Illecito finanziamento ai partiti: con questa ipotesi di reato, la Procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati il consigliere di amministrazione di Finmeccanica Franco Bonferroni. E’ quanto emerge da un documento integrativo richiesto dalla Consob consegnato agli azionisti in occasione dell’assemblea. Bonferroni aveva comunicato il 2 maggio all’azienda di aver avuto un avviso di garanzia a fine marzo.

Nel documento si precisa che Bonferroni aveva reso noto di aver ricevuto un’informazione di garanzia in una riunione congiunta tra il comitato per il controllo interno e il collegio sindacale della società. Nel corso della riunione il consigliere Bonferroni aveva dichiarato di aver chiesto e ottenuto di essere sentito dal magistrato inquirente, il che è avvenuto il 21 aprile scorso. Inoltre Bonferroni aveva riferito che, in tale circostanza, aveva dichiarato la propria assoluta estraneità ai fatti contestategli. Analoga dichiarazione Bonferroni aveva reso lo stesso giorno al Cda.

“Ogni valutazione sulle iniziative da assumere nei confronti del consigliere di amministrazione, Franco Bonferroni, raggiunto da un avviso di garanzia in ordine al reato di finanziamento illecito ai partiti politici, viene rinviata all’esito delle indagini in corso”. E’ quanto riferito da Finmeccanica nel documento inviato alla Consob contenente informazioni integrative richieste dall’autorità di vigilanza. Il 2 maggio scorso, ha scritto Finmeccanica nel documento, Bonferroni, nel corso di una riunione congiunta tenutasi tra il comitato per il controllo interno e il collegio sindacale, ha reso noto che alla fine del mese di marzo scorso è stato destinatario di un’informazione di garanzia emessa dalla Procura della Repubblica di Roma in ordine al reato di finanziamento illecito ai partiti politici. Bonferroni ha anche riferito di essere stato ascoltato dal magistrato inquirente e “in tale circostanza ha dichiarato la propria assoluta estraneità ai fatti contestatigli”.

Il nome di Franco Bonferroni è stato tirato in ballo da Lorenzo Cola, superconsulente di Finmeccanica. Classe 1938, già deputato e senatore democristiano, in Parlamento fino al 1994, poi membro del consiglio d’amministrazione della società, Bonferroni è stato citato nell’interrogatorio del 9 dicembre 2010, in cui Cola ha dichiarato ai pm di Roma di aver consegnato “agli inizi del 2008” 300 mila euro in contanti “all’on. Bonferroni”, spiegando che “per noi del gruppo Bonferroni era espressione dell’Udc”, “un riferimento politico preciso”. Bonferroni ha negato tutto: “Non ho mai ricevuto somme di denaro dal signor Cola né da altri. Le dichiarazioni che Cola avrebbe rilasciato al pm di Roma Ielo sono false”, ha aggiunto, sostendendo di essere stupito e molto amareggiato e di aver “dato incarico al mio legale, Romano Corsi del Foro di Reggio Emilia, di querelarlo immediatamente”.