Antonio Bruni, dirigente Rai, uomo di mondo: “Ho girato i cinque continenti”. Modestamente. La carica, già: responsabile Festival internazionali. Traduca, prego: “Dal ’94 faccio premiare i prodotti di viale Mazzini e vado a ritirare le medaglie”. A volte dei prosciutti: “Non ricordo bene. In Norvegia mi hanno consegnato un maglione”. Di lana? “Molto pesante o forse, ora che ci penso bene, era un salame essiccato. Una prelibatezza tipica del luogo”. Bruni parla un po’ in sestina lirica e un po’ in endecasillabi sciolti. È deformazione professionale: “Mi diverto a scrivere poesie”. L’agenda è fitta fitta: un evento nelle campagne romane oppure in Nuova Caledonia, isola francese nell’Oceano Pacifico. Invidiabile la sua capacità di unire il dovere e il piacere senza distinzioni. Prendete nota: oggi il poliedrico Bruni, ore 18,30 palazzo Cialli Mezzaroma di Sutri, reciterà “Donna a figura intera” per festeggiare l’Unità d’Italia con documenti, visivi, sonori, cartacei di viale Mazzini. Spiace deludere i lettori più curiosi, non c’è traccia di “Donna a figura intera” nel sito ufficiale di Bruni.

Osiamo rimediare con “Donna in abito estivo”: “Il caldo autorizza a scoprirmi/ licenza repressa ma ambita/ è nudo il collo da chioma/ lo avvampa la mano del sole/ ma sfido il rossore del bacio/ che scende alle libere cosce/ slanciate sui tacchi suonanti”. Per incuriosire gli invitati e radunare le folle a palazzo Cialli Mezzaroma di Sutri, Bruni infarcisce le lettere con dei componimenti a tema. Fa caldo? Ecco, “Aria condizionata”: “Mi strega quel soffio sottile/ trasporta la stanza lontano/ munisce di ali il respiro/ volando su lidi e colline/ aumenta all’esterno il calore/ lo accoppia a rumore in crescendo/ contrasta coi ritmi terrestri/ minaccia che arriva su schiena/ sfidare l’estate è dolore!”. Qualcosa di fresco? Ecco, “L’invito dell’anguria”: “Mangiarla richiama una festa/ ballare con ritmi e canzoni/ cantare sudare sfrenarsi/ richiede scurirsi di pelle/ per reggere tinte splendenti/ il verde tigrato che sfida/ il rosso che invade la gola”. La Rai è bocciata in scienze ortofrutticole.

L’anguria di Bruni fa a pugni con il peperoncino del consigliere Guglielmo Rositani: il Cda di viale Mazzini, sempre oggi per un giorno straordinario di festa, sarà in trasferta nel reatino per “Rieti cuore piccante”. Il responsabile Festival internazionali, che si firma Head of International Events, svela in esclusiva il programma di agosto e settembre: Teatro fontanone al Gianicolo, Torre Massimiliana di Isola di Sant’Erasmo, Sala comunale di Rieti.

È il riposo. La pausa estiva del nostro Head of International Events che, più esploratore di Marco Polo, in 17 anni di onorata carriera ha diffuso sul globo terracqueo il marchio Rai: 900 concorsi, 550 riconoscimenti, 60 paesi nel mondo. Breve carrellata: Algeria. Argentina, Armenia, Australia, Belgio, Bielorussia, Bosnia, Brasile, Bulgaria, Canada, Cile, Cina, Corea, Croazia, Egitto, Emirati Arabi, Estonia. Menzione speciale per Nepal e Tanzania. Un bel bottino: 17 Fipa d’oro e 3 d’argento a Biarritz, 8 Ninfe d’oro e 9 d’argento a Montecarlo, 2 Rose d’oro, 9 Magnolie a Shanghai, 2 a Banff. Quante statuette l’anno scorso? “Sessanta, dico sessanta”. Bruni, sarà una fatica pazzesca: “Non posso andare ovunque, spesso lascio”. A chi? “Dipende. Non ho collaboratori. Sono una struttura monocratica”.

Una terribile condanna. Che possiamo calmierare con “Il cetriolo è innocente”, un gesto di estemporaneo sentimento per un ortaggio – scrive Bruni sul sito – accusato ingiustamente di trasmettere l’escherichia coli: “Di ruvido aspetto/è rigido e muto/ rifiuta gli sguardi/ nel verde segreto/ rivela candore/ di morbidi semi/ non cela infezioni/ depura le rughe/ difende la dieta/ con tartaro acido/ i grassi combatte/ con zucchero o sale/ compagno a merenda/ si sposa allo yogurt/ corteggia insalata”. Bruni non rifiuta la domanda fatidica. I suoi viaggi aiutano la Rai? “E come no! Nel mondo conoscono il nome di un’azienda italiana, apprezzano le radio, le televisioni, i varietà”. Cosa ci guadagna la Rai? “Le targhette e le medaglie hanno un valore simbolico, la pubblicità non ha prezzo”. Bruni, i suoi meriti superano i cinque continenti. Proviamo con un racconto libero. Riflette: “Cose strane? Ah, sì. Spesso ti premiano con una scultura di bronzo, e ti chiedi: passerà i controlli all’aeroporto? O ti danno una bottiglia di spumante e speri che arrivi integra”.

Eppure Rai Trade, la società che gestisce il mercato estero, definisce così l’opera mondiale di Bruni: “Inutile. I Festival valgono zero”. Da anni l’azienda cerca di incentivare il poeta-dirigente a risolvere il contratto anticipando la pensione. Nulla. Per commuovere quei cuori di pietra che gestiscono viale Mazzini, citiamo una poesia che sembra scritta per il direttore generale Lorenza Lei. “Una vera signora”: “Lei ha vera eleganza contessa/ è vero il nobile stemma/ è vera ricchezza in famiglia/ è vera su abiti firma/ è vero l’affetto al potere/ è vera minaccia avversaria/ è vera durezza di scontro/ è vero veleno l’accusa/ il falso col tono del vero”. Aridatece Bondi.

Da Il Fatto Quotidiano del 21 luglio 2011