Il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni

Fino a poche ore fa, la scaletta dell’ultima puntata del “Chiambretti Wednesday Show”, in onda questa sera su Italia 1, includeva anche Roberto Formigoni. Il presidente della Regione Lombardia era stato invitato in trasmissione per rispondere alle domande che alcuni ospiti gli avrebbero rivolto. Tra questi anche il radicale Lorenzo Lipparini, autore della sua biografia in cui ricostruisce i processi in corso e la vicenda delle firme false presentate dal presidente alle ultime elezioni regionali. Ma ieri sera, qualche minuto prima dall’inizio della registrazione, Formigoni è uscito dal camerino. E se n’è andato.

“Appena arrivato negli studi – spiega Lipparini- Formigoni ha preso informazioni sugli ospiti e le domande, in un clima di imbarazzo e tensione. Al momento di entrare poi, con la scusa del ritardo di oltre 40 minuti accumulato dalla trasmissione, si è allontanato dopo un rapido cenno con i collaboratori, correndo verso la propria auto inseguito dalle hostess e dalle telefonate di Chiambretti”.

Un intero blocco della trasmissione cancellato dalla fuga improvvisa del governatore che impedirà agli spettatori di “ascoltare la replica alle molte domande preparate sul potere di Cl in Lombardia, le indagini, i processi”. L’autore si riferisce alla querelle delle firme false alle scorse regionali. “Ci sono ancora 4 processi che si devono concludere su questa vicenda -ricorda-. Formigoni non crede di doversi scusare con gli elettori lombardi per quello che è avvenuto e lei ha sempre negato?”.

Tra gli ospiti invitati anche Domenico De Felice, blogger del Fatto quotidiano.it e medico milanese che lo avrebbe interpellato sulla gestione della sanità in Lombardia e lo scandalo del San Raffaele. “Avrei dovuto porre due domande al Presidente che, dopo aver aspettato per esigenze di trasmissione, forse un po’ seccato, è andato via”, scrive nel suo ultimo post. Nessuna risposta, però, da Formigoni. Che sulla fuga di ieri, per ora, tace.

Pubblichiamo la replica di Gaia Carretta, portavoce del presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni. Segue la controreplica della giornalista.

Gentile direttore,

quanto all’articolo di ieri su Formigoni che sarebbe scappato da Chiambretti per non rispondere alle domande scomode, vorrei far sapere a lei, alla giornalista che ha scritto il pezzo e ai suoi lettori che non c’è nulla di più falso!

Lorenzo Lipparini era presente e, se non desse una lettura faziosa di ciò che è successo, non può che dire che la seguente descrizione dei fatti è la pura verità. Formigoni è stato convocato dalla produzione tra le 19.00 e le 19.15. Alle 19.15 era in studio. Immediatamente mi è stato detto che c’era un ritardo dovuto al fatto che Kate Winslet era arrivata un’ora e mezza dopo le previsioni e questo aveva fatto slittare la scaletta. Non c’era però da preoccuparsi, si trattava solo di ¼ d’ora. Formigoni è stato fatto accomodare in un camerino. Dopo 20 minuti ho chiesto aggiornamenti e mi è stato risposto che mancavano 10 minuti. Alle 20.10 è uscito uno degli autori ed è venuto nel camerino per dire al presidente che nel giro di soli altri 10 minuti sarebbe toccato a lui. Negli accordi presi, avevo fatto ben presente che Formigoni sarebbe arrivato alle 19.15, ma che poteva stare al massimo fino alle 20.15.

Nel frattempo io facevo la spola tra lo studio e il camerino per cercare di capire la realtà com’era. Più volte mi sono imbattuta nello sguardo di Lipparini e abbiamo anche scambiato due parole di cortesia, visto che ci conosciamo da anni. Gli ho spiegato che l’agitazione era dovuta al ritardo. Arrivati al limite massimo consentito (e anche oltre), poco prima di entrare, il presidente ha deciso di non partecipare più perché non avrebbe fatto in tempo ad arrivare all’appuntamento successivo, inderogabile. Erano le 20.24, momento in cui siamo usciti dallo studio e ho ricevuto la telefonata da Chiambretti che voleva parlare con il presidente per scusarsi per il ritardo, capendo gli impegni.

Nessuna paura di Lipparini, che è stata la prima persona che abbiamo visto entrando in studio; De Felice non lo conosciamo fisicamente, quindi non ci siamo accorti di lui. Se Formigoni non avesse voluto rispondere alle loro domande non avrebbe aspettato più di un’ora. La struttura del programma, inoltre, si sa com’è e il presidente si è messo in gioco, sapendo il rischio che avrebbe corso. Un’ultima cosa: la giornalista scrive che Formigoni sulla questione tace.

Sulla vicenda non sono mai stata contatta da qualcuno del Fatto Quotidiano, né ho in memoria chiamate non risposte alle quali non ho richiamato. L’unica possibilità è che sia stata contattata da numero sconosciuto, al quale, ovviamente, non si può richiamare. Alla mia segreteria non risultano telefonate da giornalisti del Fatto e nemmeno alle colleghe.

Cordialmente,

Gaia Carretta,

Portavoce del presidente Formigoni

LA REPLICA DEL  FATTO QUOTIDIANO.IT:

Gentile Gaia Carretta,

nell’articolo che ieri abbiamo pubbicato non è scritto che il presidente della Regione Lombardia “sarebbe scappato da Chiambretti per non rispondere alle domande scomode”, bensì che la conseguenza della sua fuga è stata la mancata risposta alle domande degli ospiti previsti dal programma.

Fra questi – lo ricordiamo ai nostri lettori – c’era anche Lorenzo Lipparini, autore di “Formigoni: biografia non autorizzata” e radicale che ha denunciato alle scorse regionali lo scandalo della firme false. E anche un blogger del Fatto quotidiano.it, che avrebbe rivolto a Formigoni alcune domande sul sistema della sanità in Lombardia (qui il suo post in cui riporta quello che avrebbe voluto chiedergli).

Nonostante il cambio di scaletta di programma, dove nella versione aggiornata il nome del governatore è sparito a seguito della mancata registrazione, la regione Lombardia e il suo Presidente non hanno diramato alcuna spiegazione con le motivazioni che lei ricostruisce nella sua replica, anche se il comunicato di Lipparini era già online. Abbiamo provato a telefonarle più volte, senza che mai nessuno rispondesse.

Non conosciamo l’impegno “inderogabile” che ha indotto il Presidente a lasciare gli studi. Quel che è certo è che i cittadini, e non solo quelli lombardi, non hanno ancora ricevuto risposte esaurienti, ad esempio, sulla vicenda delle firme false denunciate dai radicali o sui rapporti tra la Regione Lombardia e il San Raffaele.

Si tratta, purtroppo, di un’altra occasione persa per fare chiarezza e dialogare con trasparenza con gli elettori.

Cordialmente,

Eleonora Bianchini