In base alle prime valutazioni, la procura di Roma tende a escludere ipotesi di reato per il guasto avvenuto nel centro di procreazione assistita del San Filippo Neri che ha causato la distruzione di 94 embrioni congelati. Al di là delle richieste di risarcimento dei danni che saranno prese in esame dal giudice civile, a livello penale gli inquirenti ritengono che non siano configurabili elementi rilevanti, tanto da avere aperto un fascicolo in ‘atti relativi’, cioè senza ipotesi di reato e senza indagati, contenente la denuncia presentata dal direttore generale dell’azienda ospedaliera.

La stessa ipotesi di interruzione di pubblico servizio non è stata presa in considerazione da chi indaga perché manca il dolo. In ogni caso sarà il pm Antonio Calaresu, cui il procuratore Giuseppe Pignatone e l’aggiunto Leonardo Frisani hanno assegnato il fascicolo, a studiare le carte per capire se esista, su questo argomento, un precedente giurisprudenziale. Altrimenti, in assenza di reati, il fascicolo sarà destinato a finire in archivio.

Oggi i Nas hanno ispezionato  il centro di procreazione medicalmente assistita dell’ospedale. Durante l’ispezione, durata due ore, i carabinieri hanno acquisito documenti e effettuato verifiche all’interno del centro. Dai sanitari è stata anche fornita ai Nas una copia dell’esposto alla procura della Repubblica e la relazione di un’indagine interna. La struttura ospedaliera ha rilevato che il serbatoio contenente azoto si è svuotato di 700 litri in maniera anomala al di là dei livelli di riserva. Entro domani, a quanto si è appreso, la ditta responsabile, Air Liquide, dovrebbe trasmettere all’ospedale la relazione su quanto accaduto. La relazione che verrà poi fornita alle istituzioni.

Nonostante tutto il ministro della Salute Renato Balduzzi fa sapere che, domani martedì 3 aprile, il Centro nazionale trapianti condurrà un’ispezione per capire cosa è realmente successo e per poter valutare il percorso che è stato fatto su questa vicenda definita da Balduzzi “grave”.

Intanto, il ministero della Salute ha reso noti i dati dell’ultima relazione sulla procreazione medicalmente assistita in Italia presentata a giugno 2011 dalla quale emerge che u un totale di 10 mila embrioni ottenuti con tecniche di fecondazione assistita, oltre 7 mila sono quelli congelati nel 2009 (nel 2008 erano solo 763).