Sono 40 i morti e migliaia i feriti degli scontri di piazza Tahrir, secondo quanto annunciato dalle tv egiziane e in base all’ultimo bollettino dei medici volontari che stanno prestando soccorso negli ospedali da campo allestiti intorno alla piazza. Gli scontri proseguono ormai da tre giorni, ma il governo conferma che guiderà il paese nei prossimi giorni per portarlo alle elezioni del 28 novembre.

Il candidato alla Presidenza dell’Egitto Mohamed El Baradei ha contestato le misure usate dall’esercito egiziano contro i manifestanti riuniti a Piazza Tahrir al Cairo per chiedere la transizione dei poteri dal Consiglio supremo delle Forze Armate a un governo di civili. “Il primo responsabile di questa situazione è il Consiglio supremo delle Forze Armate, che ha ammesso che non può governare il Paese”, ha detto l’ex numero uno dell’Agenzia internazionale per l’Energia atomica (Aiea). Il Consiglio suremo delle Forze Arnate continua a ignorare alcune delle richieste principali della Rivoluzione, come la fine dei processi militari per i civili e la cancellazione della Legge d’emergenza, ma anche la domanda di un welfare sociale e di sicurezza pubblica, ha detto El Baradei. Non molto, ha aggiunto il candidato alle presidenziali, è cambiato dalla Rivoluzione del 25 gennaio e in molti casi il Consiglio supremo delle Forze Armate ha semplicemente assunto il ruolo del deposto presidente Hosni Mubarak, usando anche lo stesso linguaggio. “Parlare di agenda estera e di agenti, per esempio, è esattamente quello che Mubarak usava dire per screditare alcuni movimenti. Alcune dichiarazioni del Consiglio supremo delle Forze Armate sono identici a quelli dell’era Mubarak”, ha detto.