Sembrava che Doria facesse un’exploit, dalle prime proiezioni. Ben oltre il 50%, se non il 60%. A dispetto di ogni previsione, contro il trend delle ultime ore, con un Pd sfilacciato. E invece sarà ballottaggio, per una manciata di voti, con Doria stoppato al 49%. Ma non con Pierluigi Vinai, sostenuto da una coalizione a guida Pdl a forte connotazione cattolica, fermo poco sopra le due cifre. Tantomeno con il leghista Edoardo Rixi, che ha ottenuto solo un 4,7 totale. Ci andrà con Enrico Musso, senatore terzopolista, forte sostenitore del governo Monti anche in campagna elettorale. Il quale però ha distanziato di una manciata di voti Paolo Putti, candidato sindaco del Movimento Cinque Stelle, già leader dei No Gronda e vera novità amministrativa.

Il nuovo raccordo autostradale di Ponente sembra essere costato caro al Partito Democratico e al vincitore delle primarie, la cui posizione al riguardo si è via via ammorbidità: da un “opzione zero” prima delle primarie a un “vediamo se sarà utile realmente” durante la campagna elettorale. E così è successo che in due sezioni della Val Polcevera, Geminiano e Murta, interessate pesantemente dai lavori per la costruzione delle due opere. Il movimento di Grillo, in ogni caso, è il secondo partito della città, staccato solo dal Pd. Il Pdl scende al suo minimo storico 9%, o poco di meno. Nella coalizione di centrosinistra, la doppia cifra la tocca solo la lista civica di Doria, con l’11 , oltre al Pd al 24%, che comunque viene seriamente ridimensionato rispetto alle regionali 2010, quando era arrivato al 31,7%.

Doria si è appellato comunque a chi ha votato Movimento Cinque Stelle: “Bisogna scegliere adesso tra due scelte forti: uno schieramento di sinistra con valori forti, che si sforza di rinnovarsi e che concilia lavoro e ambiente e un’alternativa di centro o di destra che non fa nulla di tutto questo”. E ha anche aggiunto su Gronda e Terzo Valico ferroviario “non esistono piccole o grandi opere, esistono opere utili o lavori non necessari. Valuteremo caso per caso”. Ma nell’urna le opere sono state grandi, grandissime. A tal punto quasi da spingere un candidato che non è apparso sui grandi manifesti a un ballottaggio clamoroso. Il segnale comunque è molto forte. E Doria dovrà convincere gli esponenti di un altro partito molto forte: il partito dell’astensione, che è arrivato al 45% all’ombra della Lanterna.

LE PROIEZIONI
Marco Doria è in testa nella sfida per conquistare la poltrona di sindaco di Genova. Secondo le proiezioni realizzate dall’Istituto Piepoli, con copertura del 100% delle sezioni, l’esponente di Pd, Sel e Idv è dato al 48,3%. Enrico Musso, del Terzo Polo, è al 15,2% e Paolo Putti, di Cinque Stelle, al 13,8%. Pierluigi Vinai, del Pdl, è al 12,5%. Per quanto riguarda le preferenze di coalizione, invece, il Pd è al 23,3%, il Movimento 5 Stelle al 13,9 %, mentre la lista a sostegno di Musso al 12,5 %. Stando alle proiezioni di Emg-La7, invece, è sempre in crescita la percentuale di preferenze per Marco Doria, candidato a sindaco di Genova per Pd, Sel e Idv: Doria ha raggiunto il 48,8%, distaccando Enrico Musso, del Terzo Polo, (14,6%) e Paolo Putti (13,5%) del Movimento Cinque Stelle. Quanto al voto di lista, il Pd è al 22,5% mentre Cinque Stelle è al 14,1%.

In base ai dati del Viminale, invece, il candidato del centrosinistra Marco Doria resta al 49% quando sono state scrutinate 400 sezioni su 653 relative all’elezione del sindaco di Genova e dunque si fa sempre più probabile il ricorso al ballottaggio. Dietro il candidato di Pd, Idv, Sel e Prc, restano sempre separati da pochi voti gli altri 3 principali contendenti: Enrico Musso con la sua lista civica è ora al 14,6%, il grillino Paolo Putti al 13,9% e il candidato del Pdl Pierluigi Vinai al 12,5% mentre resta staccato con il 4,6% il leghista Edoardo Rixi.

La coalizione che sostiene Marco Doria è in testa nella sfida per conquistare il consiglio comunale di Genova. Secondo le proiezioni realizzate dall’Istituto Piepoli per la Rai Pd, Sel e Idv hanno ottenuto il 47,6%. Cinque Stelle, che ha candidato Paolo Putti, è al 15,6%. Il Terzo Polo, che sostiene Enrico Musso, è all’12,1%. Il Pdl, che ha candidato Pierluigi Vinai, è all’11,2%.

LE DICHIARAZIONI DEI PROTAGONISTI
L’exploit del Movimento 5 Stelle è confermato anche dalle parole dello stesso Paolo Putti. ”Comunque vada sarà un successo. Ho incontrato tantissime persone che ci ha chiesto di non deluderle ed altre persone che ci hanno dato una mano – ha detto il candidato sindaco di M5S – E’ il segnale che si vuole cambiare: a Genova ed in tutta Italia”. Parlando del risultato che potrebbe portarlo al ballottaggio, Putti dice: “Non mi aspettavo nulla, non ho mai badato ai sondaggi. Mi aspettavo che la gente di Genova volesse reagire, cambiare e impegnarsi. E questo è successo”. Inevitabile la domanda su chi sosterrà il M5S qualora non dovesse raggiungere il ballottaggio. “Non possiamo appoggiare nessuno dei due candidati perché hanno dietro la stessa idea, uno il Pd e l’Idv e l’altro l’Udc e Fli, che non rappresentano nessuna possibilità per questa città” ha detto Paolo Putti, che a chi dice che il movimento è espressione dell’antipolitica Putti, ha risposto in maniera secca. “Siamo noi l’antipolitica, che siamo semplici cittadini che decidono di mettere a disposizione qualche capacità della comunità per costruire un futuro diverso per la città, chiedendo però agli altri cittadini di impegnarsi, o sono quelli che fino a oggi hanno governato la città preferendo definire a chi dare l’assessorato o a chi mettere nella partecipata piuttosto che definire qual è il bene comune della città. Secondo me sono loro l’antipolitica”.

“Credo che miei voti derivino dalle persone che hanno davvero voglia di cambiare e di poter sperare in qualche cosa di diverso” ha sottolineato Putti. “Non ho mai badato ai sondaggi, mi aspettavo un risultato: che i cittadini di Genova si risvegliassero e chiedessero con forza un cambiamento da una politica che è stata lontana dai loro bisogni” ha aggiunto. Fatto sta che è diventato il vero personaggio della sala stampa allestita a Palazzo Tursi, sede del Comune di Genova. E’ stato il più intervistato e fotografato della giornata. “Abituato? No, affatto, non sono abituato a tanta attenzione, sono un semplice cittadino, un educatore sociale, appassionato per hobby di fotografia naturalistica. Sono abituato a fotografo bruchi e farfalle, non a farmi fotografare. A Genova siamo attorno al 15%, significa che c’è tanta gente comune che vuole contare in politica, gli elettori hanno dimostrato che c’è voglia di cambiamento” ha risposto Paolo Putti.

Il comitato elettorale di Marco Doria, invece, ha preferito commentare l’alto tasso di astensionismo. “Quando il 45% dei cittadini non va a votare, questo per noi è un fatto drammatico”. Parola del portavoce dei comitati per Marco Doria sindaco, Silvio Ferrari, secondo cui “l’astensionismo è il primo elemento da valutare autocriticamente. Il secondo elemento è che Marco Doria ai dati attuali andrà al ballottaggio. Il terzo è che finora non abbiamo chiaro il contendente. Speriamo che sia fortemente alternativo”. “Bisogna riflettere sui risultati del Movimento 5 Stelle” ha aggiunto Ferrari.

Italo Bocchino, invece, ha commentato con soddisfazione il risultato del Terzo Polo nel capoluogo ligure. “Il terzo polo a Genova ha avuto un buon risultato, altrove non lo abbiamo sperimentato, ma le forze politiche singole hanno incrementato il loro consenso, beneficiando del crollo del Pdl. Sono soddisfatto -ha concluso Bocchino – perché abbiamo saputo anticipare il cambiamento politico”.

”Se non ci fosse stato lo scandalo Belsito, la Lega Nord a Genova avrebbe preso almeno il doppio dei voti, lo scandalo ha influito sul voto”: parola del candidato sindaco del Carroccio nel capoluogo ligure, Edoardo Rixi, che al momento oscilla tra il 4-5% dei voti. “C’è amarezza per l’influsso dello scandalo Belsito sul risultato elettorale – commenta Rixi – comunque la Lega a Genova al momento ha ottenuto più voti rispetto alle amministrative 2007”.

“L’unica cosa che si vede ora è il risultato del Movimento Cinque Stelle, che raccoglie un malessere diffuso” e “l’altro dato inconfutabile è il crollo del Pdl con un arretramento secco del loro candidato”. Cosi’ l’europarlamentare Sergio Cofferati, in merito ai primi dati e alle proiezioni sulle amministrative a Genova. Per il resto, “per antica esperienza cosiglierei prudenza” perché “lo spoglio è complesso” e “non bisogna arrivare a conclusioni affrettate”.

Va al ballottaggio con determinazione e serenità e con la consapevolezza che la propria candidatura ha tenuto i voti all’interno dell’area del centrosinistra. Così il candidato sindaco di Genova del centrosinistra Marco Doria commenta i primi risultati delle elezioni amministrative dai quali risulta poco sotto il 50%. “I risultati attuali – spiega Doria – dimostrano una sostanziale capacità di tenuta del centrosinistra. Andremo al ballottaggio con assoluta determinazione e serenità”. Doria ha aggiunto che “dai voti visti finora, 150 sezioni, la lista Doria viaggia sopra il 10%. Questo mi fa dire una cosa: la mia candidatura presumo sia stata in grado di tenere dentro la coalizione di centrosinistra un buono numero di elettori”.

Se andrà al ballottaggio, il candidato sindaco di Genova Enrico Musso chiederà voti direttamente ai cittadini e non ai partiti. Musso lo ha annunciato questa sera commentando i risultati di 220 sezioni su 653 dai quali risultano Marco Doria (centrosinistra) al 49,48%, Musso al 14,10% e Paolo Putti (Movimento Cinque Stelle) al 14,05%. “Intanto – ha detto Musso – al ballottaggio ancora non ci sono ma c’è una corsa a due con Paolo Putti. Ma se andrò al ballottaggio chiederò il voto a tutti i genovesi di destra e di sinistra, perché abbiamo un progetto di città che dà molto più ai genovesi di quanto abbia saputo dare la sinistra in questi anni”. “Quanto agli apparentamenti tecnici con i partiti- ha detto – sono cose che hanno fatto il loro tempo. Non credo che la vittoria contro Doria passi attraverso questo tipo di tattiche”.

“Spero che si recuperi presto la fiducia piena nella necessità della politica che è un grande servizio per il Paese come la Chiesa, con la Dottrina sociale, ha sempre sostenuto”. Cosi’ il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei e arcivescovo di Genova, a margine di un incontro organizzato dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose. Secondo il porporato, “è necessario partecipare. C’è un diritto-dovere alla partecipazione alla cosa pubblica, alla società, che si esprime innanzitutto attraverso le proprie scelte politiche, elettorali”.

aggiornato da Redazione web alle 20.26 del 7 maggio 2012