Dopo una notte trascorsa senza incidenti si rianima la protesta no Tav. A Roma soprattutto, dove il corteo partito intorno alle 15 ha invertito il proprio percorso andando ad occupare la sopraelevata della tangenziale est. Alcuni momenti di tensione con i giornalisti, poi il lancio di bombe carta e fumogeni dal cavalcavia sul sottostante deposito della Atac. E manifestazione anche a Bussoleno, dove gli attivisti si sono divisi in due. Un primo gruppo ha sfilato per le strade del paese, mentre un altro è partito in macchina verso la autostrada e ora manifesta sulla A32 all’altezza del casello di Avigliana ovest. I manifestanti, con bandiere e striscioni, hanno alzato le sbarre dell’autostrada, bloccandole con nastro isolante, e hanno fatto passare gratis le auto in transito come azione dimostrativa. Blocchi anche a Chianocco, teatro degli scontri degli scorsi giorni.

Corteo a Roma, occupata la tangenziale. Alcune centinaia di persone sono partite intorno alle 15 in corteo a Roma da piazzale Tiburtino in solidarietà al movimento dei No Tav in Val Susa. In testa al corteo una banda, poi uno striscione dalla scritta “No tav: fermeremo questo treno, la lotta è libertà, nel cuore sole e baleno. La Tav non passerà”. I primi momenti di tensione poco più tardi, con gavettoni d’acqua all’indirizzo dei giornalisti e l’aggressione alla troupe di Rainews24 che seguiva la manifestazione.

Verso le 17.30 il dietrofront. Il corteo ha prima occupato la Tangenziale da via Prenestina poi ha marciato in direzione della Stazione Tiburtina, nuovo scalo dell’Alta Velocità. Al grido di “Occupiamo tutto” il corteo si è fermato all’ingresso del tratto urbano della A24, autostrada Roma-L’Aquila. Il traffico in transito sulla Tangenziale Est, all’altezza del cimitero del Verano è stato bloccato anche in direzione San Giovanni.

Dopo aver bloccato per circa 45 minuti l’ingresso della Roma-L’Aquila i manifestanti hanno poi deciso di ripercorrere in senso inverso la tangenziale, occupata nel pomeriggio, e di concludere la manifestazione in Piazzale Tiburtino, da dove erano partiti.

A Milano No Tav insieme al popolo basco. E’ un corteo colorato, costituito daalcune centinaia di persone, quello che è sfilato per le vie di Milano, in cui la protesta contro la Tav si accomuna con quella per la libertà dei popoli. Il corteo, promosso da alcune realtà dell’antagonismo milanese, era aperto da una delegazione dei Paesi Baschi in costume tradizionale e da uno striscione con scritto ‘Libertà per i No Tav! La valle non si arresta! Tanti popoli, un’unica lottà. Nel corteo i manifestanti hanno esposto fotografie di una “piccolissima parte”, è stato spiegato, dei detenuti politici per la causa basca.

Perugia, stazione bloccata per mezz’ora. Tra le 15.30 e le 16 di oggi pomeriggio una cinquantina di persone ha bloccato la stazione ferroviaria di Perugia Fontivegge. Secondo quanto comunicato dalla questura non c’è stato alcun momento di tensione e la circolazione ferroviaria, bloccata per motivi precauzionali, è ripresa regolarmente intorno alle 16. I manifestanti si sono pacificamente seduti a terra lungo il primo binario, dove un treno era pronto per la partenza, e sono poi stati fatti allontanare dalla polizia. A Fontivegge, oltre alla Polfer, sono intervenuti la Digos e la Scientifica.

Bandiera No Tav nella chiesa di don Vitaliano. La bandiera No Tav sventola anche in una chiesa, quella diretta dal parroco “no global” Vitaliano Della Sala a Mercogliano (Avellino). Lo annuncia in una lettera ai valsusini lo stesso don Vitaliano: “Come segno di solidarietà con la vostra lotta in difesa del vostro territorio e del vostro futuro – scrive – da oggi la bandiera No – Tav sarà esposta nella nostra chiesa parrocchiale; ci ricorderà continuamente quello che sta avvenendo in Val di Susa: da una parte la grande voglia di democrazia e partecipazione da parte vostra, nei confronti di un progetto che a detta di molti esperti è dispendioso, dannoso e inutile; e, dall’altra, l’ottusità delle Istituzioni che, a volte in buona fede, spesso per pregiudizio, ripicca, interesse o calcolo, vogliono imporvi la Tav”. La bandiera No-Tav in chiesa, ci ricorderà che dobbiamo pregare per voi e impegnarci insieme per pretendere che il Presidente del Consiglio Monti, passato repentinamente e pericolosamente dalla sobrietà alla durezza nelle decisioni, visto che non è stato eletto democraticamente dai cittadini, non cominci a provare gusto a decidere da solo, o consultandosi esclusivamente con chi è d’accordo con lui. Spero e prego – conclude – che si ritorni al buon senso: si sospendano i lavori e le manifestazioni, e si istituisca un vero tavolo di confronto, attorno al quale nessuno parta con pregiudizi, imposizioni e decisioni già prese, ma tutti siano disposti anche a cambiare totalmente idea, se le ragioni dell’altro sono convincenti”.

Blitz alla sede romana di La Repubblica. Presidi e raduni sono previsti in tutta Italia e anche all’estero. In mattinata, una cinquantina di attivisti hanno “occupato simbolicamente” la redazione di Repubblica a Roma. I manifestanti sono rimasti mezz’ora nell’atrio della sede del quotidiano in via Cristoforo Colombo e hanno chiesto di salire per un incontro con la dirigenza della testata. “Un giornale come Repubblica – hanno detto i manifestanti – che ha fatto una battaglia come quella contro la ‘legge bavaglio’, sta mettendo il bavaglio ad alcune questioni sui lavori in Val di Susa”.

Domiciliari per Cambursano. Intanto, il gip di Torino, con il parere favorevole della procura, sono stati disposti gli arresti domiciliari per Federico Cambursano, 32 anni, di Bussoleno, il manifestante No Tav arrestato durante lo sgombero dell’autostrada Torino-Bardonecchia in Val di Susa. L’operaio di Bussoleno è accusato di resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale. Durante lo sgombero avrebbe lanciato, a volto coperto, bottiglie, pietre e altri oggetti all’indirizzo delle forze dell’ordine.

Crosetto: “Dare pallottole di gomma e taser alle forze dell’ordine”. “Questi personaggi che usano la scusa della Tav per atti di violenza inaccettabili, vanno trattati per quello che sono e cioè pericolosi delinquenti. Non penso che oggi a Roma ci fossero gli abitanti della Val Susa. C’erano gli anarchici, alcuni esponenti dei centri sociali e persone che hanno come obiettivo solo quello di abbattere qualunque istituzione e di seminare caos. Con queste persone si è stati troppo teneri per anni. Non sono ragazzi che manifestano per un ideale ambientalista. Sono potenziali terroristi. E vanno trattati come tali”. E’ quanto dichiara il deputato del Pdl, Guido Crosetto, in una nota. “Ed è anche venuto il momento – aggiunge l’ex sottosegretario alla Difesa – di dotare le forze dell’ordine di strumenti più attuali sia legislativi, sia di armamento, che consentano reazioni meno tenere senza rischio legale per poliziotti e carabinieri, ma con superiore potere di interdizione, dalle pallottole in gomma alle pistole elettriche”.