Funerali privati per una morte che si è trasformata in un evento globale. Il Wall Street Journal ha reso noto che le esequie di Steve Jobs si sono svolte in forma privata ieri, due giorni dopo la morte del leggendario co-fondatore di Apple. Per rispetto della famiglia di Jobs non sono state specificate ora e luogo della cerimonia. Steve Jobs – che conduceva una vita molto riservata nel cuore della Silicon Valley, a Palo Alto, a sud di San Francisco, non lontano dal quartier generale della Apple, è morto mercoledì all’eta di 56 anni per un cancro al pancreas contro il quale lottava dal 2004 (leggi). Sposato con Laurene, Jobs ha lasciato tre figli. Apple non prevede di organizzare un tributo pubblico al suo mentore, ma il nuovo amministratore delegato dell’azienda, Tim Cook, in una lettera ai dipendenti, ha detto che l’azienda sta preparando un evento di “celebrazione della straordinaria vita di Steve” esclusivamente rivolto al personale, circa 50mila persone, che si terrà a breve.

Il funerale privato di Steve Jobs ha evitato la ressa di fans, ma anche manifestazioni sicuramente poco gradite dai suoi cari. I fondamentalisti cristiani della Westboro Baptist Church, noti per le loro proteste anti gay ai funerali dei soldati americani morti in guerra, avevano già annunciato di voler essere presenti anche ai funerali del cofondatore della Apple. “Westboro organizzerà un picchetto al suo funerale”, ha reso noto la chiesa battista, accusando Jobs “di non aver lavorato per la gloria di Dio e aver insegnato il peccato”. “Nessuna pace per l’uomo che ha servito se stesso invece di Dio”, si legge in un messaggio che, paradossalmente, è stato diffuso su Twitter via iPhone, una delle maggiori invenzioni di Jobs. Il gruppo della Westboro Baptist church di Topeka (Kansas), formato quasi unicamente dai membri della famiglia del reverendo Fred Phelps, gira il Paese protestando fuori dalle chiese dove si svolgono i funerali dei militari caduti in Iraq ed in Afghanistan, imputando la loro morte alla tolleranza verso gli omosessuali da parte del governo americano. Durante queste manifestazioni mostrano cartelli con scritte offensive verso i caduti, come “Ringraziamo Dio per i soldati morti”, e verso gli omosessuali, come “Dio odia i gay”. Lo scorso marzo, la corte suprema americana ha dato torto al padre di un soldato ucciso in Iraq, affermando che il gruppo fondamentalista cristiano ha diritto a manifestare ai funerali, in nome della libertà di espressione.

Intanto l’operatore telefonico AT&T ha reso noto che il lancio dell’ultima generazione dell’iPhone di Apple ha fatto registrare un successo senza precedenti, circa 200mila prenotazioni in meno di 12 ore. L’iPhone 4S, presentato martedì alla vigilia della morte di Jobs, esce sul mercato negli Usa e in altri sei Paesi il 14 ottobre (in Italia il 28), ma i ‘melamaniaci’ tentano di accaparrarselo in anticipo. Una corsa giustificata dalla passione per il gadget, ma non dall’oggetto in sé, almeno a giudizio degli analisti secondo i quali il nuovo ‘melafonino’ è molto simile all’iPhone4, uscito nel 2010, con l’unica differenza di un processore più potente (il dual core A5 già utilizzato per iPad2) e un sofisticato sistema di comando vocale, chiamato Siri. Ma nonostante le critiche, l’iPhone 4S è inevitabilmente destinato a beneficiare dell’enorme onda d’urto suscitata dalla morte del fondatore della Apple.

Grandissima attesa anche per l’uscita della biografia di Steve Jobs, un’opera monumentale (656 pagine) scritta da Walter Isaacson per Simon&Schuster, ex direttore del Time già autore delle biografie di Albert Einstein, Benjamin Franklin e Henry Kissinger. Il libro – inizialmente intitolato “iSteve: il Libro di Jobs” (versione italiana), e poi semplicemente rinominato “Steve Jobs”, è il primo – e unico – ad aver ricevuto l’approvazione da parte del fondatore di Apple. Questo ha permesso a Isaacson di incontrare più di 100 persone care a Jobs: amici intimi e familiari, oltre a imprenditori e concorrenti che hanno raccontato gli incontri con l’inventore della ‘mela’. La data di uscita originale di questa biografia era prevista per la primavera 2012. Ma durante l’estate, fu anticipata al 21 novembre. Walter Isaacson ha sostenuto che l’anticipazione dell’uscita del libro non era dovuta alle condizioni di salute del guru ma dato che il libro era pronto già a giugno era opportuno anticipare il lancio. Il lancio internazionale avverrà il 24 ottobre. Le prenotazioni del libro, schizzato in poche ore dal 384esimo al primo posto della classifica dei bestseller di Amazon, è già in prevendita su iBooks Store e Ibs.

I diritti della biografia sono già stati acquisiti dalla Sony per la realizzazione di un film.  Prima della sua morte, solo un film aveva raccontato la sua ascesa. Era stato interpretato, nel 1999, da Noah Wylie nel docudrama TV, “Pirates of Silicon Valley” (guarda il trailer). Secondo quanto riferito dal sito ilmediterraneo.it, Jobs aveva affermato parere positivo e aveva sostenuto che l’attore che interpretava il suo ruolo avrebbe fatto un lavoro fantastico indossando quel famoso dolcevita scuro.