Sul numero del 28 marzo della rivista Cancer è stato pubblicato un rapporto sull’epidemiologia dei tumori negli Stati Uniti nel periodo 1975-2008. I centri che hanno partecipato alla stesura del documento sono tra i più autorevoli:  il Center for Disease Control and Prevention, laNorth American Association of Central Cancer Registries, il National Cancer Institute e l’Amercian Cancer Society e i dati presentati sono incoraggianti. La mortalità per cancro ha continuato a diminuire nel corso degli anni e a questo trend positivo si è aggiunta una lieve riduzione dei nuovi casi quantificabile in uno 0.6% in meno nei maschi nel periodo tra il 2004 e il 2008 e in uno 0.5% in meno nelle donne nel periodo 1998-2006, con una tendenza però al livellamento dal 2006 al 2008. Significa che, oltre alla mortalità, anche i nuovi casi di tumore si stanno riducendo anche se lentamente e non in modo omogeneo per tutte la categorie prese in esame.

A cosa vengono attribuiti questi cambiamenti? Senza dubbio si tratta degli effetti complessivi di diagnosi sempre più precoci, di terapie più efficaci e meno invasive e di cambiamenti di stile di vita che riguardano in particolare la riduzione del fumo. Ma non possiamo abbassare la guardia. Alcuni tumori infatti come quello dell’esofago, del colon-retto, del rene, del pancreas, dell’endometrio e del seno nelle donne in menopausa, sono associati al sovrappeso e all’obesità, condizioni in aumento sia negli Stati Uniti che in Europa. Non è escluso quindi che  in futuro gli effetti positivi generati da una complessiva riduzione del fumo possano essere vanificati almeno in parte da quelli negativi legati a nutrizione errata, sovrappeso e sedentarietà. Dagli anni sessanta infatti in Usa il fumo di tabacco si è ridotto di 1/3 mentre l’obesità è raddoppiata. Il problema riguarda anche l’Italia dove sovrappeso, obesità e sedentarietà sono in aumento sia nei bambini che negli adulti. Proprio per questo nel rapporto appena pubblicato si suggerisce ancora una volta che l’arma più efficace per lottare contro il cancro è l’adottare uno stile di vita corretto puntando su un’alimentazione sana, sul mantenimento negli anni di un peso corporeo adeguato e sulla pratica quotidiana di esercizio fisico.

Le patologie tipiche di oggi come l’obesità, il diabete, le malattie cardiovascolari e anche per certi aspetti i tumori, vengono chiamate malattie da civilizzazione. Alla loro base c’è una sorta di incompatibilità tra la nostra realtà biologica e genetica e il modo in cui viviamo. In parole semplici quando l’ambiente in cui una specie si è evoluta cambia a velocità superiore rispetto alla capacità genetica di adattamento (che è molto lenta), si instaura un fenomeno detto di discordanza evolutiva che causa un aumento dell’incidenza di malattia.

In modo del tutto analogo ad altre specie, l’uomo è geneticamente adattato ad un ambiente primitivo che ha poco a che fare con quello che ci siamo costruiti. E non c’è dubbio che una parte importante di questa trasformazione ambientale riguardi il cibo e la sua produzione. A questo proposito alcuni autori hanno efficacemente riassunto i difetti dell’alimentazione moderna in sette punti:

  1. Consumo esagerato di zuccheri e cereali raffinati che incidono negativamente sul metabolismo glicemico, sulla produzione di insulina e sul sovrappeso.
  2. Consumo eccessivo di grassi saturi di origine animale, di oli vegetali e di grassi idrogenati e insufficiente apporto di acidi grassi polinsaturi come l’olio di pesce con aumento della tendenza alla produzione di molecole infiammatorie.
  3. Errata distribuzione dei macronutrienti con eccessiva enfasi sui carboidrati senza distinguere tra versioni integrali e raffinate.
  4. Scarsa densità di micronutrienti tra cui vitamine e minerali a causa in particolare dei ridotti apporti di verdura e frutta.
  5. Equilibrio acido-base alterato per l’introduzione di eccessive quantità di cibi di origine animale acidificanti rispetto alle verdure e alla frutta.
  6. Eccessivo introito di sodio soprattutto tramite l’introduzione di alimenti processati oltre che per l’uso individuale esagerato di sale da tavola.
  7. Ridotto introito di fibra per il massiccio uso di cereali raffinati che ne sono privi rispetto ai cereali integrali e alle verdure.

La correzione di questi difetti alimentari, che non presuppone né scelte drastiche né sconvolgimenti totali delle proprie abitudini, ma piuttosto dei semplici adattamenti, avrebbe un enorme effetto preventivo nei confronti di molte patologie tra cui anche i tumori che, ricordiamolo, per lo meno nel 30% dei casi hanno una qualche relazione con ciò che mangiamo. Certo si può dire che queste cose si sanno, ma tra il saperle e il metterle in pratica quotidianamente purtroppo ce ne corre. E proprio per cercare di farle diventare pratica quotidiana è utile ripeterle il più spesso possibile.