L'attore Eugenio De Giorgi

Un ricorso per bloccare lo spettacolo e una causa per diffamazione: Gianpiero Fiorani ha tentato in tutti i modi di bloccare la messa in scena di “Previsioni meteo: diluvio universale – the rise and fall of Gianpy” di Eugenio de’ Giorgi. Ma il tribunale di Milano ha respinto la richiesta di risarcimento danni (di 5 milioni di euro) dell’ex amministratore delegato della Banca Popolare di Lodi. “Il tema del soggetto teatrale – è scritto nella sentenza – risulta essere di stretta attualità e concerne vicende di assoluto rilievo pubblico. (…) Nella satira non vige l’obbligo di rispettare la verità dei fatti, proprio perché la sua caratteristica principale è la deformazione della realtà, il paradosso, il sarcasmo”. Secondo il giudice la rappresentazione satirica deve ritenersi legittima, “ancorché lesiva della dignità  del personaggio pubblico rappresentato” purché non si risolva in un’offesa gratuita dello stesso. Il giudice di primo grado del Tribunale di Milano, Roberto Bichi, ha condannato Fiorani a rimborsare all’attore le spese sostenute per il giudizio.

La vicenda era iniziata nel 2009, pochi giorni prima che la pièce fosse rappresentata a Lodi, luogo particolarmente caro al banchiere. Dopo il debutto al teatro Olmetto di Milano “Fiorani fece registrare l’intero spettacolo dal suo avvocato e lo consegnò al giudice per bloccarlo”, spiega de’ Giorgi. Il  regista bergamasco ricorda anche le difficoltà avute nel trovare nel lodigiano, una sede per andare in scena: “Inizialmente avevamo chiesto al Comune di concederci una sala”. Niente da fare. L’autore si era quindi rivolto a un cinema privato che “si è probabilmemte spaventato a causa della denuncia di Fiorani”, e ha ritirato l’offerta. Solo “dopo la raccolta firme di 13 associazioni locali” lo spettacolo ha trovato una collocazione: la sala del liceo Verri.

Nel mirino di Fiorani non c’era una singola frase, ma l’intera trama: la scalata ad Antonveta. “Previsioni meteo” è infatti liberamente ispirato al libro “Capitalismo di rapina” di Paolo Biondani, Mario Gerevini e Vittorio Malagutti e ricostruisce la vicenda attraverso un’impertinente ricostruzione dei fatti e dei personaggi coinvolti (Fazio, Gnutti, Ricucci ecc.). De’ Giorgi ha messo in scena tutti “i furbetti del quartierino” (13 personaggi in tutto) prendendo spunto anche da intercettazioni telefoniche e atti giudiziari delle fallite scalate alla banca padovana, alla Bnl e a Rcs (gruppo editoriale che controlla il Corriere della Sera). Lo scandalo giudiziario era partito nel 2005 quando la procura di Milano aprì un fascicolo contro ignoti per la scalata all’Antonveneta e la manipolazione del prezzo delle azioni.

Soddisfatto il protagonista dello spettacolo: “La motivazione contenuta nella sentenza (leggi il documento integrale) ribadisce la libertà di fare satira ed è una vittoria per tutti quelli che fanno il mio mestiere”. E sull’uso che farà delle carte emesse dal tribunale di Milano, de’ Giorgi non ha dubbi: “Le inserirò nella parte finale della pièce e tornerò in scena con una versione più aggiornata”. A Milano. E ovviamente anche a Lodi.