La Borsa di Milano chiude per la quarta volta di fila, con un -1,54%. Al termine di una seduta nervosa e incerta, con gli indici protagonisti di continue inversioni di tendenza, in attesa del discorso del premier Berlusconi che in mattinata è stato posticipato alle 17.30, al termine delle contrattazioni. Con lo spread btp-bund sempre sui massimi, questa volta hanno pesato anche dati Usa deludenti e il timore di una stagnazione economica. Se l’indice Ftse Mib segna un -1,54% a 17.006 punti, l’All Share lascia sul campo l’1,44%. Bene Mps e Unicredit, giù le altre banche, Eni, St e Ansaldo.

Già chiare al mattino le avvisaglie di una giornata difficile e convulsa per Piazza Affari, con un minimo in avvio del -2,5% e spread vicino a 400 punti. La morsa sui titoli di Stato però si allenta dopo poco, i bancari respirano e il mercato passa in rialzo durante la mattinata. Da lì è una navigazione a vista fino a quando nel pomeriggio il quadro torna a peggiorare sull’onda dei dati macro americani: la crescita dei posti di lavoro è positiva, ma colpisce di più il calo inaspettato dell’indice Ism dei servizi, che condiziona anche Wall Street.

Unicredit e Intesa contrastate – Si sono mantenute agli antipodi del listino i due colossi bancari nazionali. Unicredit (+1,77%) ha guadagnato per l’intera seduta, prima ancora di diffondere risultati con un utile semestrale raddoppiato a 1,3 miliardi di euro. Sul fronte opposto ha ceduto Intesa Sanpaolo (-2,76%), che diffonderà i risultati tra due giorni, con gli analisti che prevedono un calo dell’utile sotto quota 1 miliardo di euro, con una forchetta che spazia da 583 a 948 milioni. In calo frazionale Generali (-0,16%), il cui utile, secondo gli analisti, è destinato a scendere a 0,97 miliardi.

Marchionne frena Fiat – Dopo i dati sulle vendite di auto, che hanno penalizzato il titolo nelle scorse sedute, il Lingotto (-1,73%) ha sofferto oggi per l’ipotesi ventilata dallo stesso amministratore delegato Sergio Marchionne su un possibile addio del gruppo nel 2016. Giù anche Fiat Industrial (-1,14%) ed Exor (-0,73%).

Chi sale e chi scende – Sotto pressione Saipem (-5,04%), Ansaldo (-4,18%), Stm (-5,19%) ed Eni (-3,6%). Più cauta Enel (-1,24%) che ha diffuso i conti a Borsa chiusa. Effetto semestre su A2a (+0,47%), nonostante il calo dell’utile, mentre Mps (+1,97%) è stata spinta dalla conferma della raccomandazione ‘outperform’ (rendimento migliore delle borse, ndr) da parte di alcuni analisti finanziari. Cauta Telecom (+0,24%) in attesa dei conti di venerdì.

Deboli tutte le piazze europee – La maglia nera tra le borse europee questa volta non tocca a Milano. fanno infatti peggio Stoccolma (-3,08%), Amsterdam (-2,91%), Londra (-2,34%) e Francoforte (-2,30%), frenata dai colossi automobilistici Volkswagen e Daimler, vanti dell’industria nazionale, che hanno risentito dei timori per una recessione degli Usa, mercato in cui entrambi i marchi sono esposti. A Parigi (1,93%) invece ha sofferto Societè Generale, dopo una semestrale che ha deluso gli analisti.

Spread record a 392 punti, poi sotto 370 – L’inizio di giornata per i titoli di Stato italiani è col brivido. Ma dopo che il differenziale tra Btp decennali e Bund tedeschi raggiunge il livello record di 392 punti base, il differenziale di rendimento si stabilizza sotto i 370 punti. Analogo l’andamento dei Bonos spagnoli, che questa mattina sono tornati a superare quota 400 punti di spread, fino al record di 407 punti, e poi sono scesi intorno ai 380 mpunti.

Ue conferma a Tremonti fiducia nelle misure dell’Italia – ”La piena fiducia” dell’Europa nelle misure prese dal governo italiano è stata confermata oggi dal commissario Ue per gli affari Europei Olli Rehn al ministro dell’Economia Giulio Tremonti nel corso del colloquio telefonico avuto questa mattina. Nel corso della conversazione, Rehn e Tremonti hanno fatto il punto sugli sviluppi della situazione dei mercati e delle misure necessarie per evitare il contagio. Una lunga discussione su tutti i problemi dell’area euro oggi è stata al centro anche di un incontro tra Tremonti e il premier lussemburghese e presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker.