Alfano l’aveva detto: “Dopo le amministrative arriverà la più grande novità della politica italiana”. Oggi, a guardare i risultati che stanno arrivando da tutta Italia, si capisce di quale “novità” parlava: il Pdl rischia di liquefarsi, quasi ovunque è sotto il 20 per cento e in città grandi e piccole è scalzato ai ballottaggi dai Cinque Stelle.

Forse ci hanno messo un po’ – ben 18 anni – ma alla fine gli italiani l’hanno capito. Dopo lo sfascio al quale ci hanno portato, che senso ha votare ancora Pdl? “Abbiamo sbagliato i candidati” dice La Russa. Ma lui stesso, e Alfano, Cicchitto, La Russa, Gasparri, Quagliariello, Lupi, Gelmini, avrebbero preso più voti? Cosa sono senza Berlusconi? Senza un padrone da difendere, quali sono le loro idee per il futuro, l’amministrazione della cosa pubblica, l’economia, i territori?

Federico Moccia, lui, l’autore di Tre metri sopra il cielo, è diventato invece sindaco di un paesino di 300 abitanti, a Rosello, in Abruzzo: “Ho intenzione di portare i lucchetti dell’amore a Rossello – spiega ora – Ci sono delle magnifiche vallate verso Agnone, romantiche, piene di bellezze naturali, di cascate”.

Banale? Sicuro! Ma sembra un gigante in confronto ad Alfano. Che ha dedicato la sua vita a B., gli ha fatto il lodo, ne ha preso l’eredità, e ora verrà additato come il vero responsabile di questa disfatta. I nodi, prima o poi, vengono al pettine. I dreadlock del Pdl-partito-di-plastica potrebbero questa volta liberarci della masnada che ci ha governato finora. Che già l’abbiamo pagata troppo cara.

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