“Sarò lieto d’incontrare Sua Eccellenza Papa Benedetto XVI, come feci nel 1998 con Giovanni Paolo II: un uomo al quale il contatto con i bambini e con gli umili cittadini del popolo suscitava invariabilmente sentimenti di affetto”. Fidel Castro ha annunciato in un articolo vergato di suo pugno per le sue periodiche ‘Reflexiones’ sul sito ufficiale on line CubaDebate che oggi vedrà “con piacere” all’Avana papa Benedetto XVI, nell’ultima giornata della visita pastorale di Josef Ratzinger a Cuba.

E ieri sera il Pontefice ha avuto un colloquio privato di 40 minuti col presidente cubano Raul Castro, che lo ha ricevuto nel Palazzo della Revoluciòn all’Avana. “E’ stato un tempo piuttosto lungo, che testimonia l’importanza di questa conversazione sulla situazione di Cuba e le attese della Chiesa locale, che desidera poter dare un contributo sempre maggiore al bene comune, sviluppando la sua presenza nei campi dell’educazione e dell’assistenza”, ha affermato il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi.

Il Papa inoltre ha sollevato con Raul Castro anche “il tema dei diritti umani” e in particolare quello della detenzione dei prigionieri politici e padre Lombardi ha riferito che “al Papa erano arrivati nelle scorse settimane molti messaggi con richieste di aiuto di carattere umanitario per persone in difficoltà”. Nella lista preparata dalla Santa Sede, che non ha voluto dare indicazioni più precise, non è stato reso noto se sia incluso il nome di Alan Gros, l’ebreo americano arrestato nel dicembre 2009 per aver venduto sull’isola senza l’autorizzazione del governo cubano materiale informatico e per le comunicazioni satellitari, condannato nel marzo 2011 a quindici anni di carcere per “atti contro l’indipendenza e l’integrità dello Stato”.

Tuttavia, su richiesta della Chiesa Cattolica, recentemente Raul Castro ha concesso la liberazione di 2900 detenuti, alcuni dei quali dissidenti politici arrestati durante la stretta repressiva del regime cubano dell’agosto 2003. Tra i rilasciati grazie all’indulto approvato in vista della visita del Papa (in maggioranza detenuti anziani o con pochi precedenti penali alle spalle) anche 86 detenuti stranieri da 25 paesi diversi, tra cui 4 italiani.