La manovra del governo Berlusconi stringe la cinghia un poò ovunque anche sulle feste. Quelle patronali, ad esempio, che vengono bocciate. Mentre a salvarsi sono quelle laiche come il primo maggio, il 25 aprile e il 2 giugno. Inoltre è stato approvato all’unanimità dalla commissione Bilancio del Senato, un emendamento del Pd alla manovra che conferma, inoltre, il salvataggio delle feste concordatarie.

Nel pomeriggio un avvertimento era arrivato dal segretario della Cgil Susanna Camusso: “Continueremo a festeggiare le feste laiche”. Salva anche le accademie della Crusca e dei Lincei.Viene cancellata la soppressione (prevista dal decreto legge) degli enti di ricerca e culturali sotto i 70 dipendenti.