Costantemente sopra un euro e ottanta al litro, ormai spedito verso l’asticella dei due euro. Non accenna ad arrestarsi l’aumento del prezzo della benzina in tutta Italia, dove oggi si sono registrati nuovi record. Secondo Staffetta Quotidiana si è raggiunto un picco di 1,861 euro presso i distributori Ip con un rialzo di 4 centesimi. La verde è sotto 1,8 euro soltanto in Veneto e Lombardia.

Le medie ponderate nazionali, invece, salgono a 1,826 euro/litro per la benzina (+0,8 centesimi) e a 1,761 euro/litro per il diesel (+0,2 centesimi). Stando alla consueta rilevazione della Staffetta Quotidiana, questa mattina il market leader Eni ha messo a segno il diciassettesimo rialzo dell’anno: +0,7 centesimi sulla benzina (media nazionale Eni calcolata dalla Staffetta a 1,830 euro/litro), +0,4 centesimi sul diesel (media a 1,766 euro/litro). Sale anche Esso, i cui prezzi restano sempre al di sotto della media di mercato: +0,6 centesimi sulla benzina a 1,813 euro/litro. Per quanto riguarda IP viene messo in evidenza che la compagnia del gruppo Api “è in questo momento la più esposta agli umori dei prezzi e dei mercati internazionali, priva, fra l’altro, di attività di estrazione di idrocarburi”.

Dati confermati anche dal monitoraggio di quotidianoenergia.it. In un campione di stazioni di servizio che rappresenta la situazione nazionale per Check-Up Prezzi QE, si registra un maxiaumento di IP (+4 cent euro/litro) sulla benzina e prezzi raccomandati che proseguono i rialzi anche con Eni (+0,7 sulla ‘verde’ e +0,4 sul diesel; il market leader nel giro di poco più di 15 giorni ha messo mano ai prezzi con rincari rispettivamente di 3,8 e 2,4 cent) ed Esso (1 centesimo su entrambi i prodotti).ù Prezzi praticati sul territorio quindi in inevitabile salita con la media nazionale oltre 1,83 sulla benzina e a ridosso di 1,76 per il diesel mentre le ‘puntè ormai vedono al Centro la ‘verde’ oltre 1,93 euro e il diesel a un passo da 1,80. Situazione comunque che non riflette ancora appieno gli ultimi aumenti e registra la persistenza di margini bassi per gli operatori. Nel dettaglio, a livello Paese, il prezzo medio praticato della benzina (in modalità servito) va dall’1,818 euro/litro di Esso all’1,834 di IP (no-logo in salita a 1,747). Per il diesel si passa dall’1,754 euro/litro sempre di Esso all’1,759 di Shell (no-logo a 1,651). Il Gpl è tra lo 0,822 euro/litro di Shell e lo 0,842 di IP (no-logo a 0,790).

Sarcastico il commento della Coldiretti. “Un litro di benzina verde alla pompa costa come 23 chili di arance a Rosarno dove vengono pagati ai produttori agricoli appena 8 centesimi al chilo, del tutto insufficienti per coprire i costi di produzione e raccolta” denunciano gli agricoltori, nel sottolineare che con il nuovo record raggiunto dalla benzina il pieno per una automobile media (50 litri) ha raggiunto i 93 euro. “Si tratta – hanno fatto sapere dalla la Coldiretti – degli effetti evidenti delle distorsioni presenti sul mercato con il costo familiare per trasporti, combustibili ed energia elettrica che ha addirittura superato quello per alimenti e bevande. In un Paese come l’Italia, dove l’88 per cento dei trasporti commerciali avviene per strada il record dei prezzi dei carburanti, ha un effetto valanga sulla spesa con un aumento dei costi di trasporto oltre che di quelli di produzione, trasformazione e conservazione”. Su scala nazionale, a sentire l’associazione degli agricoltori “benzina, trasporti e logistica incidono complessivamente per circa un terzo sui costi della frutta e verdura e, solo nelle campagne, il caro gasolio ha provocato un aggravio di costi stimabile in 400 milioni di euro su base annua. A subire gli effetti del record nei prezzi – ha concluso la Coldiretti – è però l’intero sistema agroalimentare dove si stima che un pasto percorra in media quasi 2mila chilometri prima di giungere sulle tavole”.