Non passa giorno senza che una scheggia del Grande Scandalo approdi nelle nostre caselle di posta elettronica.

Ieri ne ho contate una decina: “Il Quirinale costa 228 milioni di euro l’anno, il doppio dell’Eliseo, sei volte la Corona d’Inghilterra”; “nel 2011 la Camera ha speso 7 milioni di euro per i servizi di pulizia, quasi 20 mila euro al giorno”; “il nostro capo della polizia guadagna 620 mila euro l’anno, il capo dell’Fbi 113 mila”; “il nostro ambasciatore a Berlino, Michele Valensise, guadagna 240 mila euro, più del doppio dei 109 mila di Angela Merkel”; “Cesare Geronzi, dopo 347 giorni di presidenza delle Generali, ha incassato 16,6 milioni di liquidazione, 48 mila euro per ogni giorno lavorato”; “I parlamentari ottengono dalle banche mutui casa all’1,57%, i cittadini a un tasso minimo del 4,57”; “Vittorio Sgarbi, 54 anni, incassa 118 mila euro di pensione”; “la Commissione Olimpiadi Roma 2020, che si è riunita 3 volte, è costata 300 mila euro”.

È evidente che una sola di queste cifre, in un Paese normale, produrrebbe uno scandalo adeguato. Mentre da noi risultano spiccioli di cento altre cifre clamorose, la cui somma, anziché deflagrare, genera il silenzio di uno zero nel vuoto.

Il Fatto Quotidiano, 12 Maggio 2012