Record assoluto per il debito pubblico italiano: a marzo ha toccato la soglia di 1.946,083 miliardi di euro. A febbraio era a quota 1.928,226 miliardi, a gennaio era stato toccato il precedente record con 1.934,980 miliardi. E’ quanto risulta dal Supplemento al Bollettino statistico della Banca d’Italia dedicato alla finanza pubblica.

Secondo un comunicato congiunto dei presidenti Adusbef e Federconsumatori, Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, il debito pubblico italiano ”con la ‘cura Monti’ è aumentato di oltre 41 miliardi di euro, al ritmo di 9 miliardi al mese”. A dicembre 2011, si legge nella nota, quando il nuovo esecutivo ha cominciato il suo lavoro, il debito si attestava a 1.897,646 miliardi di euro, in calo rispetto a novembre. Oggi la somma “grava per 32.435 euro sulle spalle di ogni abitante e per 88.458 sulle spalle di ogni famiglia”, con un aumento pro capite imputabile al governo Monti “di 1.873 euro”. Adusbef e Federconsumatori tornano a chiedere la vendita di oro e riserve di Bankitalia.

Mentre veniva reso noto il nuoco record di debito pubblico, il presidente della Consob Giuseppe Vegas interveniva a Milano per leggere la sua relazione annuale davanti ai rappresentanti della comunità economico-finanziaria: “Stiamo vivendo un annus horribilis” per la crisi economica, ha affermato. “A partire dal luglio 2011 si è manifestato in tutta la sua gravità l’evolversi della crisi, che affonda le sue radici nel dissesto finanziario internazionale del 2007-2008. Gli squilibri della finanza pubblica hanno segnato il passaggio a una nuova fase della crisi, quella del debito sovrano”. Una situazione che ha colpito duramente il listino, in particolare i titoli bancari (-50% dal primo luglio 2011), con il Ftse Mib calato del 32,2%. 

“E’ giunto il momento di affiancare alle manovre di risanamento scelte che possano garantire una crescita stabile”, ha aggiunto Vegas. “La mutualizzazione del debito pubblico nell’area euro avrebbe conseguenze positive sulla spesa aggregata”.

Alla lettura della relazione era presente il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha commentato: “E’ stato un anno abbastanza brutto, ma ce ne sono stati altri. Ci sono le condizioni per venirne fuori”, ci vuole “fiducia”.