Il ministro Paolo Romani con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi

Non uno, ma ben 12 diversi condoni sono presenti nella bozza del Decreto sviluppo in discussione al consiglio dei ministri di stasera, secondo le anticipazioni dell’agenzia Ansa, che elenca alcuni di questi provvedimenti. C’è il concordato fiscale e molto altro, ma intanto si apre la polemica su una nuova legge ad personam, questa volta post mortem. La norma destinata a far discutere riguarda la “legittima”, cioè la quota di eredità che spetta ai figli: ferma restando la quota dei due terzi, una metà di questa “dovrà in ogni caso dividersi in parti uguali tra tutti i figli”, anticipa l’Ansa, mentre l’altra metà”potrà essere attribuita dal genitore, con apposita disposizione testamentaria, a uno o più di essi,anche in misura diversa rispetto agli altri”.

La questione è stata già sollevata dall’Italia dei Valori, in relazione alle questioni ereditarie del premier. In ballo c’è il futuro della Fininvest e l’equilibrio dei poteri fra i figli della prima e quelli della seconda moglie, anche in relazione con la causa di divorzio con quest’ultima, Veronica Lario. Attualmente tutti i figli di Silvio Berlusconi possiedono quote in Fininvest pressoché identiche. Con la disciplina fino a oggi in vigore, in caso di successione ereditaria le quote delle holding detenute da Berlusconi sarebbero ripartite in modo uguale. I tre figli di Veronica (Eleonora, Barbara e Luigi) messi insieme avrebbero quindi sopravanzato i due figli di Carla Dall’Oglio (Marina e Pier Silvio) e avrebbero avuto la possibilità di “prendere il potere” in Finivest e, a cascata, nelle aziende controllate. Con la nuova norma, Berlusconi avrebbe invece la possibilità di riequlibrare i pesi azionari a favore di Marina e Pier Silvio.

Oggi la Fininvest è controllata dalla famiglia Berlusconi tramite sette finanziarie, denominate tutte Holding Italiana, ma con diversa numerazione. Il controllo fa capo al premier con il 63% del capitale (tramite la Holding Italiana Prima, Seconda, Terza e Ottava). Marina (presidente di Mondadori) e Piersilvio (vice presidente Mediaset) hanno una quota del 7,65% a testa (rispettivamente attraverso le holding Quarta e Quinta). Nell’estate del 2005 poi, anche i figli di secondo letto, Barbara (consigliere nel Milan), Eleonora e Luigi (che siede nel Cda di Mediolanum), hanno ricevuto una quota del patrimonio e hanno il 21,4% di Fininvest (attraverso la holding Quattordicesima). Resta infine ancora da definire l’eventuale impatto sul patrimonio di famiglia dalla causa di separazione tra Berlusconi e Veronica Lario.

Sullo stesso filone, nel decreto cambierebbero le norme ereditarie anche sulle società: l’assegnatario potrà ricevere i beni anche dopo la morte del titolare, che in tal caso avrà nominato un terzo che designerà il beneficiario tra più persone indicate dallo stesso imprenditore o dal titolare delle quote societarie.

Altro punto controverso, i condoni fiscali. L’Ansa ne elenca una lunga serie: riapertura dei termini per gli anni pregressi; regolarizzazione delle scritture contabili; accertamento con adesione per i periodi di imposta pregressi; definizione dei ritardati od omessi versamenti; definizione degli atti di accertamento e di contestazione, degli avvisi di irrogazione delle sanzioni, degli inviti al contraddittorio e dei processi verbali di constatazione; definizione delle liti pendenti; definizione dei tributi locali; definizione agevolata ai fini delle imposte di registro, ipotecaria, catastale, sulle successioni e donazioni (proroga di termini); definizione degli importi non versati; regolarizzazione di inadempienze di natura fiscale; proroga di termini per risolvere la violazione dell’obbligo della dichiarazione Iva; cumulabilità delle definizione agevolate.

Un elenco dettagliato, ma il ministero dello sviluppo economico, guidato da Paolo Romani, smentisce tutto: “Nelle anticipazioni stampa vi sono norme non contenute nel provvedimento di sviluppo su cui sta lavorando il ministero dello Sviluppo Economico. In particolare, notizie riguardanti l’esistenza nel testo di ’12 condoni’ o di sanatorie sono del tutto infondate”. Ma proprio mentre arriva la smentita, comincia a circolare la bozza del decreto (QUI LA VERSIONE INTEGRALE), che invece contiene le norme anticipate dall’Ansa. Bozza che prevede, tra l’altro, che i condoni siano cumulabili tra loro.

Nella vasta casistica fiscale illustrata dalla bozza sono compresi il mancato pagamento del canone Rai e le multe per le affissioni abusive di manifesti elettorali. L’evasione del canone Rai, fino all’ultima scadenza del 31 gennaio 2011, potrà essere sanata con 50 euro per ogni anno evaso. I partiti politici  potranno invece cancellare le multe per i “manifesti selvaggi” delle campagne elettorali con 750 euro l’anno per affissioni fino al 2010. Una norma il cui collegamento con lo sviluppo economico è tutto da decifrare. “Le violazioni ripetute e continuate delle norme in materia di affissioni e pubblicità commesse fino al 31 dicembre 2010 mediante affissioni di manifesti politici”, si legge nella bozza, sempre secondo l’Ansa, “possono essere sanate in qualunque ordine e grado di giudizio nonché in sede di riscossione delle somme eventualmente iscritte a titolo sanzionatorio, mediante il versamento, a carico del committente responsabile, di un’imposta pari, per il complesso delle violazioni commesse e ripetute, a 750 euro per anno e per provincia”.

Una novità è rappresentata dalla possibilità, negli accordi aziendali, di “prevedere che il datore di lavoro e il lavoratore si accordino su una retribuzione inferiore a quella dovuta, in cambio di servizi messi a disposizione dal datore di lavoro, quali asili nido, servizi alla persona ovvero misure per la mobilità”.

Sul fronte delle privatizzazioni, sul tavolo ci sarebbe la vendita del patrimonio residenziale pubblico agli inquilini. Si prevedono misure in materia di razionalizzazione delle strutture periferiche delle amministrazioni centrali dello Stato, dismissioni del patrimonio residenziale pubblico, semplificazione dei permessi di costruire e di locazione di immobili urbani a uso diverso da quello di abitazione. In particolare, nell’ambito del processo di razionalizzazione, “le amministrazioni devono ridurre, in misura non inferiore al 10 per cento per ognuno degli anni 2012 e 2013, l’uso della superficie quadrata degli immobili demaniali destinati agli uffici pubblici o la spesa complessiva per il canone di locazione in caso di sottoscrizione di nuovi contratti. I risparmi contribuiscono al 50 per cento al miglioramento dei saldi di finanza pubblica e al 50 per cento sono destinati alla contrattazione integrativa”.

Rientrerebbe nel “decreto sviluppo” anche il divieto d’accesso ai cantieri della Tav in Val Susa. Le aree interessate ai lavori per la Torino-Lione, infatti, diventano “aree di interesse strategico nazionale”, quindi chiunque si introdurrà nelle aree di interesse strategico ovvero impedirà l’accesso autorizzato alle aree sarà punito a norma dell’articolo 682 del codice penale (ingresso arbitrario in luoghi ove l’accesso è vietato nell’interesse militare dello Stato).

In arrivo anche incentivi per i datori di lavoro che assumono nel 2012-2013 giovani sotto i 25 anni, disoccupati da almeno 6 mesi, o sotto i 35 anni, disoccupati da almeno 12 mesi. Per i datori di lavoro la quota di contribuzione, per i primi 35 mesi, è quella prevista per gli apprendisti. Incentivi anche per l’assunzione in apprendistato: per i contratti iniziati negli anni 2012-2013, la quota di contribuzione a carico del datore di lavoro è azzerata fino alla fine del periodo di apprendistato.

Per quanto riguarda le donne disoccupate con figli  a carico, il governo penserebbe a una riduzione delle aliquote contributive e Irpef per i nuovi contratti part-time. La riduzione è pari a: 5 punti percentuali, in presenza di 1 figlio; 10 punti percentuali, in presenza di 2 figli; 15 punti percentuali, in presenza di 3 figli; 20 punti percentuali, in presenza di 4 figli. Inoltre i redditi derivanti dai contratti suddetti sarebbero soggetti ad aliquote Irpef  ridotte delle stesse percentuali.

Per i lavoratori precari sono previsti sgravi nell’acquisto della prima casa: l’aliquota Iva relativa all’acquisto dell’abitazione principale da parte di giovani al di sotto dei 40 anni e titolari di reddito da lavoro parasubordinato è fissata nella misura dell’1%.

La bozza di decreto consente inoltre la costituzione di società per l’esercizio di attività professionali regolamentate.