La più grande manifestazione della storia a sostegno della ciclabilità. E’ quella che si terrà oggi a Roma e che è stata organizzata dal movimento#Salvaiciclisti. Nato sul web con l’intento di rilanciare in Italia il manifesto del Times di Londra per un paese a misura di ciclista, ha fatto presto a diventare reale, creando in poco tempo un movimento d’opinione capace di interloquire con le pubbliche amministrazioni e la politica.

Così oggi ai Fori Imperiali di Roma, gli attivisti delle due ruote a pedale tenteranno di dare una sferzata alla mobilità italiana, nella speranza di riuscire a cambiarla per sempre “perché saremo in tanti a chiedere città a misura d’uomo, a chiedere la fine della guerra sulle nostre strade. Saremo in troppi per essere ignorati ancora una volta”. Le adesioni alla manifestazione (rigorosamente apartitica) sono molte e qualcuno si è già messo in marcia per raggiungere la Capitale in bicicletta; altri arriveranno nella città eterna in bus o in treno. “Essere il 28 aprile a Roma è un dovere morale per tutti coloro che si sono lamentati almeno una volta dell’insostenibilità delle nostre strade – spiegano gli organizzatori dell’iniziativa – E’ in gioco la vostra vita e il futuro dei vostri figli. Il momento per puntare i piedi e cambiare direzione è adesso. Non ci sarà una seconda possibilità. Il 28 aprile è sabato, a metà del ponte tra il 25 aprile e il 1 maggio: non avete più scuse per non esserci”.

Il movimento, intanto, continua a crescere. Dopo le adesioni raccolte tra i sindaci di varie città italiane, a partire da Milano e Torino, per arrivare a Bologna, Reggio Emilia e Roma, hanno dato la loro sostegno anche tre regioni: Puglia, Lombardia e Piemonte. “La Puglia – spiega Paolo Pinzuti, una delle anime di #salvaiciclisti – ha già stanziato 2 milioni e mezzo per un osservatorio sulla mobilità. Speriamo che chiaramente queste adesioni possano tradursi tutte in atti concreti e impegni reali”.

E tra i comuni che hanno già aderito si stanno muovendo passi interessanti. E’ proprio di lunedì la prima riunione del tavolo di coordinamento sulla ciclabilità istituito a Milano: “Tra le iniziative più interessanti c’è quella messa in campo nella città di Milano – spiega Pinzuti – dove è stato creato un modello che vorremmo estendere alle altre città e a livello nazionale. Nei giorni scorsi c’è stata la prima riunione del tavolo di coordinamento cittadino a cui hanno preso parte #Salvaiciclisti, Fiab, Bike messenger, Ciclofficina e tre assessorati del comune di Milano (Mobilità, Ambiente e Infrastrutture). Si tratta di un tavolo permanente che si riunirà con cadenza mensile per individuare le esigenze dei cittadini in materia di ciclabilità. Si tratta di un grande risultato, di un ottimo punto di partenza per andare verso una città davvero amica dei ciclisti, poi era uno dei punti dell’iniziativa Caro Sindaco (lanciata dopo gli otto punti del Times, nda)”.

L’idea del tavolo di coordinamento non si rivolge solo ai comuni ma anche alla realtà nazionale: “Stiamo cercando di organizzare gli stati generali della bicicletta – spiega Pinzuti – Un grande evento, da tenere all’inizio dell’estate, capace di radunare #Salvaiciclisti, Fiab, i comuni aderenti, le associazioni ambientaliste, per parlare di ciclabilità a 360 gradi su un livello che vada oltre quello della singola città”. Un’occasione per condividere esperienze, buone pratiche, individuare politiche comuni e misure capaci di dare risposte concrete.

Al di là degli stati generali della bicicletta, che potrebbero essere lanciati già oggi in occasione della manifestazione romana, Salvaiciclisti si è già mossa a livello nazionale. Lo scorso 18 aprile i rappresentanti del movimento, assieme ai rappresentanti della Fiab, sono stati ascoltati in audizione parlamentare alla Commissione Trasporto della Camera dei Deputati. “Si è trattato di un evento storico – sottolinea Paolo Pinzuti – Che io sappia è la prima volta che un movimento di blogger viene ricevuto al Parlamento. Abbiamo spiegato le nostre proposte sul prossimo cambiamento del Codice della Strada, spiegando ad esempio l’importanza dell’istituzione di zone 30 o del riconoscimento dell’infortunio in itinere per la tutela delle vittime degli incidenti stradali che utilizzano la bicicletta come mezzo di trasporto”. Nel corso dell’audizione sono stati introdotti concetti come il “senso unico eccetto biciclette”, o gli incroci studiati per l’attraversamento delle biciclette con “linea d’arresto avanzata” ed uso di segnaletica specifica. Si è parlato anche della necessità di rivedere e svecchiare il concetto di velocipede e della necessità di lavorare per l’adozione di un piano nazionale per la mobilità ciclistica.