Manifestazione di sostegno al referendum del 12 e 13 giugno 2011

Questa mattina una trentina di manifestanti si sono introdotti all’interno del Ministero dell’Economia e dopo aver protestato con megafoni e striscioni, sono stati allontanati dalle forze dell’ordine, pacificamente. Sulle prime erano stati identificati come indignados, ma loro hanno sottolineato: “Non siamo indignados, ma persone del Coordinamento Romano Acqua Pubblica che rappresentano il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua”. Il blitz nel cortile interno del ministero del Tesoro, in via XX Settembre, ha lo scopo di chiedere che “l’acqua esca fuori dal prossimo decreto sulle liberalizzazioni” e che il referendum venga rispettato. “La nostra è stata – hanno spiegato – come al solito una protesta pacifica ci siamo seduti in terra e abbiamo aperto gli striscioni”. All’esterno del portone del dicastero i manifestanti hanno esposto due grandi striscioni con scritto: “Chi tocca il referendum ruba la democrazia…Noi ce la riprenderemo” e “Polillo, il vero imbroglione sei tu!”. Sempre davanti all’ingresso è stata messa in terra una bandiera azzurra con scritto: “Referendum acqua 2011, il mio voto va rispettato, campagna di obbedienza civile” accanto alla quale erano stati collocati i due fumogeni.

Una delegazione è stata ricevuta da un dirigente dell’ufficio del gabinetto del ministero al quale hanno esposto le loro ragioni. “Ma non ha potuto – hanno spiegato – prendere alcun impegno, nemmeno quello di essere ricevuti dal ministro Monti“.

La protesta pacifica continuerà nel pomeriggio, alle 16.30, davanti Palazzo Chigi “con pentole e striscioni”. Anche nella capitale, hanno sottolineato, è partita la campagna di “obbedienza civile. Dal 21 luglio, infatti, sulla bolletta deve essere applicato l’esito referendario che cancella la quota di profitto, a Roma pari al 17% per il 2011 e al 18% per il 2012. Dopo il formale reclamo, in assenza di risposte, noi non pagheremo il “non dovuto” della bolletta”.

Il blitz, nelle prime ore della mattinata, era stato attribuito agli indignados, perché da diversi giorni proseguono sit-in di protesta e manifestazioni in tutta la Capitale: tre giorni fa il corteo non autorizzato, di circa 200 indignati, tenutosi tra San Giovanni e piazza del Popolo, durante il quale i manifestanti, mascherati, hanno scavalcato i cancelli del Colosseo e sono entrati nel monumento e che hanno mandanto in tilt il servizio bus del centro storico. Il giorno prima, invece, il 14 gennaio, scontri tra forze dell’ordine e indignati si sono verificati a Piazza San Pietro dove tre ragazzi sono stati fermati dalla polizia e uno di loro ha cercato di scappare arrampicandosi su un albero di Natale.