Da giorni nella morsa dello scandalo intercettazioni, il premier David Cameron si è presentato davanti alla Camera dei Comuni per spiegare i suoi rapporti col gruppo di Rupert Murdoch: 138 incalzanti domande per una ‘resa dei conti’ che è durata diverse ore, durante le quali il numero uno di Downing Street ha ammesso alcuni errori ma ha sostanzialmente difeso il suo operato.

In una seduta punteggiata da continue interruzioni, Cameron non ha rinunciato a contrattaccare i laburisti, il cui leader, Ed Miliband, aveva definito “catastrofico” il suo “errore di valutazione” nell’ingaggiare Andy Coulson – ex direttore del tabloid chiuso per spionaggio – come portavoce. Anche il Labour ha avuto stretti rapporti col tycoon, è stata la contro-accusa del premier, che però non ha potuto esimersi da un mea culpa su Coulson. “Col senno di poi non lo avrei mai assunto”, ha concesso. “Si impara dagli sbagli e io ho imparato”, ha aggiunto, pur dichiarando di essere “un convinto, antico sostenitore dell’innocenza fino a prova contraria”.

Altro fronte ‘caldo’ la scalata a BSkyB che i vertici di News International intendevano lanciare. “Puo assicurarci che nei 26 incontri che ha avuto con i vertici di News International non si sia parlato dell’offerta su BSkyB”?, lo hanno incalzato. “Non ho avuto alcuna conversazione inappropriata”, ha replicato Cameron, implicitamente ammettendo che l’argomento era stata affrontato. Quindi, ha risposto con una boutade a chi gli chiedeva conto dell’inviti a Rebekah Brooks nella sua residenza a Chequers: “non ho avuto nessun pigiama party con la Brooks”.

Ugualmente “trasparenti” e “dichiarati” i rapporti col tycoon Murdoch, che ieri aveva raccontato di aver visitato Downing Street entrando dalla porta sul retro. Per conoscere “gli incontri con i miei predecessori abbiamo dovuto aspettare la pubblicazione dei diari di Alastair Campbell”, ha osservato, alludendo al libro di memorie di Tony Blair. Cameron, ammettendo che lo scandalo “ha scosso la fiducia della gente”, ha annunciato che le inchieste avviate riguarderanno anche gli altri giornali (“sarebbe ingenuo pensare che le cattive pratiche fossero confinate in un solo gruppo”).

“Mai più dovremo consentire che i media acquistino “così tanto potere”, ha ammonito. Mentre l’audizione era in corso, il ‘convitato di pietra’ Rupert Murdoch è partito da Londra a bordo del suo jet: un segnale che il tycoon ritiene che “la crisi sia alle spalle”, ha commentato il Guardian. Intanto, Scoltand Yard continua ad essere nella bufera. In un rapporto della Commissione Affari interni dei Comuni, la Met Police è giudicata responsabile di “una lunga lista di fallimenti” mentre News International è accusata di aver “deliberatamente” cercato di bloccare le indagini.