Nella prima prova sul campo dopo l’ondata di declassamento che ha colpito l’Europa riducendo di un terzo il club della tripla A (che ha perso per strada Francia e Austria) e ha sfiduciato in parte i piani di risanamento delle periferie (Italia in primis), il Vecchio Continente chiude la giornata di contrattazioni con un risultato più che soddisfacente. Milano guadagna l’1,40% (e lo spread Btp/Bund oscilla attorno ai 483 punti base), Francoforte registra un +1,25%, mentre Parigi, osservata speciale, chiude a +0,89%.

In serata arriva però l’ennesima doccia fredda, con S&P’s, sempre lei, che decide di declassare anche l’ormai famigerato fondo salva-stati, l’Efsf, dalla tripla A ad AA+. Proprio negli stessi momenti in cui il presidente della Bce, Mario Draghi, dice senza mezzi termini: “La situazione è gravissima, se la crisi prima era sistemica, ora il quadro è peggiorato e si deve dare subito attuazione alle decisioni prese dai leader europei”. Lo stesso governatore della Bce non ha risparmiato una stoccata alle agenzie  – “bisognerà imparare a farne a meno” – ma ha ammesso che ora tutta la situazione europea è a rischi complicazioni: Ora, ha spiegato, l’Efsf potrà mantenere  la stessa ‘capacità di fuoco’solo se “i Paesi con la tripla A aumenteranno i loro contributi”. L’alternativa a questo scenario, per Draghi, sono prestiti più cari. Tutto questo mentre il premier Mario Monti, in una intervista al Financial Times, invitava la Germania e gli altri paesi creditori a fare di più per aiutare l’Italia a ridurre i suoi costi di finanziamento. Monti ha avvertito che c’è il rischio di un “potente contraccolpo” negativo tra gli elettori dei paesi periferici dell’area euro. Alla Merkel, Monti ha mandato a dire che è nel “suo stesso illuminato interesse” utilizzare il suo peso di bilancio per ridurre i costi di finanziamento dell’Italia e degli altri paesi più indebitati. L’euro infatti, spiega, ha dato “forti benefici… E la Germania probabilmente ci ha guadagnato piu’ di altri”.

Eppure, per il resto, la giornata dell’Europa era trascorsa senza intoppi, con la notizia migliore, dalla Francia, nel risultato del collocamento odierno dei titoli di Stato. La République ha infatti piazzato 4,5 miliardi di titoli a tre mesi con un rendimento medio dello 0,165%, addirittura inferiore allo 0,167% di lunedì scorso sui titoli a 13 settimane. In discesa anche i titoli a 25 settimane (2,2 miliardi allo 0,281% contro il precedente 0,286%) e le obbligazioni a 51 settimane (1,9 miliardi con un rendimento dello 0,406%, contro lo 0,454% dell’asta precedente). Una vera e propria rivincita sui giudizi di Standard&Poor’s.

L’Europa, insomma, può tirare un sospiro di sollievo e in fondo non si tratta nemmeno di un esito troppo sorprendente. Può sembrare paradossale, ma in realtà non è così, almeno osservando quanto accaduto negli ultimi mesi con un mercato che, a tratti, aveva già saputo riprendersi la propria sovranità su quei fattori esterni che ogni tanto sembrano quasi passare in secondo piano. Un po’ come i giudizi della agenzie di rating, che possono rovinare il weekend di regolatori, trader e analisti, ma che, in definitiva, finiscono per impattare in modo limitato su un mercato capace di scontare in anticipo i ribassi. Proprio come in questo caso.

La storia, alla fine, è tutta qui. Le agenzie di rating esprimono giudizi che il mercato sembra aver già emesso. E in un contesto generale già fortemente ribassato il loro impatto può essere tutto sommato contenuto. La svolta, se così la si può definire, risale probabilmente all’estate scorsa quando la spirale rappresentata dalla sfiducia e dalla speculazione ha determinato un sostanziale tracollo sul fronte obbligazionario e borsistico europeo. Gli operatori di mercato hanno agito in modo talmente dirompente da precedere tutti i fattori collaterali. Spiazzandoli. E’ accaduto, ad esempio, nel comparto dei derivati, con i Credit default swaps che hanno perso ogni capacità di previsione sul mercato dei titoli di Stato. Un tempo, questo genere di prodotti che assicurano il creditore dal rischio insolvenza del debitore, ispiravano con il loro andamento i prezzi dei bond sovrani. Da un po’ di tempo a questa parte, però, avviene esattamente il contrario: è l’andamento del sottostante – i bond scambiati nel secondario – a determinare il prezzo dei derivati e non viceversa. Con le agenzie di rating sembra capitare ormai la stessa cosa. Prima il mercato vira verso il ribasso, solo in seguito gli analisti di S&P’s, Moody’s e Fitch ne certificano la crisi.

Insomma, per quanto maledettamente frustranti e in definitiva ampiamente criticabili a fronte di una lunga sequela di previsioni sbagliate (la celebre Lehman da serie A e così via), le agenzie di rating non possono essere considerate, almeno oggi, la causa prima di un ribasso che nasce piuttosto da ben altri fattori: dalla paura, alla speculazione, passando ovviamente per la leva finanziaria e la recessione. Certo, ogni annuncio di downgrade ha nell’immediato un impatto negativo (basti pensare a quanto accaduto venerdì quando si sono diffuse le prime voci sul declassamento della Francia), me nel medio periodo le vere ragioni di preoccupazione sono altri. E nessun dubbio, in questo senso, che l’Europa abbia più di un motivo di inquietudine, soprattutto lanciando lo sguardo sui due aspetti più critici del momento: il sistema bancario e la ristrutturazione del debito greco.

I depositi overnight presso la Bce, ovvero l’ammontare del denaro custodito dalla banche private presso l’istituto centrale del Continente, aggiorna ancora il suo record storico. Ormai il valore totale dei depositi si avvicina sempre di più a quota 500 miliardi, più o meno la cifra già sbloccata dall’Eurotower sottoforma di prestiti all’1% con l’obiettivo di favorire la circolazione del credito. Solo che, ed è ormai una cantilena familiare, le banche sono talmente sotto pressione sul fronte regolamentare (Eba e conseguenti inviti agli aumenti di capitale) e talmente poco propense a prestarsi denaro a vicenda (il mercato interbancario è letteralmente “congelato”), che preferiscono tenere ferma la liquidità con un rendimento reale negativo (lo 0,25% del tasso overnight, ben inferiore all’inflazione programmata) piuttosto che rischiare di affrontare le insidie degli investimenti.

Quanto alla Grecia, le notizie sono particolarmente negative. La trattativa tra Atene e i creditori è ormai allo stallo. In attesa di un accordo sulle perdite imposte (l’haircut al 50%), il Paese non potrà ridurre né dilazionare il proprio debito con gli investitori esteri. E, quel che più conta, non potrà ricevere gli aiuti del Fondo monetario internazionale. Ad oggi, si dice, Atene avrebbe in cassa circa 11 miliardi di euro, troppo pochi per saldare la prima scadenza dei suoi bond entro la fine di marzo (14,4 miliardi). Senza una soluzione rapida, in altre parole, la Grecia sarà costretta a dichiarare bancarotta. E a quel punto l’impatto complessivo sull’eurozona rischia di ridicolizzare qualsiasi giudizio di downgrade proveniente dall’altra sponda dell’Atlantico.

La cronaca ora per ora

20.16 – Direttore Efsf: “Nostra capacità di prestito non intaccata da rating”

Il direttore del fondo temporaneo di stabilità finanziaria europea (EFSF) Klaus Regling ha detto che il downgrade del fondo deciso oggi dall’agenzia di rating americana Standard & Poor’s “non ridurrà la capacità di prestito di 440 miliardi di euro dell’EFSF. L’EFSF ha risorse sufficienti per soddisfare i suoi impegni per i programmi di aggiustamento in corso e per potenziali programmi futuri, finché il fondo permanente (ESM) non diventerà operativo nel luglio 2012” ha aggiunto Regling in una nota pubblicata subito dopo il declassamento dell’EFSF. Nella nota si sottolinea che le altre due principali agenzie di rating Moody’s e Fitch hanno lasciato inalterato il rating dell’EFSF, mantenendolo al più alto livello possibile, “il che conferma la solidità dell’EFSF,” si legge nella nota.

19.51 – Standard & Poor’s taglia rating EFSF

L’agenzia di rating Standard and Poor’s taglia di una nota il rating delle emissioni dell’Efsf, il fondo di salvataggio europeo, portando la Tripla A ad ‘AA+’. L’agenzia fa sapere di essere pronta a ripristinare la Tripla A se il fondo otterra’ maggiori garanzie dai paesi dell’Eurozona. La decisione dell’agenzia era attesa, dopo il taglio della Tripla A di Parigi e Vienna. La Francia e l’Austria infatti sono tra i principali garanti, insieme alla Germania, dell’Efsf. La stessa S&P spiega che la decisione di tagliare il rating dell’Efsf e’ legata alla precedente scelta di ridurre il rating di Francia e Austria.

19.43 – Draghi: “L’Europa impari a vivere senza le agenzie di rating”.

Bisognerebbe “imparare a vivere senza le agenzie di rating” o quanto meno “imparare a fare meno affidamento” sui loro giudizi. Lo ha detto Mario Draghi durante l’audizione in commissione Eon del Parlamento europeo in qualità di presidente dell’autorità europea per i rischi sistemici (Esrb).

19.20 – Draghi: “Situazione gravissima”.

“Siamo in una situazione gravissima”. Così Mario Draghi nelle vesti di presidente dell’autorità europea per i rischi sistemici in audizione davanti alla commissione parlamentare economico-finanziaria. Trichet, ha ricordato Draghi, aveva parlato di ‘dimensioni sistemiche’ ma “da allora la situazione è peggiorata”. Vanno subito “attuate le decisioni prese dai leader”

17.40 -Chiude Piazza Affari, Mib +1,40%. Spread sui 483 punti

L’indice Ftse Mib ha chiuso la riunione di Borsa a 15.220 punti, in rialzo dell’1,40%. Lo spread Btp-Bund oscilla sui 483 punti base con il rendimento della carta italiana a 10 anni al 6,61%.

17.10 – A meno di mezz’ora dalla chiusura continuano a guadagnare le piazze europee

Borse europee tutte in rialzo ad eccezione di Madrid che resta debole: Londra +0,22%, Parigi +0,64%, Francoforte +0,95%, Madrid -0,14%, Milano +0,71%, Amsterdam +0,95%, Stoccolma +0,28%, Zurigo +0,41%. Gli acquisti valorizzano Fiat (+5,14%), Pirelli (+4,3%), Daimler (+3,7%) con la raccomandazione sul settore da parte di Goldman Sachs. Tra le piazze migliori Francoforte (+0,95%), mentre proseguono a Londra le vendite su Carnival (-16,7%) dopo l’incidente alla nave da crociera Costa Concordia di cui è proprietaria. Acquisti sui tecnologici (+1,7%) con l’evidenza di Stm (+4,5%), Nokia (+4%) e Infineon (+2,9%).

17.00 – Sarkozy: “Slitta a febbraio l’incontro con Merkel e Monti, previsto per venerdì”

Il presidente francese Nicolas Sarkozy ha confermato questo pomeriggio a Madrid il rinvio dell’incontro a tre con il premier italiano Mario Monti e con la cancelliera tedesca Angela Merkel previsto per questo venerdì a Roma.

16.45 – Migliorano tutte le piazze europee. Milano guadagna mezzo punto percentuale

Passa positiva piazza Affari, migliorando di conserva con le altre piazze europee: a Milano Ftse Mib 15.083 punti (+0,48%), All Share 15.905 (+0,34%). A Francoforte Dax +0,88%, a Parigi Cac +0,47%, a Zurigo Smi +0,50%, a Londra Ftse +0,23%. a Zurigo Smi +0,50%. Hanno ridotto le perdite anche Madrid (-0,01% l’Ibex), Bruxelles (-0,26%) e Lisbona (-0,95%). Lo spread Btp-Bund è a 484 punti, appena sopra il minimo infraday di 483.

16.30 – Le borse europee cambiano segno e passano in positivo

Le borse europee sono positive, nonostante il downgrade di nove paesi dell’eurozona deciso da Standard & Poor’s. Positiva dello 0,9% Francoforte. In calo solo Madrid (-0,13%). Bene anche Londra e Parigi rispettivamente a +0,25% e +0,47%.

16.20 – Gira in rialzo Piazza Affari. Mib +0,60%, All share + 0,43

Piazza Affari cambia passo e gira in rialzo mentre migliorano gli altri listini europei. Il Ftse Mib sale dello 0,60% a 15.105 punti e il Ftse All share dello 0,43% a 15.920 punti. A sostenere il listino la corsa di Exor (+4,83%), Fiat (+4,99%), Pirelli (+4,55%), Stm (+3,81%), Fiat Industrial (+3,02%). Proseguono le vendite su Unipol (-5,15%), FonSai (-5,6%). Deboli i bancari: Unicredit perde lo 0,89% con i diritti che cedono il 4,12%. Banco Popolare cede lo 0,88%, Mps il 2,28%.

16.10 -A poco più di un’ora dalla chiusura, le piazze europee restano miste

Proseguono in ordine sparso le principali Borse europee, oggi orfane dei mercati Usa, chiusi per il Martin Luther King Day. In una giornata priva di dati macroeconomici rilevanti, le piazze del Vecchio Continente restano miste, con il Dax di Francoforte a 6.167 punti (+0,39%) e l’Aex a 311,15 punti (+0,60%). A Zurigo Smi 6.014 punti (+0,30%), a Londra Ftse 5.643 (+0,13%). Poco mosse Parigi, dove il Cac segna 3.198 punti (+0,07%) e Milano, dove il Ftse Mib è a 14.998 punti (-0,09%), l’All Share a 15.823 (-0,18%). Giù Bruxelles, con il Bel 20 a 2.116 (-0,41%), Madrid, dove l’Ibex segna 8.390 punti (-0,72%) e Lisbona, dove il Psi 20 è a 5.414 (-1,19%).

15.55 – La Francia colloca quasi 2 miliardi di euro di titoli di Stato, con tassi in calo

La Francia ha collocato 1,9 miliardi di euro di titoli di Stato a breve con tassi in calo nonostante abbia perso il rating di tripa A da parte di Standard & Poor’s. Nell’asta di oggi il tasso medio dei titoli a un anno, è sceso allo 0,406% dallo 0,454% dello scorso 9 gennaio. I titoli di Stato francesi stanno migliorando dopo i risultati del collocamento, con lo spread decennale in calo a 126 punti base.

15.40 – Spread stazionario tra 480 e 490 punti base

Lo spread tra Btp decennali e Bund tedeschi resta sotto quota 490 punti attestandosi a 487 punti. Il rendimento è al 6,63%. Non c’è stata la temuta risalita che ci si aspettava dopo le dichiarazioni di S&P sul declassamento di due gradini, dell’Italia, nella “serie B” dei mercati mondiali, a quota BBB+.

15.15 – Milano ancora incerta. Giù i bancari

Piazza Affari prosegue la seduta poco variata con il Ftse Mib che cede lo 0,17 per cento. Deboli le banche con Mps (-2,73%), Intesa Sanpaolo (-1,85%), Unicredit (-1,17%), Fonsai (-5,51%), Unipol (-5,15%) e Generali (-1,41%). Proseguono in positivo Fiat (+5,51%) e Pirelli (+4,5%).

14.50 -Le borse europee proseguono la giornata in parità

Le borse europee restano deboli e poco mosse sulla scia del downgrade dell’eurozona da parte di Standard & Poor’s. Positiva solo Francoforte (+0,34%). In calo Madrid (-0,6%). Sulla parità Londra, Parigi  e Milano.

14.31 – Rehn: “Agenzie di rating non imparziali”

Le agenzie di rating “non sono istituti di ricerca imparziali” ma “hanno i loro interessi” e svolgono il loro ruolo “molto in linea con il capitalismo finanziario americano”. Lo ha detto il vicepresidente della Commissione Ue Olli Rehn commentando l’ondata di abbassamenti di rating da parte di Standard & Poor’s, in un’intervista alla Tv finlandese.

14.30 – Piazza Affari -0,05%

Al giro di boa gli scambi a Piazza Affari superano di poco il miliardo di euro di controvalore. Maglia rosa per Fiat che guadagna il 4,83% a 4,078 euro. Sprint anche per Pirelli a 6,885 (+4,48%) e per il resto della galassia Agnelli con Fiat industrial a 7,335 (+2,88%) e la holding Exor a 16,43 euro (+3,01%).

14.00 – Listini europei piatti

L’indice Ftse Mib, dopo alcuni tentativi di rimbalzo, è sostanzialmente piatto a 15.004 punti (-0,05%) mentre lo spread tra Btp decennali e bund tedeschi scende a 485 punti dopo aver toccato un massimo infraday di 509. Stabile Parigi (+0,03%) orfana della tripla A, si aggira intorno alla parità anche la piazza di Londra (-0,09%). Maglia rosa per Francoforte (+0,34%), mentre cresce la pressione sulla Germania perchè aumenti il sostegno al fondo. In rosso Lisbona (-1,10%) e Madrid (-0,47%), positive le piazze di Zurigo (+0,31%) e Amsterdam (+0,53%).

13.24 – Germania favorevole ad agenzia di rating europea

Berlino è favorevole all’idea di un’agenzia di rating europea, che aumentando la concorrenza all’interno del mercato, ne migliorerebbe la struttura: lo ha detto oggi Martin Kotthaus, portavoce del ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble a Berlino in conferenza stampa.

13.23 – Spread in calo a 487 punti

In altalena lo spread Btp-Bund: il differenziale è sceso di nuovo sotto i 490 punti (487) e il rendimento del 10 anni italiano è in calo al 6,65%.

13.12 – Positiva solo Francoforte (+0,42%)

Le borse europee proseguono deboli sulla scia del downgrade di nove paesi dell’eurozona da parte di Standard & Poor’s. Positiva solo Francoforte (+0,42%). In lieve calo Parigi (-0,13%) e Madrid (-0,32%). Sulla parità Londra e Milano.

13.05 – Spread a 490 punti

Dopo un’apertura in forte rialzo, con un massimo intra-day di 509,29 punti, lo spread fra Bund tedeschi a 10 anni e gli equivalenti Btp viaggia intorno ai 490 punti. Al momento il differenziale è a quota 489,24 punti.

13.00 – Fiat in rialzo (+4%)

Fiat corre in rialzo del 4% con Goldman Sachs che ribadisce il suo “attraente”. In luce anche Pirelli (+3,2%) aggiunta dagli analisti di Goldman nella loro lista ‘convinction buy’ insieme a Daimler (+2,3%).

12.42 – E’ stato Sarkozy a chiedere il rinvio del trilaterale

La Francia ha chiesto un rinvio del vertice trilaterale, in programma a Roma venerdì, tra il presidente del Consiglio, Mario Monti, il Presidente francese, Nicolas Sarkozy e la Cancelliera tedesca, Angela Merkel. Lo si è appreso da fonti governative italiane. La richiesta è stata avanzata da Sarkozy per “un improvviso impegno di politica interna”, è stato spiegato. Al momento sono ancora in corso contatti per vedere come procedere, o con un’altra data o con diverse modalità del trilaterale. Tra le ipotesi, ancora da verificare, c’è infatti anche quella di una teleconferenza.

12.40 – Borse europee deboli

L’indice Ftse Mib è sostanzialmente stabile a 15.016 punti (+0,04%). Invariata Londra (-0,02%), così come Parigi (-0,02%), sprint per la piazza di Francoforte (+0,53%). In rosso Madrid (-0,45%) e Lisbona (-1,07%), in rialzo Zurigo (+0,34%) e Amsterdam (+0,48%).

12.33 – In Italia, aziende in fallimento (+61,7%)

Sempre più aziende fallite o estinte: “La crisi economica può spiegare il forte incremento delle dichiarazioni presentate da società in situazione di fallimento (+61,7%) o estinte (+52,08%)”. Lo comunica il Dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia negli ultimi dati sulle dichiarazioni fiscali delle società. La crisi morde le imprese: sale il numero di quelle in perdita al 37%, rispetto al 35% registrato nel 2008. Lo dicono le statistiche del Mef sull’anno di imposta 2009. La quota di società in utile cala di oltre 2 punti al 57,9%.

12.08 – Possibile rinvio vertice Monti, Merkel e Sarkozy

La trilaterale di Roma tra Mario Monti, Nicolas Sarkozy e Angela Merkel, in programma il 20 gennaio, potrebbe essere rinviato. Lo si apprende da fonti governative italiane. Il rinvio sarebbe legato ad una richiesta della Francia per “urgenti impegni di natura interna” ma contatti – spiegano le stesse fonti – “sono in corso”.

12.00 – Male i bancari a Piazza Affari

Maglia nera per Mps a 0,2135 euro (-2,73%), seguito da Intesa Sanpaolo a 1,208 (-2,58%) e Banco Popolare a 0,8885 (-2,26%). Flessioni intorno al punto percentuale per Bper e Mediolanum, cali frazionali per Ubi Banca e Unicredit. In controtendenza Mediobanca a 4,458 (+0,22%) e Bpm a 0,3029 (+0,73%). Corre Fiat a 4,07 euro (+4,63%), bene anche Fiat Industrial a 7,35 (+3,09%) e la holding Exor a 16,37 (+2,63%). Giornata positiva anche per Pirelli (+3,41%). Sull’All Share male Fonsai (-3,67%), rialzo frazionale per la holding Premafin a 0,341 (+0,89%), mentre Unipol perde il 5% a 0,1863 euro, dopo l’accordo raggiunto tra i due gruppi assicurativi.

11.55 – Spread in risalita

Lo spread tra Btp decennali e Bund tedeschi equivalenti si attesta a 494 punti. Il rendimento è al 6,71%

11.54 – Van Rompuy: “Fondo Esm in vigore a luglio”

‘L’Esm entrerà in vigore a luglio 2012, prima del previsto”. Lo afferma Herman Achille Van Rompuy, presidente del Consiglio europeo, al termine dell’incontro con il premier Mario Monti a Palazzo Chigi.

11.45 – Ue: “Fiscal Compact in vigore entro luglio 2012″

“Ci accorderemo su un nuovo trattato fiscal compact entro la fine del mese e lo firmeremo entro marzo. Entrerà in vigore a luglio 2012, prima del previsto”. Lo afferma Herman Achille Van Rompuy, presidente del Consiglio europeo, al termine dell’incontro con il premier Mario Monti a Palazzo Chigi.

11.42 – Van Rompuy: “Da Monti lavoro straordinario”

Il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy ha sottolineato gli sforzi dell’Italia. “Vorrei dare atto al presidente Monti del lavoro straordinario che sta facendo”, ha detto al termine dell’incontro con Mario Monti a palazzo Chigi. “Sarà cruciale ottenere la fiducia sulle liberalizzazioni”, ha concluso Van Rompuy.

11.39 – Moody’s conferma tripla A alla Francia

Secondo l’agenzia France Press Moody’s ha confermato il rating ‘tripla A’ alla Francia.

11.37 – Monti: “Governance europea insufficiente”

In merito al declassamento di Standard and Poor’s, “per l’Italia si sottolinea con molta forza la positività dell’azione del governo italiano e si addita l’ insufficienza della governance della eurozona”. Lo afferma il premier Mario Monti al termine dell’incontro con il presidente del Consiglio europeo, Herman Achille Van Rompuy, a Palazzo Chigi.

11.31 – Spread risale a 495 punti
Lo spread Btp-Bund risale a 495 punti base e il rendimento del decennale italiano è in rialzo al 6,73%.

11.19 – Giappone, investitori vendono bond Italia e Francia
Banche, assicurazioni e investitori istituzionali giapponesi stanno liberando i portafogli dai titoli del debito sovrano dell’Eurozona, soprattutto Italia e Francia, colpendo da ultimo anche la Germania. Con vendite nette di bond governativi stimate dal ministero delle Finanze in 2.050 miliardi di yen (20 miliardi di euro) nei primi 11 mesi 2011, una fetta di 987,3 miliardi (10 miliardi di euro circa) fa capo all’Italia e un’altra da 863,3 miliardi alla Francia, secondo i calcoli del quotidiano Nikkei.

11.11 – Bce compra titoli di Stato di Italia e Spagna
La Bce sta comprando titoli di Stato di Italia e Spagna dopo il declassamento deciso da Standard & Poor’s . Lo scrive Bloomberg che cita alcuni operatori i quali però non hanno dato dettagli su volumi e tipologia degli acquisti.

11.02 – Piazza Affari tenta il rimbalzo

Milano, dopo un paio di tentativi falliti di rimbalzo, ci riprova e l’indice Ftse Mib guadagna lo 0,09% a 15.024 punti, mentre lo spread tra Btp decennali e bund tedeschi si attesta a 491 punti.

10.22 – Credit Default Swap sull’Italia in rialzo a 531 punti
I premi sui Credit Default Swap (cds) quinquennali sull’Italia, ovvero i derivati che assicurano contro l’insolvenza di un debitore, sono saliti di 27 punti a 531 punti sulla scia del declassamento da parte di Standard & Poor’s. Incrementi piu’ moderati per i cds sulla Spagna, saliti di 11 punti a quota 419, e sulla Francia, cresciuti di 5 punti a quota 222.

10.17 – Spread scende a 485 punti
Dopo un’apertura in forte rialzo (con un massimo intra-day di 509 punti) lo spread fra Bund tedeschi a 10 anni e gli equivalenti Btp inverte la rotta sulla scia delle notizie positive in arrivo dalle Borse. Al momento il differenziale è sceso a quota 485 punti, riportando il rendimento dei Btp a 10 anni al 6,63 %.

10.00 – Tasso medio di inflazione al 2,8%

Il tasso d’inflazione medio annuo per il 2011 è pari al 2,8%, in sensibile accelerazione rispetto all’1,5% del 2010. Lo comunica l’Istat, confermando le stime preliminari. Si tratta del valore medio annuo più alto dal 2008 (+3,3%).

9.34 – Downgrade scontato, Piazza Affari piatta
Piazza Affari oscilla e gli indici,partiti in deciso ribasso si riportano verso la parità (+0,02%), oscillando tra terreno positivo e negativo. Le banche sono sotto pressione ma acquisti su alcuni titoli come Fiat Industrial (+2,03%) e Pirelli (+1,67%) bilanciano il listino. Pesanti i protagonisti del riassetto Fonsai (-2,57%). Unipol cede il 4,59 per cento. Riduce il calo Unicredit (-1,44%) e si riporta in positivo Intesa Sanpaolo (+0,16%).

9.20 – Borse europee in calo
Le borse europee aprono in calo sulla scia dell’andamento negativo delle piazze asiatiche. Pesa il downgrade di nove paesi dell’eurozona, tra cui Francia, Italia e Spagna, operato venerdì scorso da Standard&Poor’s ma preoccupa anche lo stallo delle trattative tra le banche e le autorita’ di Atene sulla ristrutturazione del debito greco, sospese per una “pausa di riflessione”. Le vendite si concentrano sui bancari e cio’ penalizza Milano, maglia nera con l’indice Ftse Mib giu’ dell’1,26% a 14.822,13 punti. Il Dax di Francoforte cede lo 0,51% a 6.111,94 punti, il cac 40 di Parigi scivola dello 0,79% a 3.171,16 punti, l’Ftse 100 di Londra arretra dello 0,39% a 5.614,91 punti, l’Ibex di Madrid segna -0,9% a 8.374,8 punti.

9.10 – Chiusura in calo per borse cinesi
Chiusura in calo per tutte leborse cinesi a seguito del downgrade europeo e delle stime di crescita nell’ultima parte dell’anno per l’area cinese viste al ribasso da molti analisti. L’indice Hang Seng di Hong Kong ha chiuso perdendo 192,22 punti pari l’’1%, finendo a 19.012,2 punti. Maggiore la perdita di Shanghai, dove l’indice Composite ha lasciato sul campo 38,39 punti, l’1,71% finendo a 2.206,19 punti. Perde oltre l’1% anche Taiwan, a 7.103,62 punti, 77,92 punti in meno della chiusura di venerdì pari a -1,08%.

9.00 – Apertura negativa a Piazza Affari: -1%
Apertura di seduta in negativo per la Borsa di Milano. L’indice Ftse Mib di piazza Affari ha avviato infatti le contrattazioni a -1% a 14.889 punti. In rosso anche l’All Share a -1,1% a 15.717 punti.

8.41 – Spread oltre i 500 punti
Spread tra i btp decennali e i bund tedeschi risale sopra quota 500 punti a 507,1. Il rendimento è al 6,83%.

8.19 – Spread parte oltre i 490 punti
Lo spread tra Btp decennali e Bund tedeschi equivalenti si attesta a 492 punti a inizio seduta, di poco superiore alla chiusura di venerdi’. L’impatto del downgrade di massa operato da Standard & Poor’s sull’eurozona non appare quindi eccessivo, almeno finora. Il rendimento infatti si piazza al 6,66%, al di sotto della soglia d’allarme del 7%.

8.10 – Tokyo chiude a -1,43 per cento
La Borsa di Tokyo termina gli scambiin brusca flessione (-1,43%) con il taglio dei rating su 9 Paesi dell’Eurozona deciso da Standard&Poor’s, che ha tra l’altro privato la Francia della Tripla A e mandato l’Italia a BBB+. L’indice Nikkei, con la crisi del debito di Eurolandia ancora lontana dall’essere risolta, s’attesta a quota 8.378,36 e brucia 121,66 punti, appesantito dallo yen che ha aggiornato i massimi degli ultimi 11 anni sull’euro (sceso a 97,04) e mantenuto la sua solidità sul dollaro (in calo a 76,83).

4.58 – India, Mumbai apre debole
La Borsa indiana di Mumbai haaperto la settimana debole con il Sensex in calo dello 0,34% a causa delle incertezze sulla Eurozona dopo i tagli delle agenzie di rating. Nei primi istanti delle contrattazioni, il principale indice segnava una perdita di 55 punti (a 16.099 punti).

2.00 – Aprono in ribasso le cinesi. Apre la settimana borsistica inribasso la piazza di Hong Kong. L’indice Hang Seng ha cominciato le contrattazioni stamattina a 19.070,74 punti, in discesa di 133,68 punti pari allo 0,7%. Simile l’apertura di Shanghai dove l’indice Composite ha cominciato la giornata a 22.30,43 punti, in ribasso dello 0,63%.

1.20 – Tokyo apre negativa per timori eurozona
La Borsa di Tokyo apre gli scambi inbrusca correzione (a -1,06%) dopo il pesante taglio dei rating sui Paesi dell’Eurozona della scorsa settimana da parte di Standard & Poor’s, che ha privato la Francia della Tripla A e mandato l’Italia a BBB+. L’indice Nikkei si attesta a quota 8.409,79 punti, in calo di 90,23 punti.