Almeno 20 persone sono rimaste uccise e più di 110 ferite in seguito alle tre violente esplosioni risuonate in serata ora locale in altrettanti punti di Mumbai, la metropoli indiana già nota come Bombay, teatro nel novembre 2008 di attacchi terroristici che costarono nel complesso almeno 166 morti. Una fonte del ministero dell’Interno indiano ha detto che si tratta di un attacco terroristico.

Secondo la polizia, gli attentati sono stati causati da Ied (ordigni esplosivi rudimentali) di solito usati dai gruppi estremisti islamici. Gli investigatori sospettano in particolare l’associazione clandestina Indian Mujahiddin, alla quale sono stati attribuiti diversi attacchi terroristici in India e affiliata a gruppi della jihad pachistana come la Lashkar-e-Taiba. Intanto il ministro dell’Interno, P. Chidambaram, ha inviato nella metropoli una squadra antiterrorismo e ha convocato una riunione di urgenza con i responsabili della sicurezza dello stato del Maharashtra.

Il responsabile dello stato delMaharashtra, Prithivraj Chavan, ha detto che i feriti sono 81 e che è “scattata l’emergenza sanitaria” negli ospedali. Secondo una ricostruzione fatta dal portavoce della polizia Nisar Tamboli in base alle testimonianze dei sopravvissuti, la prima esplosione è avvenuta alle 18.45 ora locale (alle 15.15 in Italia) a Zaveri Bazaar, nel sud, vicino a un famoso tempio chiamato Mumbadevi e a un popolare mercato di gioielli. La seconda bomba è esplosa pochi minuti dopo nel rione di Dadar nei pressi di una fermata del l’autobus, mentre la terza in una strada del lussuoso quartiere di Opera House. L’ordigno è stato nascosto sotto un ombrello.  Si tratta di tre luoghi popolari della metropoli e molto affollati soprattutto nel tardo pomeriggio quando chiudono gli uffici. Dalle immagini trasmesse dall’emittente Ndtv si vedono gli investigatori alla ricerca di indizi sull’asfalto e alcune macchine distrutte. Si nota anche una fermata del bus annerita dal fumo. La zona è stata chiusa e sono stati portati dei cani anti esplosivo per verificare l’eventuale presenza di altri ordigni inesplosi.

L’unità di crisi della Farnesina, in coordinamento con l’ambasciata d’Italia a New Delhi, sta verificando l’eventuale coinvolgimento di connazionali nelle esplosioni.