La Procura della Repubblica di Bari

Il certificato di collaudo statico del 2006 per il parcheggio interrato di piazza Giulio Cesare a Bari, appalto aggiudicato alla Dec dei costruttori De Gennaro coinvolti nell’indagine della Procura di Bari sul presunto malaffare degli appalti, sarebbe stato “confezionato ad hoc – scrivono gli inquirenti – sulla evidente necessità di adeguarlo e sostituirlo (il termine utilizzato è stato ‘aggiustarlo’)”. Emerge dalle carte dell’inchiesta. Secondo i pm Renato Nitti e Francesca Romana Pirrelli, la commissione collaudatrice avrebbe “confezionato il più adeguato certificato in collaborazione con la società concessionaria”. La vicenda ha coinvolto anche il sindaco di Bari Michele Emilano, che non c’entra niente con l’inchiesta giudiziaria, ma che è finito al centro delle polemiche dopo che è emerso che ha ricevuto regali di vario tipo (pesce e cozze, tra l’altro) proprio dai fratelli imprenditori (uno dei quali, Gerardo, è consigliere regionale del Pd).

La compiacenza dei componenti della commissione di collaudo avrebbe avuto un prezzo: incarichi tecnici offerti dai De Gennaro in altri appalti fuori Bari.  Il presidente della commissione, Saverio Sabini, “non solo chiederà favori alla famiglia De Gennaro – sottolineano i pm – ma si troverà in una posizione di assoluta incompatibilità con il suo ruolo di collaudatore in quanto proprio durante il suo incarico presterà la propria opera professionale in favore di società della famiglia De Gennaro”. In particolare, l’incarico di direttore tecnico di cantiere a Milano, dove la Dec stava realizzando il parcheggio interrato presso l’ospedale San Raffaele (incarico per il quale Sabini avrebbe ricevuto un compenso di oltre 16mila euro nell’estate 2007). Ancora l’incarico di progettista dei lavori del by-pass da realizzare tra via Napoli e viale Europa nell’alveo del torrente Lamasinata per il trasporto delle turbine destinate alla costruenda centrale turbogas di Modugno, per il quale avrebbe ricevuto 20mila euro e altri 8mila per l’attività di assistenza preliminare ai lavori. “Poco prima della redazione di quegli atti che avrebbero sancito la completezza delle opere – concludono i pm – Sabini, inoltre, avrebbe ottenuto la garanzia che il figlio avrebbe potuto iscriversi al terzo anno alla Lum (Libera Università Mediterranea, università privata di proprietà e gestita da Emanuele De Gennaro, nipote di Gerardo e degli altri De Gennaro indagati), chiedendo di intercedere con lo stesso Gerardo affinchè il figlio avesse un futuro (lavorativo) all’interno del gruppo imprenditoriale”.

Anche Ruggiero Lerario, componente della commissione di collaudo del parcheggio di piazza Giulio Cesare, “poteva vantare (prima e durante l’incarico in commissione di collaudo) forme di collaborazione professionale con i De Gennaro”. A fine 2004 Lerario, in qualità di capogruppo del raggruppamento temporaneo di progettisti, avrebbe redatto per conto dell’associazione temporanea d’impresa Dec-Bari Park, lo studio di fattibilità per il parcheggio pluripiano interrato da realizzare nel Comune di Bitonto, che prevedeva la realizzazione di 4 piani interrati in piazza Moro.

“Le indagini – scrivono gli inquirenti – hanno confermato il modus operandi sull’associazione che poteva contare, anche in questo caso, dell’asservimento dei pubblici ufficiali e dell’organo politico. Infatti, al prospettarsi di problemi di qualsiasi natura che potessero potenzialmente intralciare la realizzazione dell’opera, le indicazioni dei De Gennaro sono state quelle di rivolgersi all’amministratore, al politico o al dirigente di turno. E se non fosse stato sufficiente l’intervento dell’assessore ci si rivolgeva al sindaco” di Bitonto Nicola Pice, con il quale è stato documentato anche un incontro.

Nel caso del parcheggio di Bitonto è stato accertato anche un incontro con il direttore regionale dei Beni culturali per la Puglia, Ruggiero Martines, alla presenza di Vito De Gennaro. Martines, stando alle indagini della Procura di Bari, “aveva mandato al ministero una relazione negativa sulla possibilità di realizzare il parcheggio in una piazza di interesse storico culturale ovvero sulla esatta individuazione dei saggi archeologici da effettuare. Dall’incontro con Martines – scrivono i pm – sarebbe emersa la necessità di mettere a punto un piano antimagistratura sul progetto. “Dovremmo mettere a punto – si legge in un’intercettazione tra due tecnici della Dec – alcune tavole esplicative più da prevenzione antimagistratura, diciamo, più che tavole architettoniche”.

Altro incarico affidato a Lerario dalla Dec è stato, a fine 2006, il progetto esecutivo per la realizzazione di alloggi in via della Repubblica a Terlizzi, finanziato con fondi Por per complessivi 1,6 milioni di euro (46 alloggi di cui 24 di recupero edilizio e 22 di nuove costruzioni, da realizzare su area di proprietà comunale). “Coincidenza ha voluto – si legge nella richiesta d’arresto della Procura di Bari a carico di alcuni dei 51 indagati nel fascicolo – che l’appalto è stato provvisoriamente aggiudicato il 18 dicembre 2006, stesso giorno dell’inaugurazione del parcheggio interrato di piazza Giulio Cesare realizzato dalla Dec”, collaudato, tra gli altri, da Sabini e Lerario.