Ucciso da tre rapinatori sotto gli occhi della madre e del nipotino di otto anni. E’ quanto è accaduto a Ramazzano, nella periferia nord di Perugia, venerdì notte, a Luca Rosi, un impiegato di banca di trentotto anni. L’uomo è stato assassinato con quattro colpi di pistola mentre tentava di fermare dei banditi che si erano introdotti nella villetta dei suoi genitori.

Ora i carabinieri del comando provinciale di Perugia sono impegnati per arrestare al più presto i malviventi, probabilmente stranieri. Gli inquirenti stano cercando di stabilire se la banda è composta dai responsabili di un’altra rapina in villa, nella non lontana frazione di Resina, il 4 febbraio, nel corso della quale una sudamericana era stata violentata.

La scorsa notte ad agire sono stati tre banditi, a volto coperto e armati di due pistole. Nella villetta di Ramazzano sono entrati intorno alle 23 dopo avere sfondato con un calcio la porta finestra della cucina. In casa in quel momento Rosi, la madre, la compagna trentacinquenne del bancario e il figlio della sorella di quest’ultimo. Il padre della vittima era invece al bar. Dall’indagine dei carabinieri è emerso che i rapinatori hanno messo letteralmente a soqquadro la villetta senza però trovare alcunché di particolarmente prezioso. Rosi e i suoi familiari, tenuti sotto controllo nella sala da pranzo, hanno anche indicato e aperto la cassaforte che però era praticamente vuota.

Prima di allontanarsi i tre malviventi hanno legato i polsi del bancario e dei suoi congiunti, con i cavi dei caricabatteria di telefoni cellulari. Quando hanno legato quelli della compagna di Rosi questi  ha avvertito la minaccia, forse ha temuto che potesse essere violentata come era successo alla sudamericana nell’altra rapina, un mese fa. Ha quindi tentato di scagliarsi contro i rapinatori ma uno di loro ha sparato e quattro proiettili l’hanno raggiunto al torace  a un fianco e a una gamba. Sono poi fuggiti con la sua Golf parcheggiata all’esterno e che è stata ritrovata poco dopo dai carabinieri.