Continuano gli scontri tra gli insorti e le truppe di Muammar Gheddafi per la conquista di Bani Walid e Sirte. Secondo la televisione vicina al Cnt Lybia Libera, le forze anti Gheddafi questa mattina hanno attaccato Bani Walid, spingendosi fino al centro della città. Poi si sono ritirate per consentire alla Nato di bombardare le postazioni dei miliziani del rais. Un inviato dell’Ansa ha riferito di un combattimento tra ribelli e gheddafiani a una cinquantina di chilometri da Sirte: i lealisti stanno rispondendo agli insorti con una pioggia di missili grad e colpi di mortaio. Secondo fonti ospedaliere, ci sarebbero tre morti.

Intanto ci sono disordini e scontri anche in altre città anti-gheddafiane e rivali tra loro nel sud dell Libia: dodici persone sono morte e altre sono rimaste ferite negli scontri fra i combattenti di Gharyane e Kikla e quelli di Al-Assabaa.

Ieri il presidente del Consiglio nazionale transitorio, Abdel Jalil, è tornato a Tripoli per la prima volta dall’inizio dei combattimenti. Ad accoglierlo una folla enorme e un parterre di diplomatici: il numero due del Cnt, il premier ad interim Mahmoud Jibril, e diversi altri suoi membri, oltre ai rappresentanti dei paesi che hanno riconosciuto le nuove autorità insurrezionali. Tra questi anche il console d’Italia, Guido de Sanctis, che ha definito “estremamente importante” la visita di Jalil: “Era una mossa che doveva compiere, in modo che anche a Tripoli la popolazione possa confermare di essere soddisfatta della sua dirigenza”. Al presidente provvisorio spetterà il compito di ripianare le divergenze, sempre più evidenti, tra le diverse fazioni dei ribelli”.