Il Tribunale del Riesame di Bologna ha rigettato la richiesta di dissequestro dei beni per la vicenda Terremerse. Gli inquirenti avevano, infatti, ordinato il sequestro di un milione di euro, somma corrispondente al totale del finanziamento pubblico ricevuto da Giovanni Errani per la sua cantina vinicola a Imola: soldi oggetto dell’inchiesta della procura di Bologna. A Giovanni Errani, fratello del governatore dell’Emilia Romagna, erano stati sequestrati tre immobili, a Gian Paolo Lucchi cinque immobili, un auto e quote societarie, mentre ad Alessandro Zanotti sei immobili e quote societarie.

Zanotti ed Errani avevano fatto ricorso al tribunale del riesame, che però ha dato ora ragione al pubblico ministero Antonella Scandellari. La motivazione non è ancora stata depositata, ma la decisione sembrerebbe essere un primo punto a favore dell’accusa. Il legale di Alessandro Zanotti, l’avvocato Gabriele Bordoni, si dice cauto: “attenderemo le motivazioni nei prossimi giorni”. Fino ad oggi ancora nessun indagato tra i nove dell’inchiesta ha chiesto al pm Scandellari di essere sentito per spiegare le proprie ragioni.

La vicenda Terremerse si incentra su due diversi blocchi. Il primo riguarda la concessione del finanziamento di un milione di euro (oggetto della conferma del sequestro da parte del Riesame) che secondo la procura si basava su un presupposto falso, cioè la fine della costruzione della cantina entro il 31 maggio 2006. Per questo motivo, il progettista dello stabilimento di Imola, Gian Paolo Lucchi, il direttore dei lavori e responsabile della sicurezza Alessandro Zanotti e un altro funzionario regionale, Aurelio Selva Casadei, collaboratore del servizio aiuti alle imprese della Regione, sono indagati per truffa e per aver indotto in errore “con i raggiri e le falsità” la Regione sulla corretta ultimazione della cantina. Inoltre per truffa aggravata sono indagate, secondo la responsabilità amministrativa, le società Terremerse Soc. Cooperativa e Cantina dei Colli Romagnoli Soc. Cooperativa.

Il secondo aspetto della vicenda, invece, riguarda il presidente della Regione, Vasco Errani, indagato per falso ideologico in concorso con Valtiero Mazzotti e Filomena Terzini, questi ultimi indagati anche per favoreggiamento personale nei confronti di Giovanni Errani. Secondo l’accusa Vasco Errani e i due funzionari, dopo aver letto un articolo sulla vicenda pubblicato nell’ottobre del 2009 dal quotidiano Il Giornale, in cui si metteva in dubbio quella concessione di un milione di euro, avrebbero concordato il contenuto di un documento poi presentato in procura.

Secondo il pm Scandellari il documento avrebbe avuto lo scopo di ridimensionare la posizione di Giovanni Errani e di sviare le indagini dal focus dell’inchiesta già in corso, con dettagli non veritieri. Un probabile autogol, che ha inguaiato il presidente e i funzionari, perchè avrebbero liquidato come semplice variante un permesso a costruire ex novo.