Lo spread torna a schizzare, dopo che ieri aveva sfondato il tetto già critico dei 420 punti oggi arriva a quota 440, livello massimo da gennaio. Dopo l’apertura positiva crollano anche le borse europee. Entrambi i dati hanno subito un forte condizionamento dal fallimento greco di creare un nuovo esecutivo.

Seduta ampiamente negativa per la Borsa di Milano che ha chiuso in perdita del 2,56% a 13.311 punti. Piazza Affari è scesa sotto i livelli del settembre scorso, quando la tensione sui titoli di Stato e sullo spread con i Bund tedeschi era al massimo. Nel vecchio continente, Parigi e Madrid perdono oltre l’uno per cento, Amsterdam, Bruxelles e Copenhagen lo sfiorano. Atene maglia nera con perdite oltre il 3 per cento. Eppure dopo il lunedì nero di ieri, una tempesta costata nella vigilia 120 miliardi di euro a causa dei timori per la Grecia, sembrava tornato il sereno sui principali mercati europei. Il presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker all’incontro dei ministri delle Finanze dei 27 a Bruxelles si è detto “fiducioso che il governo spagnolo raggiungerà gli obiettivi di riduzione del deficit sia per il 2012 che per il 2013”. Ora, ha aggiunto, tutto “dipende dal lasciar fare il suo lavoro” a Madrid.

Le agenzie di rating, inoltre, tornano nel mirino di banche e politici italiani. Il presidente dell’associazione bancaria italiana Giuseppe Mussari è sconcertato dal taglio del rating di 26 banche italiane operato da Moody’s.”Come Abi siamo totalmente contrari a questo giudizio la premessa macroeconomica ci sembra palesemente contraddittoria – ha detto Mussari-. Nell’ultimo giudizio negativo, il tema è che il paese non assumeva le giuste politica di stabilità di bilancio. Oggi la premessa è che il paese ha assunto la decisione in ordine alla stabilità di bilancio che determina nel breve periodo una riduzione della domanda. E’ buona la prima o la seconda?”. Mentre Pier Ferdinando Casini usa parole forti: “Il declassamento di Moody’s è un atto criminale verso l’economia del paese. Ieri queste agenzie non hanno visto i disastri dei derivati e di un’economia costruita sulle bolle speculative e oggi, in presenza di condizioni che erano quelle di ieri, declassano le nostre banche”.

Pessima giornata anche per i titoli bancari ‘made in Italy’ a Milano: con l’indice Dj stoxx di settore europeo che ha ceduto poco più di due punti percentuali, Monte dei Paschi di Siena ha chiuso la seduta in calo del 7,40% a un prezzo di 0,22 euro, Banco popolare in ribasso del 6,77% a 0,9 euro, Unicredit del 5,53% a quota 2,5, Intesa SanPaolo del 5,47% sotto la soglia psicologica di un euro, esattamente a un prezzo di 0,97. 

Sulla piattaforma Bloomberg lo spread chiude a 439 punti, dopo un top a 441 punti. Il differenziale calcolato sui Bonos spagnoli sale a 488 punti, dopo aver raggiunto un massimo di 490 punti. Il tasso del decennale è al 6,35%.

Tra i titoli più acquistati ci sono gli automobilistici Peugeot (+1,69%) e Renault (+1,21%) e gli estrattivo-minerari ArcelorMittal (+2,32%), Vedanta (+1,14%) e Xstrata (+1,33%). Bene Vivendi (+4,91%) dopo i risultati trimestrali migliori delle attese degli analisti, mentre frenano Bankia (-4,14%) e Thyssenkrupp (-3,9%), che ha ridotto le stime sulle vendite del secondo trimestre.