La giunta di Confindustria ha designato presidente Giorgio Squinzi per i prossimi quattro anni. Squinzi succede a Emma Marcegaglia. Sono stati 175 i votanti della giunta. Il presidente della Mapei ha ricevuto 93 voti contro gli 82 dell’altro candidato, Alberto Bombassei. Un risultato che ha confermato i pronostici della vigilia, anche se il distacco è stato meno significativo di quanto si prevedesse.

Squinzi, presidente designato dalla giunta, è nato a Cisano Bergamasco nel 1943. Nel 1970, dopo una laurea in chimica industriale, fonda con il padre la Mapei. Il gruppo industriale è il maggior produttore mondiale di adesivi e prodotti chimici per l’edilizia. Impiega 7500 persone, ha 59 stabilimenti produttivi, 9 in Italia e 50 nel resto del mondo.

Il nuovo presidente resterà in carica fino al 2016. Dopo la designazione di oggi, il 19 aprile Squinzi presenterà la squadra di “governance” e il programma. L’elezione vera e propria avverrà durante l’assemblea privata in programma per il 23 maggio, mentre il debutto pubblico è in programma il giorno successivo alla presenza di alcuni ministri del governo.

“Missione: crescita”. “Questa presidenza di Confindustria per me è una missione – ha detto Squinzi – Il mio obiettivo è essere il presidente di tutti. Darò una spinta importante nella direzione di trovare la crescita, questo Paese ha bisogno di trovare la crescita”. Presidente della Mapei, marchio famoso anche per dare il nome a una squadra di ciclismo, Squinzi non ha potuto evitare un paragone con lo sport a lui caro: “Sono contento. in termini sportivi: ce l’ho messa tutta” dice e spiega di aver fatti come Oscar Freire: veniva sempre fuori negli ultimi 50 metri e batteva tutti”.

Sulla fuoriuscita di Fiat, invece, il presidente in pectore ha risposto: “Non so che margini di ricomposizione ci possano essere. Se ci saranno, cerchero’ di esperire ogni tentativo per riportare Fiat all’interno”.

Infine quasi un no comment sull’articolo 18: ”Non è chiarissimo come sarà la formulazione definitiva del governo, prima di dare giudizi aspetterei un attimo e comunque i giudizi li esprimerà Emma Marcegaglia”.

Bombassei: “Ha il compito di tenerci uniti”. “Il risultato della giunta di oggi – commenta il concorrente Alberto Bombassei – dimostra quanto sia ampia la realtà degli imprenditori italiani che spinge per un profondo cambiamento di Confindustria. E’ la realtà che rappresenta le aree più industrializzate del Paese a cui il Presidente designato non potra’ non prestare ascolto. Squinzi ha oggi il compito di tenere unita l’associazione, di ascoltare le istanze di cambiamento, di dare voce e ruolo a questa nuova realtà. Faccio i migliori auguri di buon lavoro a Giorgio Squinzi, a cui tutti noi siamo pronti a dare piena e leale collaborazione”.

Coro unanime: “Nessuna spaccatura”. Ma non c’è nessuna spaccatura in Confindustria, assicura Mauro Moretti, amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, lasciando la giunta degli industriali dopo la designazione del presidente. “Non c’è nessuna spaccatura – garantisce – Si tratta di due persone di grande personalità ed è normale aspettarsi il sostegno per entrambe. Confindustria sa che l’unità è la sua forza. Sono convinto che con il contributo di tutti, Bombassei compreso, ci saranno tutte le condizioni per proseguire con un lavoro unitario”.

“Mi sarebbe piaciuto avere una persona più giovane alla guida di Confindustria. Ma è stata designata una persona degna e capace. Certo un po’ di giovinezza in più non avrebbe guastato” afferma Renzo Rosso, patron della Diesel. Sull’ipotesi di una spaccatura, Rosso spiega: “Speriamo bene perché Squinzi ha un buon charme ed è un buon padre di famiglia”.

Non crede in una divisione all’interno dell’unione degli industriali neanche Alessandro Benetton: “Non auspico e non credo in una spaccatura di Confindustria. Ho visto in giunta la volontà di ricompattarsi perché i problemi del Paese sono tanti e non è il caso di spaccarsi. La buona notizia è che abbiamo avuto due candidati di grande qualità”.

Squinzi “sarà un grande presidente – assicura il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri, sponsor di Squinzi già dalla vigilia – E’ un grande imprenditore e anche il suo avversario lo è. Non è una spaccatura, hanno corso, ha vinto uno e ora lavoreranno insieme”.

Confindustra “si può ricompattare su un programma simile per entrambi i concorrenti – è convinto Fulvio Conti, amministratore delegato di Enel, anch’egli sostenitore del patron della Mapei – Ha vinto una persona di alto valore, così come lo è il suo concorrente. Siamo fiduciosi che Confindustria si ricompatterà e porterà avanti il suo compito. Non c’è una spaccatura”. Un coro unanime, insomma, che passa anche da Mario Moretti Polegato, patron della Geox: “C’è stato un voto positivo. Penso che Squinzi sia un uomo di grande capacità. Abbiamo fiducia in lui e non c’è alcuna spaccatura”.

Questa invece la lettura dell’ex presidente di Confindustria e presidente della Ferrari Luca Cordero di Montezemolo, dato prima del voto “grande elettore” di Bombassei: “Di fronte a Confindustria che può sembrare spaccata dai numeri si apre una grande possibilità per il senso di responsabilità e per guardare al futuro avendo come priorità l’unità. Tutti dobbiamo dare un contributo a questo e remare tutti nella stessa direzione. In un momento di grande difficoltà per il Paese, Confindustria ha la grande responsabilità di essere ancora forte e unita”. E a proposito di un eventuale ritorno di Fiat in Confindustria Montezemolo ha risposto: “Mi sembra che la posizione della Fiat sia stata delineata con grande chiarezza da Marchionne quando aveva parlato di Bombassei”.

“Tutto è andato bene. Eni ha fatto la differenza dato che avevamo sei voti ed abbiamo votato per Squinzi – ha spiegato l’amministratore delegato Paolo Scaroni – Io purtroppo ero a Londra questa mattina, mi sono precipitato ma non ho fatto in tempo. Comunque anche Bombassei è un gentiluomo per cui qualsiasi fosse stata la scelta saremo caduti in piedi. Abbiamo evitato il pareggio che sarebbe stato imbarazzante”.