Roberto Maroni segretario federale nel nuovo corso del Carroccio? “Quando Bossi decide per la Lega, non ne sbaglia mai mezza e anche questa è buona”. Risponde così, Mario Borghezio, ai giornalisti che gli chiedono della corsa dell’ex ministro dell’Interno alla guida del partito. “Tutte le figure emerse in questi anni nella Lega – aggiunge – mi pare abbiano dato ottima prova di sè. Tutti abbiamo imparato da Bossi – rimarca l’europarlamentare leghista – da Maroni in giù. Se non c’è o viene trascurata la prospettiva indipendentista, qualcuno dovrà pur alzarne la bandiera. Se non c’è nessuno meglio di me, allora lo faccio io. E state certi che non siamo pochi nel movimento”. E Borghezio si candida. 

L’europarlamentare leghista rientra da Bruxelles e arriva in transatlantico, alla Camera dei deputati, per “ricompattare” gli uomini del Carroccio attorno al capo alle prese con avvisi di garanzia per lo scandalo dell’utilizzo dei soldi dei rimborsi elettorali per le spese personali dei ragazzi. Borghezio difende a spada tratta il Senatur, indagato per aver firmato il rendiconto, e assicura di essere pronto a scendere in campo, al congresso federale che eleggerà il nuovo segretario, se le istanze indipendentiste-autonomiste dovessero essere messe in secondo piano nel nuovo corso del Carroccio. Lo statuto della Lega, ricorda, parla chiaro: cita la prospettiva indipendentista all’articolo 1. Critico su Maroni? chiedono i giornalisti. “Quando decide sulla Lega Bossi non ne sbaglia mai mezza – replica secco – ma l’esperienza indipendentista si deve far sentire. Starò a guardare… Non sono preoccupato ma sto a vedere. E senza questa garanzia scendo in campo, ove i candidati alla segreteria non dessero garanzie ampie”. 

“Mi sembra evidente” dice Borghezio a chi gli chiede se nella Lega siano stati commessi degli errori. Un esempio su tutti? “L’ex segretario amministrativo”, Francesco Belsito, “guardandolo qualche perplessità avrei dovuto averla. Dunque ho sbagliato anch’io. E quando si commettono degli errori tutti devono assumersi le responsabilità”.