Gli indignati spagnoli di Madrid occupano Puerta del Sol, dove le proteste contro la crisi economica e le politiche di austerità europee presero il via un anno fa. Più modestamente a Bologna i movimenti si riprendono Piazza Verdi e Piazza XX settembre, e alla fine riescono anche a radunare centinaia di persone dando vita ad una giornata di dibattiti e musica. Ci sono un po’ tutti, a cominciare dagli studenti dei collettivi autonomi Cua e Cas, poi Santa Insolvenza, i No People Mover, il sindacato degli inquilini Asia, il coordinamento degli operatori sociali di Bologna, i comitati referendari Acqua Bene Comune e il collettivo Mujeres Libres.

 E’ quello che loro chiamano #GlobalMay. Il riferimento è alla parola chiave di twitter creata dagli indignados spagnoli e dai movimenti statunitensi per lanciare una nuova ondata di occupazioni e proteste in tutto il mondo. Gli obiettivi sono ormai ben noti: la finanza, i tagli al welfare, la precarietà e il lavoro che ormai è sempre più difficile da trovare. Verso sera da Piazza verdi parte l’annunciato corteo degli studenti dei collettivi Cua e Cas. E’ la “Take the square parade”, marcia a ritmo di musica per “dire no all’austerità, alla precarietà e al governo Monti”. Una parata che fa il giro del centro città e coinvolge più di duecento persone, prende di mira le banche (con le scritte a vernice “Fuck banks”) e il provveditorato agli studi (“Boicotta i test Invalsi”).

“Il problema sono le banche che chiedono tagli ai bilanci di tutti gli stati, cosa che la politica non sta mettendo in discussione. Se non ci fossero le proteste di piazza nessuno ne parlerebbe”, diceva giusto ieri il premio nobel per l’economia Amartya Sen, in visita lampo sotto le Due Torri. E così, quasi a cogliere la palla al balzo, Piazza XX settembre viene animata fino a sera da Santa Insolvenza. Prima con un pranzo sociale, poi con dei banchetti informativi e infine la musica. Con gli operatori sociali di Bologna che denunciano contratti precari e sottopagati, e in prospettiva la creazione di una fondazione comunale che temono nasconda una privatizzazione mascherata dei servizi educativi e socio-assistenziali cittadini.

In Piazza Verdi invece musica per tutto il pomeriggio, poi la partenza di una parata che raccoglie strada facendo sempre più gente. A guidare il lungo serpentone gli studenti del Cua e del Cas, rispettivamente collettivo autonomo degli universitari e degli studenti medi. Lungo il percorso viene preso di mira il Provveditorato agli studi, dove sul muro esterno viene tracciata con vernice e spray la scritta “No Invalsi”. Poi è la volta di due filiali della Unicredit, con le vetrine prese a secchiate di vernice nera da un paio di ragazzi con la maschera di Monti e Fornero. Verso la fine del corteo anche un momento di tensione, quando un grosso petardo viene lanciato – non si capisce se intenzionalmente o meno – tra le file dei poliziotti in tenuta antisommossa che precedono il corteo. E’ un attimo: gli agenti impugnano scudi e manganelli, pronti ad avanzare verso i manifestanti. Poi però l’intervento della Digos calma gli animi di tutti, e “chiarisce” la questione. Alla fine il corteo ritorna dove era partito, in Piazza Verdi, per una festa che continua fino a tarda ora.

Per il 15 maggio, altra data di mobilitazione internazionale, in città si annunciano nuove iniziative. Per Cua e Cas sarà una “giornata di lotta”, ma per ora non si sa altro. Santa Insolvenza invece annuncia un corteo che terminerà con un “esorcismo collettivo”. “Mandare curriculum è diventato il tuo lavoro? Se la Camusso parla ai lavoratori ti senti inadeguato perché non parla a te? – si chiede l’evento facebook di lancio del corteo – Allora il ricatto del debito sta entrando prepotentemente nella tua vita. Solo un esorcismo collettivo può fermarlo”.

di Giovanni Stinco