Pagano una tangente, patteggiano la pena, ma poi ritornano sul luogo del “delitto” e colpiscono ancora. Ma stavolta non li ferma nessuno. “I nostri aerei sono eccezionali e i piloti pure”, si vantavano, nel 2010, Viscardo Paganelli e il figlio Riccardo, responsabili della società aerea Rotkopf Aviation di quei fantastici monomotore Cessna 2008 Caravan, grazie ai quali avevano vinto a mani basse la gara – poi annullata – bandita dall’Enac (l’Ente nazionale Aviazione Civile) per i collegamenti aerei di linea tra lo scalo di Campo dell’Elba e gli aereoporti di Firenze e Pisa. E in effetti ne avevano ben donde a vantarsi i Paganelli, soprattutto della robusta mano che gli aveva dato Franco Pronzato, responsabile nazionale del Pd per il trasporto aereo e consigliere Enac: Pronzato si era prodigato “con frenetica e intensa attività” per far ottenere alla Rotkopf il famoso Coa, ovvero il certificato di operatore aereo necessario per partecipare alla gara.

Il “servizio” fornito da Pronzato era stato ampiamente ripagato con una tangente da 40mila euro, fatto poi emerso grazie all’inchiesta del pm romano Paolo Ielo. L’intermediario tra Pronzato e i Paganelli era stato Vincenzo Morichini, storico procacciatore di fondi della Fondazione Italiani Europei di Massimo D’Alema, insomma una partita di giro tutta interna al Nazareno. Il 9 marzo 2012 poi, Viscardo e Riccardo Paganelli hanno patteggiato la pena rispettivamente a un anno e 4 mesi e a 11 mesi, per corruzione e turbativa d’ asta.

Anche Franco Pronzato ha chiesto il patteggiamento. E la questione, in un Paese normale, si sarebbe chiusa lì. E invece no. I Paganelli sono ritornati. Per nulla intimoriti dalle – ovvie – perplessità sulla loro attendibilità imprenditoriale e decisi a mettere mano a quel milione e mezzo di fondi pubblici stanziati per far funzionale il servizio aereo, si sono ripresentati tranquillamente alla nuova gara indetta dall’Enac, stavolta non in beata solitudine, ma contro la Air Lydd e la Silver Air. Ancora una volta sono riusciti ad ottenere all’ ultimo tuffo il solito Coa, che era stato loro sospeso il 14 dicembre del 2011. E sul “come” l’hanno ottenuto questa volta può darsi che la magistratura romana abbia intenzione di fare nuova luce, ma si vedrà.

Anche perché – e qui viene davvero il bello – la gara d’appalto si è svolta negli ultimi giorni di marzo 2012 ed è stata vinta dalla svizzera Silver Air, sede a Lugano, di cui è responsabile Dina Peverelli. E che aveva già messo in ponte di far partire il servizio di collegamento con la principale isola dell’arcipelago toscano il 14 maggio. Peccato, però, che i Paganelli, cui non mancano amicizie di alto lignaggio politico sul territorio, a partire dal “federale della Maremma”, il mitico Altero Matteoli del Pdl, abbiano rovinato tutto. Agganciandosi a presunte irregolarità nella gara d’appalto, hanno deciso di ricorrere al Tar, con conseguente sospensiva della gara. “E’ un enorme danno alla collettività – ha dichiarato nei giorni scorsi Claudio Boccardo, responsabile di Ala Toscana, la società che gestisce l’aeroporto dell’Elba – perché noi siamo pronti a partire e non si può lasciare la popolazione senza un servizio così importante”. Ma ai Paganelli questo pare interessare assai poco.

L’importante sembra essere il mettere le mani sul malloppo di denaro pubblico. D’altra parte, nell’inchiesta romana condotta da Paolo Ielo erano emersi anche altri dettagli che facevano pensare ad un collegamento dei Paganelli, via Pronzato, direttamente con i vertici della Regione Toscana, ma poi il patteggiamento ha chiuso ogni nuova indagine. Ora, però, con il ritorno dei Paganelli “sul luogo del delitto” e con un certificato di idoneità ottenuto ancora una volta chissà come, forse i pm romani decideranno anche loro di tornare loro “sul luogo del delitto”: i nuovi indizi abbondano.