489653 i visitatori dal 5 maggio 2007 al 30 aprile 2012, 4194 i pezzi che costituiscono il patrimonio collezionistico del museo, 68 le opere concesse in comodato gratuito. Questi i principali numeri che il Museo d’Arte Moderna di Bologna presenta al pubblico nel giorno in cui compie cinque anni di vita.

La data ufficiale è proprio oggi, 5 maggio 2012, giornata in cui per  l’intero  orario di apertura dalle12 alle 20, la Collezione Permanente sarà visitabile gratuitamente, con due momenti di approfondimento attraverso visite guidate, anch’esse ad accesso libero per i visitatori alle 16 e alle 18.

Due  visite  guidate gratuite, alle 17 e alle 19, sono previste anche per l’esposizione temporanea dedicata a Marcel Broodthaers. L’espace de l’écriture, a cura di Gloria Moure, la prima retrospettiva completa italiana sull’artista belga morto nel ’76, visitabile negli spazi espositivi del piano terra fino a domenica 6 maggio.

“A fronte di un anno che in generale a livello di cultura definirei disastroso”, spiega il direttore Gianfranco Maraniello, al Mambo fin dal primo giorno d’apertura, “siamo contenti di ritrovarci con i conti in ordine. La limitazione delle consulenze esterne non è poi stato un obbligo da poco: noi non paghiamo i curatori delle mostre per dire quello che pensano ma per una progettazione reale”.

Cinquanta percento di contributi pubblici e l’altra metà di risorse private, il Mambo “oltre ai dipendenti comunali esternalizzando alcuni servizi come bookshop e il settore educativo dà lavoro a tempo pieno a circa sessanta persone”.

“Non c’è nessun progetto di costituire una “fondazione” per il futuro del Mambo. Noi siamo al servizio delle istituzioni”, continua Maraniello allontanando un ipotesi che in numerosi ambienti cittadini si paventa, “La Cineteca di Bologna ha lanciato un allarme perché se non fosse diventata Fondazione avrebbero chiuso alcuni laboratori di restauro, ma noi non ci troviamo nella loro situazione e anche se fosse non so se ne varrebbe la pena”.

“Il nostro grande vantaggio in questi cinque anni è stato gestire in maniera diretta ogni nuova idea di allestimento con i progettisti. Una grande autonomia che quando curavo il MACRO di Roma non avevo: là finiva tutto nel grande calderone del grande bilancio di tutto l’assessorato”.

Infine, proprio in concomitanza con il compleanno del Mambo, viene allontanata un’altra ipotesi, quella di una sostituzione in corsa dell’uscente Silvia Evangelisti da Arte Fiera: “Non so cosa deciderà il consiglio d’amministrazione della Fiera, ma di una cosa sono certo: non prenderò il posto della Evangelisti. Sono onorato di avere questo lavoro: oltre al Mambo, dirigo il Museo Morandi e il Museo della memoria di Ustica. Semmai sussiste una doverosa disponibilità per fare progetti insieme ad Arte Fiera. Siamo entrambe due eccellenze della città”.

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