I militari della Guardia di Finanza, su ordine della Procura di Milano, stanno acquisendo negli uffici del Comune di Milano documenti amministrativo-contabili riguardanti la cessione delle azioni della Sea, la società che gestisce gli aeroporti milanesi, a favore della società F2i. La quota del 29,75%. Nell’ambito dell’inchiesta della procura di Milano, che procede per il reato di turbativa d’asta, i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria hanno perquisito anche gli uffici della Sea e del Fondo F2i, coinvolte nella presunta cessione irregolare di azioni. Vito Gamberale amministratore delegato F2i, è indagato dalla procura di Milano per turbativa d’asta. Insieme con lui è indagato anche un suo collaboratore, Mauro Maia.

L’inchiesta milanese, al centro di una polemica perché il fascicolo iscritto a modello 44 senza reati e senza indagati risultava “disperso”, nasce da una segnalazione arrivata a fine ottobre dalla Procura di Firenze. In quella relazione si diceva che durante altre indagini era stato intercettato mentre diceva che a Milano il bando per la cessione delle quote gli era stato cucito addosso. E in effetti ad aggiudicarsi la gara era stato proprio il fondo F2i che fa capo a Vito Gamberale per un euro in più della base d’asta di 385 milioni. Il concorrente indiano Srei, escluso per un ritardo di 10 minuti, aveva offerto 40 milioni in più. Gli indiani avevano a lungo protestato ed erano seguite le solite polemiche politiche. Anche se l’assessore al Bilancio Bruno Tabacci aveva giurato sulla bontà dell’operazione che serviva a Palazzo Marino a recuperare risorse per le casse comunali. 

A marzo si era mossa la Procura di Firenze per l’inchiesta madre e si era saputo che il fascicolo milanese disperso era stato assegnato, dopo essere finito sul tavolo “sbagliato”, era giunto su quello del procuratore aggiunto Alfredo Robledo che aveva aperto l’inchiesta per turbativa d’asta. Gamberale aveva fatto sapere di essere a disposizione della Procura per qualsiasi chiarimento. 

A determinare un’accelerazione delle indagini sarebbe stato il contenuto di nuovi atti provenienti da Firenze. In particolare gli inquirenti avrebbero accertato che la telefonata tra Gamberale e Maia, nella quale si faceva riferimento al bando Sea da fare in termini mirati, sarebbe avvenuta a luglio. Il bando, invece, è stato indetto nel novembre successivo e la conquista da parte del fondo di Gamberale delle quote Sea portata a termine a dicembre. La Guardia di Finanza di Milano sta perquisendo la sede F2i, altre acquisizioni sono in corso anche nello studio di un commercialista he avrebbe intermediato l’operazione, ma che allo stato non è indagato.

Secondo gli inquirenti Gamberale e Maia, indicato come socio, sapevano della gara per la cessione delle quote Sea prima ancora della pubblicazione del bando. Ma non solo in un passaggio del decreto di perquisizione in riferimento alla telefonata intercettata lo scorso luglio tra i due indagati, si rileva “l’esistenza di rapporti con soggetti coinvolti nella cessione antecedenti alla pubblicazione del bando”. L’inchiesta fa emergere anche la figura di un commercialista A. M., “il quale avrebbe ricevuto un incarico non meglio specificato affidatogli da Gamberale, a fronte del quale avrebbe percepito delle ‘success fee’ (corrispettivo in caso di successo, ndr)”. 

“F2i, come nel proprio stile, ha offerto ampio supporto agli organi delegati alla perquisizione. Già all’inizio di aprile scorso l’ingegner Vito Gamberale aveva fornito al sostituto procuratore di Milano, dottor Robledo, una dettagliata e documentata relazione sull’intera vicenda, dichiarandosi disposto e collaborativo a tutti gli approfondimenti del caso. L’iniziativa – sottolinea in una nota F2i – fa seguito all’acquisizione, da parte della Procura di Milano, di una intercettazione telefonica, inviata dalla Procura di Firenze, tra gli stessi ingegner Gamberale e dottor Maia. In detta intercettazione, risalente al luglio scorso, si sarebbe parlato del possibile interesse di F2i ad acquisire una quota della Sea di Milano. Si fa presente che l’ingegner Vito Gamberale è l’Amministratore Delegato di F2i e che il dottor Maia è Senior Partner di F2i, responsabile del settore aeroportuale. Tale conversazione avrebbe indotto ad ipotizzare una eventuale turbativa d’asta per entrambi i managers”.