“L’Italia dei Valori sin da ora s’impegna, in occasione della discussione parlamentare della manovra finanziaria, a presentare esclusivamente emendamenti che contengano riduzioni della spesa pubblica e misure di rilancio dell’economia del paese, ma sempre dotate di rigorosa e autonoma copertura finanziaria. Auspichiamo che il governo accetti il confronto e il dibattito parlamentare. Per parte nostra ribadiamo di non condividere affatto l’impianto attuale della manovra predisposta dal governo e le sue scelte in materia economica e sociale ma manterremo un atteggiamento parlamentare fatto di proposte e non di meri ostruzionismi, al fine di non ostacolare l’approvazione di un documento che, rivisitato e corretto, possa permetterci di restare in linea con i parametri fissati dall’Unione europea”. Lo affermano in una nota congiunta il presidente Idv Antonio Di Pietro, i capigruppo al Senato e alla Camera Felice Belisario e Massimo Donadi e il portavoce del partito Leoluca Orlando.

Parte domani, infatti, l’iter parlamentare della manovra. L’appuntamento è per le prime audizioni alla Commissione Bilancio del Senato ma già martedì scadrà il termine per gli emendamenti e poi il giorno dopo di corsa al voto perché per il via libera definitivo c’è meno di un mese di tempo. Si lavora alle modifiche e i gruppi di maggioranza si vedranno tra lunedì e martedì per mettere a punto gli emendamenti.

Anche Confindustria auspica “l’apertura a suggerimenti”, come ha detto oggi il vice presidente Alberto Bombassei, che ha anche espresso “delusione” per i “non ampi” tagli ai costi della politica. Assicurazioni sull’apertura al confronto arrivano dal sottosegretario all’Economia Luigi Casero. “Metteremo la fiducia per dare un segnale di approvazione nei tempi, ma in Commissione siamo pronti – garantisce il rappresentante del Tesoro – a discutere le proposte dell’opposizione, ovviamente salvaguardando i saldi”.

Tra i temi suscettibili di modifica il blocco della rivalutazione delle pensioni. Lo ha confermato oggi anche il presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua: “Per chi già percepisce una pensione non cambia nulla o quasi anche perché i ministri Tremonti e Sacconi si sono detti già disponibili a valutare la norma sulla rivalutazione, che in ogni caso incide per pochi euro”.

La lettura del complesso testo della manovra fa intanto emergere altre piccole novità: spunta, per esempio, la tassa per chi vuole separarsi o divorziare. Per fare domanda in tribunale sarà infatti necessario pagare il contributo unificato che va da 37 a 85 euro.

Verso la cancellazione poi delle mini liti previdenziali: le cause pendenti per importi inferiori ai 500 euro verranno estinte dando automaticamente ragione alla parte ricorrente. E infine il forfait al 5% per le nuove attività riguarda i giovani ma non è indicato il requisito anagrafico dei 35 anni, come invece era stato detto in un primo tempo.

Domani dunque si parte con l’ascolto delle parti sociali. I primi, a partire dalle 16.30, saranno i rappresentanti di Confindustria. Sempre domani sono previste le audizioni di Rete Imprese Italia, Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Sinpa. Chiduerà la giornata dei audizione l’Abi.