Racconta di giorni ”difficili” in mano ai maoisti, tira un sospiro di sollievo perchè ora “è tutto finito”, ma non dimentica il suo amico Paolo Bosusco: “Spero che ora – dice – liberino anche lui”. Claudio Colangelo è libero, dopo 11 giorni di prigionia e 12 ore di voci non confermate sul rilascio dei due ostaggi italiani rapiti dai maoisti in India.

Consegnato ad un giornalista di una delle principali emittenti indiane, la Ndtv, ora sta attraversando la foresta per raggiungere il dipartimento di Kandhamal. Ed è proprio sulla liberazione di Bosusco che si sta concentrando ora la Farnesina, come ha sottolineato il ministro degli Esteri Giulio Terzi. “Il risultato di oggi – ha detto – rappresenta per tutti coloro che in questi giorni sono stati impegnati senza sosta sulla vicenda una motivazione ancora più forte per proseguire il lavoro verso una soluzione positiva anche per questo caso”.

Il titolare della Farnesina, che, dopo aver avvertito la famiglia, ha parlato al telefono con Colangelo, si è quindi augurato che prosegua la “collaborazione e la disponibilità da parte dalle autorità indiane centrali e dell’Orissa”. Ora “dobbiamo portare a casa Bosusco”, ha detto il ministro che ha parlato al telefono anche con i familiari del titolare dell’agenzia di escursioni guidate per assicurargli che “si sta lavorando con ancora maggiore determinazione per riportare a casa anche Paolo”.

Ieri in serata Ndtv aveva rilanciato la notizia, diffusa dai media locali, della liberazione di entrambi gli ostaggi, precisando però che mancavano conferme ufficiali. Oggi, poi, lo scoop dell’emittente. Fin dall’inizio della vicenda si sapeva che il leader della guerriglia in Orissa, Sabyasachi Panda, avrebbe restituito gli ostaggi non alla polizia ma a giornalisti di fiducia. E’ così è stato. “Questa operazione – ha precisato una giornalista di Ndtv – ha richiesto un lavoro di 60 ore nella selva”.