Due concerti in Emilia Romagna per Pino Daniele che porterà giovedì 3 maggio al teatro Valli di Reggio Emilia (ore 21) e sabato 5 al teatro Manzoni di Bologna (ore 21) la sua band internazionale e La Grande Madre, l’ultimo album di inediti uscito lo scorso 20 marzo. Il tour del bluesman partenopeo tocca le principali città italiane e si concluderà negli Stati Uniti.

La Grande Madre è la 24esima creazione di un apprezzatissimo, forse più all’estero che in Italia, cantautore, è l’espressione di un cantante comunicativo, di un efficace autore, di un raffinatissimo compositore e, per la prima volta, anche il produttore indipendente del suo album, che esce per l’etichetta Blue Drag (il nome viene da un brano di Django Reinhardt). “È interessante essere se stessi senza filtri imposti dal mercato, -spiega Pino Daniele-, è interessante riuscire a essere un po’ più liberi artisticamente, anzi totalmente liberi. L’aspetto negativo in questo caso è che rischio come imprenditore e come persona, perché sappiamo tutti che il cd non vende come prima, dal punto di vista economico c’è la possibilità che si possa perdere, ma in realtà permette di dare il massimo; il rischio c’è ma vale la pena correrlo”.

Un album libero, La Grande Madre, frutto di trentacinque anni di viaggi senza frontiere, passati a rimescolare tradizioni, a far sentire al mondo il peso della sua musica, arrivando al cospetto di mostri sacri come Bob Marley, Ritchie Havens, Pat Metheny, Simple Minds, Mel Collins, Eric Clapton, meritandone sempre la stima. E anche per la tournee e il disco de La Grande Madre l’equipe di musicisti del mascalzone latino è autorevole: Omar Hakim alla batteria, Rachel Z al piano, Gianluca Podio alle tastiere, Solomon Darsey al basso. L’esito è un album molto complesso di chitarre e assoli, con testi trilingui (napoletano, inglese, italiano) e sonorità forse ancora più meticcie del solito (mediterraneo, latino, blues, funky, rock, jazz). Ma nonostante la sperimentazione continua, il grande chitarrista napoletano si mantiene saldo nei valori, gli stessi dal 1977, l’anno in cui uscì il suo primo album.

Si chiamava Terra Mia e conteneva la canzone che l’uomo in blues scrisse quando aveva 18 anni,  Na Tazzulella ‘e cafè, che sembra ritornare in versione ridotta e jazz in Coffee TimeLa Grande Madre è l’ennesimo omaggio di Pino Daniele alla tradizione partenopea- mediterranea, e alla Parlesia ricordata nella nostalgica O Frà (pare ca nun vedo e nun sento/ma nun me scordo tengo sempre a mente/ è a nustalgia ca ce fotte): “Io parlo di nostalgia di un periodo artistico, di un periodo fertile come è stato quello degli anni ’70 –continua il cantante-; veniamo da una cultura napoletana dove c’era Eduardo de Filippo, Domenico Rea, Totò; parlo di me e di Troisi che quando siamo nati era un periodo molto fertile, molto folto che adesso non c’è più, ma c’è altro. Per quanto riguarda la Parlesia si tratta di una reminescenza di quando ero ragazzo, è un modo di parlare che veniva usato da noi orchestrali, era un linguaggio per comunicare tra noi e non farci capire dagli altri; è venuta fuori una jam session”.

Da Melodramma a Still love you c’è la stessa semplicità comunicativa che ha fatto grande l’autore di Je so’ pazzo, Nun me scoccià, O’ scarrafone, ma soprattutto c’è il denominatore comune a tutta la sua poetica, da Io per lei a Che male c’è, da Amore senza fine a Neve al Sole, da Sara a Maria; che è l’amore,  perché il mondo senza non è credibile (Niente è come prima).  E poi c’è Eric Clapton, che veglia sull’album con un generoso prestito; Wonderful tonight riproposta da Pino Daniele in italiano.

“Eravamo in camerino io ed Eric –spiega Daniele-, quando gli ho detto che mi piaceva Wonderful tonight. Lui mi ha risposto che era una canzone vecchia e che l’avrebbe suonata se la cantavo io. Ovviamente gli ho detto di sì, a patto che me la facesse cantare in italiano. L’incontro con Clapton è stato fantastico, prima sono stato invitato a Chicago a suonare al Crossroads festival (2010), poi lui è venuto in Italia, abbiamo fatto un concerto di beneficenza (2011, Cava dei Tirreni, davanti a 16000 persone), poi è nata una bella sintonia. Devo dire che è una bellissima persona, un artista irraggiungibile per me è sempre stato un sogno riuscire a fare qualcosa con lui, poi alla fine è successo e mi posso ritenere fortunato”.

Per info e biglietti: www.ticketone.it

di Elisa Ravaglia