L’Europa è passata dal sogno di estendere i diritti, all’implorare di sopravvivere alla crisi. Non è così brutto come sembra, si tratta di farci la bocca, come direbbe Marystell Polanco alla De Vito sul vialetto di Arcore; un nano decrepito a pochi passi.

Vista altrimenti la situazione del vecchio continente è divertentissima. Le vicende sono molte e ricche e gioiose. Se una volta ci lamentavamo della politica spettacolo, ora che impegnarci nella cosa pubblica ci fa schifo, è rimasto solo lo show. L’Europa è una multisala. Ogni paese mette in scena un film diverso, anche se i protagonisti son noiosamente sempre due, crisi e diritti. Riepiloghiamo le pellicole più suggestive.

A qualcuno piace Carla (commedia sentimentale – Francia). Il classico triangolo amoroso – il ricatto del denaro contro cuore e sentimenti – lei, lui, una Cancelleria Tedesca. Una ragazza italiana scappa a Parigi a cercar fortuna. Sposa un uomo di successo. Ma lui passa tutti i fine settimana a Berlino. Lei lo perdona, il popolo no. Notevole la gag del vecchietto che in una conferenza stampa si vanta d’essersi ripassato la ragazza.

Bastardi senza dracma (remake – Grecia). In un paese devastato dalla recessione un gruppo di stronzi in camicia bruna inneggia all’orgoglio nazionale, dando la colpa di crisi e povertà a euro stranieri e plutocrazia. Il finale è scontato ed è tristissimo. L’impressione è di averlo già visto.

Vladimir il Terribile (storico –  Russia). Un nanetto di merda comanda a bacchetta un paese, reprime la stampa avversa, manda la polizia contro chi manifesta, fa guerre, massacra il tessuto economico del paese. Un bel giorno va all’insediamento di Vladimir Putin. Notevole la gag in cui racconta al Cremlino l’ultima sui cosacchi che odorano una balalaika al sapore di fica.

C’eravamo tanto amado mio (commedia nera –  Spagna). L’intera sinistra europea sì innamora di un premier laico e riformista. Grandi sogni, grandi speranze. Finiti i soldi si torna a destra. Beato quel popolo che non ha bisogno di eroi e anche quello che riesce a pagare le bollette, mica fa schifo.

Il vecchio e le fanciulle (avanguardia – Italia). Film sperimentale, coraggioso, intimista, nel senso ginecologico del termine. Niente video, solo audio. La perdita di dignità di un’intera nazione raccontata attraverso le telefonate di un gruppo di disperate a un vecchio satiro. Protagoniste non accreditate il femminismo e il Pil. Entrambi incaprettati in una stanzetta.

Bello, no? Ci mancano solo i pop corn, e anche la speranza, lo stipendio, la felicità, i contratti…

di Nicola Baldoni

 

Il Misfatto, inserto satirico de Il Fatto quotidiano, 13 maggio 2012 

 

Nicola Baldoni