”Sono elezioni nelle quali registriamo una sconfitta”. Lo dice il segretario nazionale del Pdl Angelino Alfano, di fronte ai dati delle proiezioni sulle elezioni amministrative (qui lo speciale di ilfattoquotidiano.it), ancora parziali ma impietosi. Anche se da Mosca Silvio Berlusconi fa sapere che temeva andasse peggio, il partito è fuori dai giochi per l’elezione del sindaco in una roccaforte come Palermo (intorno all’8% dei voti, mentre la sola Forza Italia era al 18,8% nel 2007, più il 6,3 di An e il 4,6 degli Azzurri per Palermo). E’ crollato a Verona, intorno all’5% (Forza Italia aveva il 15 nel 2007, e An il 13), con probabile soprasso del Movimento 5 stelle, che va oltre il 9. 

A Parma è un vero e proprio disastro. Il Pdl è poco sopra il 4%, superato persino dai Comunisti italiani, che vanno oltre il 6. E, reduce dal governo della città con il sindaco Vignali, sarà probabilmente costretto ad assistere a un ballottaggio tra il candidato del Pd e quello del movimento di Beppe Grillo, secondo partito in città. Brutte notizie anche dalla provincia di Milano, zona storicamente leghista-berlusconiana, dove invece “secondo i dati che stanno arrivando, il centrosinistra vince in quasi tutti i 26 comuni chiamati alle urne, in alcune realtà al primo turno e in altri va al ballottaggio, ma in vantaggio”, ha dichiarato il segretario provinciale del Pd Roberto Cornelli. Restando al nord, a Genova il candidato berlusconiano, l’indipendente Pierluigi Vinai, scivola al quarto posto con il 12%, mentre Forza Italia aveva il 22,6% nel 2007.

I dati sono ancora provvisori, ma la dimensione della sconfitta è apparsa subito chiara, tanto che il coordinatore del partito Ignazio La Russa già dichiarava al Tg3 un’ora e mezzo dopo la chiusura delle urne: “Abbiamo sbagliato i candidati, non ho difficoltà ad ammetterlo. C’è la mania di cercarli con la faccia carina, senza sapere da quale esperienza amministrativa vengano mentre la gente vuol persone affidabili e per i palermitani è più affidabile Orlando”. Secondo La Russa “non ci saranno ripercussioni del voto sul governo, continueremo con più forza. Ma sicuramente, d’ora in poi, non possiamo dire sì a quei provvedimenti che non consideriamo giusti”. 

Qualche buona notizia per il fronte berlusconiano potrebbe arrivare dal Sud. Per la Campania, il coordinatore regionale Nitto Palma parla di un risultato “non negativo, soprattutto se comparato alle altre regioni e che dimostra come il Pdl sia in Campania un partito forte, unito e radicato sul territorio”. Palma cita per esempio “la vittoria ad Aversa” mentre “dovremmo vincere a Mondragone e ci avviamo al ballotaggio ad Acerra”.

A sera arriva il commento di Silvio Berlusconi, a Mosca per la cerimonia d’insediamento dell’amico Vladimir Putin: “Credo che siamo andati come pensavamo di andare, abbiamo vinto in 4-5 città al primo turno, come il Pd, così mi hanno detto, e siamo al ballottaggio in altre 13 situazioni”. L’ex premier si è dissociato dalle dichiarazioni pessimistiche del segretario Alfano: “Non sono del suo stesso avviso, perché in questo momento che ho definito il festival dell’antipolitica, pensavamo addirittura che ci fosse un’affluenza più bassa e quindi più penalizzante per quanto ci riguarda”.

A L’Aquila, dove Berlusconi da presidente del consiglio molto si è speso nel dopo terremoto, il Pdl si ferma intorno al 7%. Nel 2007 Fi e An arrivarono al 19.

E un fedelissimo del capo, per quanto ultimamente critico, come Giorgio Stracquadanio, è lapidario: ”A mio avviso il progetto Pdl come tale è fallito”, ha affermato a l’Infedele su La7. “Non si tiene assieme qualcosa che non è capace di dire nulla al paese”.