Fli nasce in Via D’Amelio nel 2010, quando con Gianfranco Fini andammo a ribadire la nostra richiesta di verità e giustizia sulle stragi del ’92, contro Berlusconi e i suoi sodali che le volevano archiviare come fatti privi di interesse per gli italiani, magari continuando a proporre come figure eroiche lo stalliere mafioso di Arcore o un Senatore condannato per mafia in 2 gradi di giudizio e ancora imputato. Fli si consolida in Parlamento con le battaglie in difesa della legalità repubblicana e del sistema giudiziario, facendo “muro” contro il tentativo di smantellare strumenti di indagine essenziali come le intercettazioni e di demolire i processi contro mafie economiche e corruttori.

Fli si schiera in Sicilia con Raffaele Lombardo anche perché chiama in giunta figure di assoluta garanzia: alla sanità l’ultimo ragazzo di Paolo Borsellino, all’ambiente e ai rifiuti il prefetto antiracket Marino, alla solidarietà Caterina Chinnici, magistrato e figlia di Rocco. Ci schieriamo in difesa del territorio e del paesaggio, insieme al governatore, contro lo scempio dell’eolico e al gigantesco affare termovalorizzatori che sta molto a cuore ai vertici del Pdl e che viene bloccato inesorabilmente. Sosteniamo il volto nuovo della burocrazia regionale a iniziare da quello, nel delicatissimo ispettorato regionale alla sanità, di Lucia Borsellino figlia di Paolo.

Oggi, di fronte alle complesse vicende giudiziarie di Raffaele Lombardo, siamo certi che il Governatore sarà coerente con questo percorso di legalità, qualora dovesse essere rinviato a giudizio, dimettendosi. Nessuno si permetta quindi, dal pulpito di storie politiche fatte di compromessi o peggio verso il potere criminale e affaristico, di attaccare Futuro e Libertà e di mettere in discussione la sua coerenza. Siamo l’unico partito privo di inquisiti e il solo che applicherà rigidamente il Codice Etico dell’Antimafia nella formazione delle proprie liste, sia alle amministrative che alle politiche.

Per questo siamo una piccola ma grande comunità umana e politica, inattaccabile su questioni sulle quali molti del Pdl siciliano e dei suoi inquietanti alleati farebbero bene a tacere, se non per pudore almeno per prudenza visti gli innumerevoli scheletri negli armadi. Scheletri che rappresentano il loro “patrimonio” e la loro miserabile cifra etica.