miei contributi personali) e non ho mai preso un centesimo per me – ha scritto – Ci vuole pazienza, ma chi ha sempre agito correttamente e onestamente otterrà giustizia, ed egli pagherà per tutte le sue malefatte, tenute nascoste per anni in modo malvagio”.

Secondo Lusi, inoltre, altri soldi sarebbero poi stati dati, attraverso bonifici o contanti, quando i deputati portavano le ricevute fiscali dei taxi affinché venissero rimborsate. Lusi ha parlato anche del fatto che molti dirigenti passati all’Api venissero pagati con i soldi della Margherita. Infine un ultimo particolare: quando il tesoriere ha lasciato il suo incarico nelle casse della Margherita c’erano 20 milioni, soldi che – secondo l’accusa di Lusi – sarebbero stati utilizzati anche da Rutelli.

Dichiarazioni così forti quelle di Lusi da spingere gli inquirenti romani, che hanno già interrogato l’ex tesoriere, a chiedere a breve al Senato il verbale dell’audizione del senatore davanti alla Giunta. Il procuratore aggiunto Alberto Caperna ed il sostituto Stefano Pesci faranno il punto della situazione nelle prossime ore. Nell’ordinanza di custodia cautelare proprio il giudice per le indagini preliminari scriveva delle “allusioni a responsabilità altrui rimaste poi senza alcune seguito”.