Il presidente dell'Aic, Damiano Tommasi

Cresce l’adesione al Btp day. Anche l’Assocalciatori guidata da Damiano Tommasi si schiera apertamente a favore dell’iniziativa che lunedì prossimo porterà in piazza, meglio, in banca, le numerose istituzioni finanziarie e non solo che hanno deciso di acquistare buoni del tesoro di casa nostra per dare un chiaro segnale del proprio impegno per l’Italia.

“Non siamo soliti sposare cause di questo genere – ha detto al fattoquotidiano.it il presidente dell’Aic – perché ci asteniamo spesso e volentieri dal suggerire investimenti finanziari. Ma abbiamo colto lo spirito positivo del progetto e abbiamo voluto fare la nostra parte in un momento di grande difficoltà per il nostro Paese”. In effetti, non era mai accaduto prima che il sindacato dei calciatori decidesse di scendere in campo direttamente per sostenere cause di così grande respiro. E lo stesso Tommasi non ha notizia di iniziative di questa portata poste in essere da altri associazioni di atleti in giro per il mondo. “Era importante esserci per dare un segnale al Paese in cui viviamo e lavoriamo”. Per la serie, ci siamo anche noi, il momento è grave e non possiamo mancare.

L’Aic ha deciso di muoversi in due direzioni. Girando le coordinate del progetto ai suoi tesserati, attraverso un messaggio email che ieri sera è stato spedito in tutta fretta ai referenti delle squadre di tutte le categorie professionistiche, affinché i giocatori potessero decidere in completa autonomia se e come aderire all’iniziativa. E sostenendo il Btp day in modo concreto, con un assegno del valore di circa 100-150 mila euro (Tommasi non ha voluto rivelare l’importo esatto) che lunedì mattina verrà trasformato in buoni del tesoro poliennali. “Ognuno deve sentirsi libero di muoversi come crede – ha precisato l’ex centrocampista della Roma – ma noi sentivamo di dover fare qualcosa di tangibile per dimostrare che in questo Paese ci crediamo davvero. Da qui, la scelta di acquistare i Btp”.

Proprio così, l’Italia del pallone lustrini e pailettes decide di sposare la causa messa in piedi dal mondo finanziario per dare una mano al Paese. “Sappiamo che non basterà una simile operazione per cambiare l’idea che molti hanno dei calciatori – ha ammesso Tommasi – ma sono convinto che se chi critica ci conoscesse più da vicino non avrebbe quest’immagine così distorta del nostro mondo. Sia chiaro, non abbiamo deciso di aderire all’iniziativa per rendere più ‘belli’ i giocatori. Ci interessava fare qualcosa per il Paese in cui viviamo e lavoriamo, perché desideriamo che le cose migliorino per tutti. Sappiamo di avere un grande potere mediatico e un grosso impatto tra le persone che frequentano il calcio e vogliamo utilizzarlo in questa occasione per fare fronte comune e contribuire, insieme a chi lo vorrà, al bene dell’Italia”.