Un numero crescente di fondi pensione tedeschi potrebbe presto vendere titoli di stato italiani per fare posto a bond di paesi emergenti, meno indebitati. A scriverlo è oggi il quotidiano economico di Düsseldorf Handelsblatt. “La percentuale investita in titoli di paesi emergenti è ancora ridotta”, spiega Handelsblatt. “Bisogna prima valutare bene i rischi politici”. In più c’è anche uno scoglio psicologico da superare: “i contribuenti tedeschi dovranno accettare che le loro pensioni siano pagate con titoli sudcoreani o indonesiani piuttosto che con i buoni del tesoro italiani”.

La svolta dei fondi pensione aziendali tedeschi verso i bond dei paesi emergenti potrebbe però essere presto inevitabile se le tensioni sui mercati di Bot e Btp dovesse continuare. “Gran parte dei fondi pensione tedeschi hanno già venduto i titoli di stato dei paesi europei più rischiosi, come Grecia e Portogallo”, spiega Herwig Kinzler, consulente investimenti di Mercer Deutschland. “Ora potrebbe toccare all’Italia, anche se non sarà facile. Nei portafogli dei fondi previdenziali i titoli italiani pesano molto: dal 25% al 33% del totale investito in bond. Quasi tutti hanno qualcosa di italiano in portafoglio”. Il rischio percepito sui titoli tricolore potrebbe salire sensibilmente già in ottobre se Moody’s dovesse decidere di declassare il debito italiano. A quel punto per i fondi tedeschi potrebbe scattare una vera e propria corsa alla vendita.

“L’attuale crisi ci colpisce molto di più rispetto a quella del 2008, dopo il crollo di Lehman Brothers”, dichiara il manager di un fondo pensione a Handelsblatt. “Allora potevamo proteggerci dal ribasso dei listini azionari comprando titoli di stato. Oggi buona parte dei titoli del tesoro sono a rischio e i pochi rimasti con rating elevati hanno rendimenti troppo bassi”. In Germania i fondi previdenziali aziendali sono alimentati dai contributi versati dalle imprese. Il rendimento dei fondi permette di pagare le pensioni in base ad importi predeterminati e, spesso, ad interessi minimi garantiti. Quando i mercati azionari crescono e i titoli di stato non sono sottoposti a particolari stress, tutto funziona a meraviglia. Ma in situazioni di grave crisi dei mercati, è possibile che i rendimenti dei fondi non bastino a pagare le pensioni. A quel punto i fondi sono costretti a intaccare il proprio capitale e, nel peggiore dei casi, le stesse imprese possono essere chiamate a mettere sul piatto parte del capitale proprio.

Uno scenario da horror, che i gestori dei piani previdenziali tedeschi vogliono scongiurare. Anche se le vie di uscita sembrano essere sempre più limitate. “Gli unici titoli di stato ad essere considerati sicuri – e dei quali ci sia anche un’ampia disponibilità sui mercati – sono quelli di Stati Uniti, Germania e Francia”, osserva Nigel Cresswell, consulente investimenti di Towers Watson Deutschland. Ma alcuni investitori iniziano ad avere dei dubbi anche sulla solvibilità dei bond francesi.

In un periodo in cui nessuno può seriamente pensare ad aumentare l’investimento dei contributi pensionistici nei mercati azionari, le alternative più plausibili per i gestori dei fondi pensione sembrano essere i titoli dei paesi emergenti con rating più elevati. Oppure quote di hedge funds e private equity o derivati su materie prime, anche se – a causa dell’elevato livello di rischio – questi investimenti sono fortemente limitati dalle nuove normative europee. Alla fine l’unica strada percorribile per liberarsi da Bot e Btp, potrebbe essere proprio quella che porta in estremo oriente, verso i titoli del debito di Corea del Sud e Indonesia. Con buona pace dei pensionati tedeschi.