Più di cinquecento banche hanno partecipato alla prima asta di rifinanziamento a 3 anni della Bce: ci sono state richieste per 489,191 miliardi di euro da parte degli istituti di credito. I prestiti sono concessi a un tasso fisso agevolato dell’1%.

Le borse rispondono tiepidamente al rifinanziamento: a Milano il Ftse Mib ha perso lo 0,97% a 14.819 punti, mentre l’All Share ha ceduto lo 0,88%. Negative anche le altre piazze europee: Il Dax di Francoforte perde lo 0,95% a 5.791,53 punti, il Cac 40 di Parigi lascia sul terreno lo 0,82% a 3.030,47 punti, l’Ftse 100 di Londra segna -0,55% a 5.389,74 punti, l’Ibex di Madrid arretra dello 0,9% a 8.378,4 punti.

l‘Istat rileva che nel terzo trimestre del 2011 il prodotto interno lordo è diminuito dello 0,2% rispetto al trimestre precedente. Il dato fa temere l’avvio di una recessione anche se tecnicamente, si verifica quando due trimestri consecutivi danno il segno meno. Secondo i dati forniti dall’Istituto, il prodotto interno lordo è salito dello 0,2% rispetto al terzo trimestre 2010, mentre la crescita acquisita per il 2011 è pari allo 0,5%. “Il calo del Pil evidenziato dall’Istat era un dato ampiamente prevedibile”, dicono Federconsumatori e Adusbef. “Senza misure di rilancio, completamente assenti nelle manovre avviate da questo e dal precedente governo, ed in presenza della forte contrazione dei consumi – sottolineano le due associazioni – un andamento simile era inevitabile”.

Ancora molto alto lo Spread tra Btp decennali e Bund tedeschi che viaggia intorno a quota 485 punti dopo l’asta straordinaria della Bce a 3 anni. Il differenziale tra i titoli a 10 anni di Francia e Germania è a 109 punti e quello tra Bonos spagnoli e Bund a 314 punti. L’euro apre sopra 1,30 dollari, in attesa dei risultati della maxi-asta di rifinanziamento a tre anni e per quantità illimitate del sistema bancario da parte della Bce.

La cronaca ora per ora:

18.10 – Per Unicredit probabili nuove svalutazioni. La banca non esclude di poter effettuare in futuro ulteriori svalutazioni dell’avviamento, dopo il maxi impairment condotto alla fine del terzo trimestre, nel caso avvengano mutamenti significativi, allo stato non prevedibili, dello scenario di mercato.

18.00 – Le borse europee chiudono tutte in flessione: il Dax di Francoforte perde lo 0,95% a 5.791,53 punti, il Cac 40 di Parigi lascia sul terreno lo 0,82% a 3.030,47 punti, l’Ftse 100 di Londra segna -0,55% a 5.389,74 punti, l’Ibex di Madrid arretra dello 0,9% a 8.378,4 punti.

17.45 – Piazza Affari chiude in flessione. Il Ftse Mib perde lo 0,97% a 14.819 punti, mentre l’All Share ha ceduto lo 0,88%.

17.35 – Wall Street estende le perdite, in linea con le borse europee, nonostante il boom di richieste registrato alla maxi-asta della Bce per le banche. Il Dow Jones cede lo 0,64%, il Nasdaq perde l’1,9%.

17.20 – Piazza Affari peggiora a pochi minuti dalla chiusura. Il Ftse Mib cede l’1,26% a 14.775 punti e il Ftse All Share l’1,16% a 15.489 punti. Continua a frenare FonSai che cede il 6,26%. A seguire Unicredit (-4,86%), Prysmian (-4,41%), Ubi Banca (-4,04%), Mps (-3,31%).

17.15 – L’agricoltura è il settore più in crisi. In un quadro di generale difficoltà,”l’agricoltura è il settore maggiormente penalizzato dall’instabilità”. Questo il commento di Confagricoltura ai dati Istat sul Pil nel terzo trimestre dell’anno, che evidenziano risultati negativi per l’industria (-0,1%), i servizi (-0,3%) ma soprattutto per l’agricoltura (-0,9%).

17.05 – Il ministro dell’Economia francese approva il maxiprestito della Bce. “La prima asta di questa mattina del maxiprestito triennale a sostegno degli istituti di credito deciso dalla Banca centrale europea (Bce) é un grande successo e una risposta potente alla crisi”: lo ha detto a Parigi il ministro francese dell’Economia, Francois Baroin. Si tratta di “un’iniziativa positiva che va nella giusta direzione e che consente di rafforzare i nostri istituti di credito”.

16.50 – L’euro chiude in calo a 1,3056 dollari, non lontano dai minimi di seduta.

16.35 – Le Borse europee proseguono deboli. L’indice d’area Stxe 600 cede un quarto di punto. La peggiore è Madrid con una flessione di quasi un punto. Milano cede lo 0,56% con Fonsai bersagliata dalle vendite (-5,81%). Londra (-0,55%), Parigi (-0,39%), Francoforte (-0,24%), Madrid (-0,76%), Milano (-0,56%), Amsterdam (+0,20%), Stoccolma (+0,29%), Zurigo (+0,11%).

16.15 – Per Piazza Affari ancora perdite: l’indice Ftse Mib segna un -0,66% a 14,866 punti, mentre l’All Share cede lo 0,63%. Sul paniere principale, in forte calo le banche, tranne Intesa sp, che recupera terreno (+2,79%). Unicredit (-3,58%), Bpm -2,02%), Ubi (-3,87%), Mps (-2,44%) e Mediobanca (-1,68%). Energetici in lieve ribasso con Enel (-0,46%) ed Eni (-0,58%). Pesanti Prysmian (-3,82%) e Parmalat (-2,31%). Giù Fiat (-1,44%). Fuori dal Ftse mib, scivola ancora Fonsai (-6,01%).

16.05 – Duro attacco di Codacons al Governo Monti. “Se il Governo, oltre a pareggiare i conti, vuole davvero che per il 2012 il Pil sia superiore allo zero assoluto – spiega il Codacons – deve rilanciare i consumi delle famiglie, cosa non certo possibile se nell’autunno 2012 scatterà l’aumento dell’Iva, che darà il colpo di grazia ad ogni possibile eventuale ripresa di fine anno, considerato che arriverà dopo mesi di blocco delle pensioni e dopo anni di blocco degli stipendi degli statali. Il Governo -prosegue ancora il Codacons- sembra non sapere che l’Italia ha già un’inflazione al 3,3%, che tradotto in termini di costo della vita significa già una stangata, su base annua, pari a 970 euro per la famiglia media Istat da 2,5 componenti, 1130 euro per una famiglia di 3 persone e 1225 euro per una famiglia di 4 persone. Se scatterà un ulteriore aumento dell’Iva, è evidente che i consumi saranno destinati a precipitare ulteriormente”.

16.00 – Per il Codacons i dati sul Pil sono il preludio alla recessione del 2012. La Codacons commenta i dati diffusi dall’Istat sul Pil: “E’ il preludio della recessione economica che ci attende per il 2012 e la dimostrazione che le manovre che si sono succedete da questa estate ad oggi, decreto Salva Italia compreso, serviranno anche al pareggio di bilancio, almeno l’ultima, ma di certo non alla crescita”.

15.40 – Apertura debole per Wall Street. Il Dow Jones sale dello 0,09% a 12.111,68 punti, il Nasdaq perde lo 0,53% a 2.590,01 punti mentre lo S&P 500 avanza dello 0,02% a 1.241,15 punti.

15.25 – Piazza Affari riduce le perdite. Spread su quota 480 punti base. Il Ftse Mib cede lo 0,34% a 14.916 punti e il Ftse All Share lo 0,33% a 15.619 punti Sotto pressione FonSai (-5,37%) e i bancari Unicredit (-3,18%), Ubi Banca (-2,93%), Mps (-2,48%), Bpm (-2,05%). Controcorrente, nei finanziari, Intesa SanPaolo (+2,63%), Mediolanum (+1,49%). In positivo anche Saipem (+0,73%), Enel Green Power (+0,94%), Generali (+0,79%). Lo Spread tra Btp decennali e Bund tedeschi, pur rimanendo molto alto, scende da quota 490 a 480 punti base.

15.10 – Confcommercio effetti recessivi legati alle manovre varate prima del decreto salva-Italia. “Gli ultimi dati sul Pil – ha commentato l’Ufficio Studi della Confcommercio – confermano le previsioni di un andamento riflessivo della domanda interna, già evidenziate da altri indicatori congiunturali; la stessa crescita acquisita dello 0,5% rispetto al 2010 è ora più difficile da realizzare, in considerazione degli effetti recessivi delle manovre di correzione dei conti pubblici varate precedentemente al decreto salva-Italia”.

15.00 – Abi: “I prestiti delle banche alla PA cresceranno del 2,8%”. Il prossimo anno i prestiti delle banche ai privati e alla Pubblica Amministrazione cresceranno del 2,8% e del 4% nel 2013 contro il 3,6% di quest’anno. Questo il rapporto dell’Associazione delle banche italiane che assicura: “Il settore bancario cercherà di difendere i flussi di credito all’economia pur dovendo affrontare notevoli criticità rivenienti sia dal lato del funding sia dalle pressioni delle Autorità di Vigilanza sui coefficienti di patrimonializzazione. Nelle nostre previsioni – prosegue il rapporto – ciò si traduce in una lenta crescita degli attivi e nel permanere di una bassa redditività”.

14.30 – Chiusura in forte rialzo oggi per il Bse di Mumbai. In India, l’indice principale Sensex si assesta a 15.725,71 punti (+3,63%). Scambi per 157,8 mln di dollari di controvalore, da 146,4 mln ieri.

14.25 – Tutte le borse europee oggi in calo: Londra (-0,41%), Francoforte (-0,34%) e Parigi (-0,57%). In flessione anche le piazze di Lisbona (-0,59%), Madrid (-0,41%) ed Amsterdam (-0,08%). A Milano (-1,10%) gli scambi superano, nella prima parte di seduta, un controvalore di 1,18 miliardi di euro, mentre lo Spread tra Btp decennali e Bund tedeschi si attesta a 490 punti. Unicredit (-4,46%) conquista la maglia nera del listino principale, in rosso anche la scuderia Agnelli, mentre Mediolanum registra la migliore performance.

14.08 – Unicredit guida i ribassi. In calo Unicredit (-4,39%) e, fuori dal paniere principale, Fonsai (-5,11%) in attesa dell’aumento di capitale della compagnia assicurativa. Male anche gli altri bancari, tranne Intesa sp, che, però, azzera i guadagni (+0,15%) della mattinata. Bpm (-3,04%), Ubi (-2,29%), Mps (-2,74%) e Mediobanca (-3%). Non s’arresta la discesa anche di Fiat (-2,11%), del titolo industrial (-2,40%) e di Prysmian (-3,19%).

13.55 – Piazza Affari aumenta le perdite. Amplia il calo Piazza Affari, con il Ftse Mib che arretra dell’1,03% a 14.809 punti ed il listino delle blue chips che si tinge quasi completamente di rosso. Soffrono in particolare Fonsai (-4,79%) e Unicredit (-4,39%), in vista dell’aumento di capitale della compagnia che fa capo ai Ligresti. Pesanti anche Mps (-2,89%), Mediobanca (-2,87%) e Banco Popolare (-1,7%) a differenza di Intesa Sanpaolo (+0,85%), che riduce il rialzo, mentre Mediolanum cresce dell’1,22%.

13.12 – Germania: 260 miliardi di euro per finanziare il bilancio pubblico. Nel 2012 la Germania si dovrà procurare sul mercato finanziario 260 miliardi di euro per finanziare il bilancio pubblico, 23 miliardi in meno rispetto al 2011. Lo ha reso noto stamani a Francoforte l’Agenzia federale per la finanza tedesca. Nella cifra sono compresi il nuovo indebitamento e il prolungamento dei titoli di credito in scadenza, ha specificato l’agenzia. Per l’anno prossimo è stata dunque prevista l’immissione sul mercato di 250 miliardi di euro di titoli a tasso fisso e di una cifra compresa tra gli otto e i dodici miliardi di euro di titoli indicizzati, che offrono una compensazioni sull’inflazione.

12.58 – In calo le banche. Sul paniere principale, in calo le banche, tranne Intesa sp (+2,48%). Tra le altre, Unicredit (-3,65% dopo il downgrade di Fitch), Mediobanca (-2,09%, Kepler ha abbassato il prezzo obiettivo da 6,9 a 5,8 euro), Mps (-2,06%).

12.56 – Commissione europea: “Euro mai così forte”. L’euro “non è mai stato così forte, quella dei mercati non è una crisi dell’euro ma è un problema di fiducia sulla capacità degli stati europei di superare la crisi del debito sovrano”: come ha detto il portavoce della Commissione Olivier Bailly, questo deve essere ribadito in occasione del decimo anniversario dell’uso della moneta unica. La ricorrenza sarà celebrata con il conio di una moneta commemorativa da 2 euro, in 90 milioni di esemplari, ha detto Bailly.

12.54 – Spread sopra quota 490. Dopo l’asta di rifinanziamento della Bce lo spread fra Bund e Btp conferma l’inverisone di rotta e risale nettamente dai 448 punti toccati in precedenza e fa registrare al momento una quotazione di 491 punti. Il rendimento del decennale italiano sale al 6,89%. Il differenziale Francia-Germania si amplia a 114 punti e quello della Spagna a 329 punti.

12.49 – Borse europee annullano i guadagni. I listini del Vecchio Continente frenano mentre Milano finisce in territorio negativo. Alle 12.40 l’indice Ftse Mib lascia sul terreno lo 0,33% a 14.915 punti. Lima i guadagni la piazza di Francoforte (+0,07%), sostanzialmente stabili Londra (+0,05%) e Parigi (+0,01%).

12.40 – Asta Bce: da banche italiane 40 miliardi. E’ di circa 40 miliardi l’ammontare di titoli garantiti dallo Stato, utilizzati da 14 banche italiane come collaterale nell’asta straordinaria a 3 anni della Bce. Stando a una nota di Borsa, Unicredit ha emesso bond per 7,5 mld; Intesa Sanpaolo per 12 mld e Mps per 10. SEguono Banco Popolare (3 mld); Pop.Vicenza (1,5 mld); Carige (1,3 mld), Pop.Sondrio (1 mld); Dexia Crediop (1,05 mld),Bper (750 mln); Creval(500 mln), Credem (800 mln); Banca Etruria (100 mln); Iccrea (290 mln) e Iccrea Banca Impresa (650 mln).

12.04 – Accelera Intesa Sanpaolo. Accelera Intesa Sanpaolo in Piazza Affari, dove il titolo guadagna il 6,12% a 1,37 euro. Mediobanca guadagna il 3,35% e Unicredit il 2,57%. I titoli delle banche sono favoriti in borsa dopo l’asta della Bce, che ha visto adesioni per 489 miliardi di euro da parte di 523 banche, che avranno diritto ad un finanziamento triennale al tasso dell’1%. Nella mattinata, poi, è stato diffuso il rapporto Afo 2011-2013 dell’Abi, che prevede per gli istituti italiani un coefficiente patrimoniale Core Tier 1 del 9,3% al 2013.

11.34 – In recupero le borse europee. L’Europa accelera al rialzo dopo i risultati dell’asta della Bce, sopra le attese. Milano guadagna l’1,90% a 15.245 punti, maglia rosa per Parigi (+1,92%), bene anche Francoforte (+1,60%) e Londra (+0,95%).

11.02 – Abi: “Spread sarà in aumento di 6-7 decimi maggiore rispetto al 2011”. Il livello dello spread fra i titoli sovrani italiani e quelli medi dell’area resterà a regime più elevato di 6-7 decimi di punto rispetto a quello registrato prima del 2011. Lo prevede l’Abi nell’Afo (rapporto di previsione 2011-13). “La nostra ipotesi centrale rimane quella di una soluzione della crisi – si legge nel testo – tuttavia disegniamo un profilo di rientro degli spread sovrani decisamente meno rapido di quello fatto nel precedente rapporto”.

11.00 – Abi: “Recessione nel 2012 -0,7%”. L’Abi prevede per il 2012 un ”quadro recessivo” e una situazione di sostanziale stagnazione per il 2013. La crescita del Pil italiano non supererà lo 0,6% nel 2011, perderà lo 0,7% nel 2013 e recupererà allo 0,2% nel 2013. Il decreto Salva-Italia influirà con una riduzione della crescita di quattro decimi tra 2012 e 2013.

10.51 – Listini europei riducono i guadagni. Milano non è più maglia rosa e sale dello 0,6%, dopo i dati sul Pil. Londra avanza dello 0,5%, Francoforte dello 0,8% e Parigi dello 0,9%.

10.43 – Spread sopra quota 460. Il differenziale di rendimento tra Btp decennali e Bund equivalenti risale sopra 460 punti, a quota 462 punti, dopo aver chiuso ieri a 465 punti. Il rendimento del biennale italiano e’ al 4,9% e quello del decennale al 6,5%, in attesa dei risultati della maxi-asta di rifinanziamento a tre anni della Bce.

10.29 – Sale lo spread a 458 punti. E’ in salita il differenziale tra Btp a 10 anni e Bund tedesco, dopo la diffusione del dato sul Pil da parte dell’Istat. Lo spread viaggia intorno a 458 punti, con un rendimento al 6,55%.

10.02 – Ghizzoni (Unicredit): “Prevedo massiccia partecipazione ad asta Bce”. “Prevedo una partecipazione massiccia da parte delle principali banche in tutta Europa” all’asta di rifinanziamento della Bce per fornire liquidità al sistema. Lo afferma l’ad di Unicredit, Federico Ghizzoni, intervenendo a Radio 24. Uno strumento di cui Ghizzoni da una valutazione “positiva”, visto che “il maggior problema delle banche europee era proprio la liquidità con un mercato interbancario bloccato”. L’impegno di Unicredit è quello di “usare questa liquidità a sostegno della nostra clientela e dell’economia reale”.

10.00 – Istat: Pil italiano in calo. Nel terzo trimestre del 2011 il prodotto interno lordo è diminuito dello 0,2% rispetto al trimestre precedente. Nei confronti del terzo trimestre del 2010 si rileva un aumento dello 0,2%. Lo comunica l’Istat.

09.13 – Borse europee in rialzo. Avvio positivo per le Borse europee, sulla scia di Wall Street, dell’Asia e soprattutto della maxi-asta di rifinanziamento a tre anni della Bce alle banche. A Londra il Ftse 100 sale dello 0,8%. A Milano il Ftse Mib guadagna lo 0,94% a 15.100 punti e Francoforte il Dax avanza dell’1,2%. In crescita dello 0,9% il Cac 40 di Parigi.