Passi che l’Abruzzo terremotato “è un peso morto come tutto il Sud”. Oppure che il boia di Srebrenica Ratko Mladic “è un vero patriota”. Ma le frasi dell’europarlamentare della Lega nord Mario Borghezio che, dai microfoni di Radio 24, aveva definito “giustissime” alcune idee del carnefice di Oslo Breivik, sono sembrate troppo forti anche ai vertici del Carroccio. Tant’è che il consiglio federale del partito ha deciso di sospendere il parlamentare europeo per tre mesi. “Non ne so nulla, attendo le decisioni come un soldato e le accetterò qualunque siano”, ha commentato a caldo l’esponente padano che, assieme al suo scranno a Bruxelles, dovrà lasciare temporaneamente anche l’incarico di presidente della Lega in Piemonte.

La decisione dei vertici di via Bellerio è arrivata dopo che Borghezio aveva parlato di “pesante strumentalizzazione” delle sue parole, dopo essere finito nell’occhio del ciclone per aver definito condivisibili le idee dell’estremista Breivik all’indomani della strage che ha colpito la Norvegia venerdì scorso. “L’ideologia della società aperta crea mostri – aveva aggiunto l’esponente leghista alla trasmissione radiofonica La Zanzara – Il killer Breivik è il risultato di questa società aperta, multirazziale, che non è quel paradiso terrestre che ci vogliono far credere coloro che comandano l’informazione. La società aperta e multirazziale fa schifo”.

La sospensione è un’ulteriore tegola che cade sulla testa di Borghezio dopo che ieri la procura di Milano ha aperto un fascicolo sulle sue dichiarazioni per verificare se costituiscano o meno il reato di “istigazione alla violenza”. Una volta appresa la notizia, Borghezio aveva annunciato che non si sarebbe avvalso dell’immunità che il suo status di parlamentare gli consente.

Sempre ieri Borghezio aveva  annunciato che avrebbe accolto l’invito del ministro degli Esteri Franco Frattini di rendere “nelle sedi opportune” le proprie scuse per le “sue frasi farneticanti”. Oggi infatti si è recato presso l’ambasciata norvegese per esprimere il suo rammarico ed il suo “dolore”.

In assenza dell’ambasciatore, in missione all’estero, è stato ricevuto dall’incaricato d’affari al quale “ho rappresentato le sentite condoglianze – ha spiegato Borghezio -. Mi è stato gentilmente consentito di sottoscrivere un messaggio di cordoglio” e ” ho colto l’occasione per sottolineare il rammarico e formulare nella sede propria le scuse per le conseguenze che soprattutto nei confronti delle famiglie delle vittime possono avere avuto le mie frasi in quanto male interpretate”. Quindi ha sottolineato: “Anche se sono stato travisato, se fossi un norvegese direi ‘chi se ne frega’ di quel che dice Borghezio”. Poi, in terza persona, ha ammesso: “Questa volta l’ha fatta un po’ fuori dal vaso…”.