Ambiente & Veleni | di Nello Trocchia | 7 novembre 2011
“La discarica di Chiaiano mette
a rischio la salute dei cittadini”
Il dato, a quanto risulta a ilfattoquotidiano.it, emerge dalla relazione dell'ingegnere Luigi Boeri, consegnata al Gip che indaga sul sito voluto e reclamizzato dall'ex capo della protezione civile Guido Bertolaso
Dopo l’inchiesta della Procura, il perito doveva verificare la messa in opera e la realizzazione del sito secondo il progetto iniziale. E’ una fonte certa quella che spiega: “L’indagine dei carabinieri del Noe aveva accertato l’uso di materiali di scarsa qualità a partire dall’argilla, un dato che viene sostanzialmente confermato, anzi rafforzato dalla relazione consegnata che evidenzia anche la scarsa qualità del telo di protezione”.
L’inchiesta della Procura, pm Marco Del Gaudio, Antonello Ardituro e Lucia Esposito, coinvolge la ditta appaltatrice la Ibi idroimpianti e la Edilcar, azienda subappaltatrice che ha realizzato i lavori di movimentazione della terra, entrambe hanno ricevuto un’interdittiva antimafia per i presunti rapporti con i clan dei Casalesi e i Mallardo. E’ stato il pentito Gaetano Vassallo a indicare ai magistrati la vicinanza tra i vertici delle due aziende e le formazioni criminali. I militari del Noe, guidati dal maggiore Giovanni Caturano, hanno accertato l’uso di argilla di scarsa qualità, ma anche la frode in pubbliche forniture perché la Edilcar, nella realizzazione dell’invaso, avrebbe prelevato i rifiuti per riportarli di nuovo in discarica mischiati con il terreno vegetale facendosi di fatto pagare due volte. Se il progetto previsto dal bando di assegnazione non è stato rispettato, l’inchiesta è senza dubbio destinata ad allargarsi e potrebbe riguardare la commissione di collaudo che ha certificato la correttezza delle procedure mentre la discarica veniva allestita.
Un sito quello di Chiaiano che proprio in queste ore è tornato nuovamente al centro delle proteste dei cittadini contro un sospetto allargamento della discarica. La chiusura prevista per l’inizio di quest’anno è stata rimandata e continua lo smaltimento di rifiuti nell’invaso, oggi gestito dalla Sapna, la società provinciale. I carabinieri del Noe stanno valutando le denunce dei cittadini e non sono esclusi nuovi accertamenti per verificare l’eventuale illegale allargamento. La bomba ecologica continua la sua vita nonostante le promesse di chiusura.





