La ex valletta che parla di spread e il caporedattore relegato a occuparsi di diete e Isola dei Famosi. Una condizione di lavoro paradossale per favorire chi ha meno competenze giornalistiche ma può schermarsi dietro a solidi appoggi politici. Accade in Rai e i protagonisti sono Lorena Bianchetti e Milo Infante, conduttori de “L’Italia sul 2”, il contenitore pomeridiano in onda sulla seconda rete. I risultati? Ascolti precipitati al 6% a causa di ospiti poco accattivanti, in picchiata rispetto al 13% dell’anno scorso, e una denuncia di Infante indirizzata al direttore generale Lorenza Lei in cui il cronista minaccia di lasciare la trasmissione non verrà ristabilita la sua autonomia nella gestione di spazi e argomenti da trattare.

Una decisione netta per svegliare la dirigenza sul demansionamento ‘di fatto’ del conduttore che finora, nonostante avesse tentato più volte di richiamare l’attenzione sul suo caso, non ha mai ricevuto risposta. E che si configura come un vero e proprio caso di mobbing. Infante, che ha la qualifica di caporedattore, ha una lunga esperienza professionale: ha iniziato a lavorare nel mondo dell’informazione nel 1988, è stato inviato speciale dell’Indipendente diretto da Vittorio Feltri e, fra gli altri, ha collaborato con il Corriere della Sera, Epoca e Oggi, oltre che dirigere Antenna 3.

A differenza del suo curriculum, Lorena Bianchetti è giornalista pubblicista dal 2005 e soprattutto è un volto caro al Vaticano. Dopo essere stata la valletta di Corrado nel 1997, ha condotto per sei anni “A sua immagine”, programma in collaborazione con la Cei, ed è stata inviata Rai per le Giornate Mondiali della Gioventù di Roma, Toronto e Colonia e per la beatificazione di Padre Pio a Pietrelcina. E a questo e alla conduzione di decine di altri eventi di area cattolica, si aggiunge una vicinanza speciale al direttore Lorenza Lei, già responsabile di Rai Giubileo, la copertura politica del vicedirettore di RaiDue in quota Udc, Roberto Milone, e il sostegno di Pasquale D’Alessandro, oggi direttore della seconda rete.

In attesa che la lettera dei legali arrivi sulla scrivania del direttore generale, Infante si sfoga sulla sua bacheca Facebook: “Cari amici -scrive-, in questi mesi molti di voi mi hanno scritto lamentando una mia presenza marginale nella trasmissione e chiedendo a più riprese per quale motivo fossi relegato nella seconda parte del programma a trattare temi da voi considerati troppo leggeri”. E prosegue: “Basta dare una rapida scorsa agli ospiti e ai temi dei miei spazi per sfatare qualsiasi dubbio. E trovare risposta a una delle domande che più spesso mi rivolgete: “Che fine ha fatto Stefano Zurlo (cronista del Giornale, ndr)? Perchè non inviti più in trasmissione i giornalisti di Libero? Perché non ti sei occupato tu di Sarah Scazzi? La risposta è semplice. Perché non mi è consentito”.

“Alla Rai sono legatissimo – spiega Infante al ilfattoquotidiano.it- ma ritengo che in questi mesi il mio ruolo di caporedattore sia stato ridimensionato”. E aggiunge: “Nel programma solo la Bianchetti si occupa di cronaca, politica ed economia, temi che a me sono vietati. In cambio devo parlare di cucina e tempo libero”. A questo si aggiunge una selezione accurata degli ospiti da parte della direzione, visto che nessun cronista de Il Giornale, Libero o Il Fatto quotidiano è invitato a “L’Italia sul 2”. “Di questo non posso parlare – chiosa Infante – ma per rendersene conto basta guardare la trasmissione”. E conclude “Quello che ferisce è che sto ricevendo centinaia messaggi di solidarietà. Per tanti, infatti, era chiaro da mesi lo sbilanciamento che, da professionista, non posso condividere”.

Ad accorgersene, infatti, anche centinaia di ascoltatori, che Facebook hanno fatto notare che “il programma è diventato una farsa” e “non è interessante” e c’è chi si domanda perché la Bianchetti “non torni a fare programmi religiosi”. Al centro delle critiche i temi assegnati ai conduttori della trasmissione che non rendono giustizia alle rispettive competenze: “Caro Milo – commenta Pierluigi-, senza sapere del problema avevo notato che la Bianchetti aveva cominciato a occuparsi di cose più grandi di lei”, ad esempio riguardo “problemi di economia e del lavoro”. E per accelerare la reazione della direzione Anastasia propone di “sbattere in faccia al direttore di rete i nostri commenti”.