Nel giorno della stretta europea contro la speculazione, Milano consolida il recupero messo a segno giovedì e chiude una settimana al cardiopalma in forte rialzo. Il Ftse Mib, dopo aver aperto negativo ed essere arrivato a perdere oltre 2 punti percentuali, ha chiuso con un +4% a 15.888 punti, mentre l’All Share ha fatto segnare un +4,09% a 16.658 punti. Alla fine, il calo negli ultimi  cinque giorni dell’Ftse Mib è stato ‘appena’ dello 0,79% (settimana scorsa era stato bruciato il 13%). In calo, rispetto ai giorni scorsi, i volumi, con un controvalore di circa 2,5 miliardi di euro. A spingere la borsa nelle battute finali, dopo che aveva ridotto i guadagni attorno a metà seduta, i dati Usa sulle vendite al dettaglio e la performance positiva di Wall Street. A Milano si sono messi in luce i finanziari, Eni, i titoli legati alla famiglia Berlusconi e quelli della galassia Agnelli.

I titoli – Fra gli istituti di credito, sostenuti anche dalle decisioni sulle vendite allo scoperto prese dalla Consob e da altre autorità europee, brilla la stella di Mediobanca, in progresso del 9,87% sopra quota 6 euro. Bene anche il Banco popolare (+8,74%) e la Bpm (7,44%), mentre, fra gli istituti maggiori, Unicredit sale del 5,6% mentre Intesa Sanpaolo cresce del 3,23%. Corre, nel risparmio gestito, Mediolanum, e sono ben comprati anche i titoli assicurativi: le Generali salgono del 6,31%, Fonsai dell’8,65% e, fuori dal paniere principale, Unipol balza del 13,99%. Dopo un inizio difficile, si mette a correre anche l’energia, guidata da Eni: il Cane a sei zampe ha chiuso con un +3,97%, recuperando quota 13 euro, seguito da Enel (+3,6%). La maglia rosa del comparto, tuttavia, spetta a Saipem (+3,98%), con Saras che, fuori dal paniere principale, tocca il +10,19%. In gran spolvero, dopo i bruschi cali dei giorni scorsi, la galassia del Lingotto: Fiat Auto sale del 5,64%, Industrial del 4,99% ed Exor del 4,74%. Bene anche Prysmian (+4,38%). Giornata positiva anche per i titoli legati alla Fininvest: oltre alla gia’ citata Mediolanum, Mediaset sale del 6,11% e Mondadori del 7,38%. Bene, nel comparto editoriale, anche l’Espresso, che guadagna l’8,96% (+4,39% per la controllante Cir). Positivo il lusso (Tod’s +1,4%, Ferragamo +4,49%).

Tutta Europa in rialzo – Nuovo sprint delle borse europee, che hanno consolidato oggi il rialzo della vigilia, favorite dal buon andamento di Wall Street, nonostante il calo della fiducia dei consumatori Usa in agosto, registrato dall’Università del Michigan. Gli investitori hanno scommesso sulle banche e sui titoli automobilistici, ma gli acquisti si sono rivolti anche su settori che recentemente avevano perso posizioni importanti, come le materie prime e gli assicurativi. Di seguito, gli indici dei titoli guida delle principali borse europee: Londra +3,04%, Parigi +4,02%, Francoforte +3,45%, Madrid +4,82%, Milano +4,00%, Amsterdam +3,22%, Stoccolma +2,12%, Zurigo +4,37%.

Spread Btp-Bund sotto i 270 punti – Il differenziale tra il rendimento dei Btp decennali e i Bund tedeschi è sceso sotto i 270 punti e ha agganciato lo spread sui titoli spagnoli, attorno ai 269 punti. Era dal 5 agosto scorso che lo spread sui decennali spagnoli era sceso sotto quello sui Btp italiani.

Intervento della Consob contro la speculazione – Intanto cambiano ancora le “regole del gioco”. La trasparenza sulle operazioni di vendita allo scoperto non bastava più e la Consob, in coordinamento con l’Esma (l’Autorità di vigilanza europea), e in contemporanea a quanto deciso anche in Francia, Spagna e Belgio, ha deciso di adottare misure restrittive sulle posizioni nette corte, ovvero l’ammontare dei titoli o strumenti finanziari derivati venduti allo scoperto, le cui rispettive posizioni non sono chiuse da operazioni di acquisto in senso opposto. Il divieto ha effetto a partire dalla seduta di oggi e resta in vigore per 15 giorni. “La decisione – spiega la Consob – tiene conto della straordinarietà delle condizioni di mercato rilevate nelle sedute del mese di agosto 2011, caratterizzate da un rilevante incremento della volatilità”. La Commissione ha “ritenuto non più sufficiente, alla luce delle mutate condizioni di mercato, il regime di comunicazione delle posizioni nette corte, adottato lo scorso 10 luglio, e considerati i provvedimenti in materia di posizioni nette corte adottati dalle competenti Autorità francese, spagnola e belga, la Commissione ha deliberato il divieto di assumere posizioni nette corte ovvero incrementare posizioni nette corte esistenti, anche intraday, in relazione al capitale degli emittenti del settore finanziario”.