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illustrazione di Mauro Biani

Il must dell’estate 2011? Il livido da manganello! La cicatrice da carica della polizia, il setto nasale deviato e l’intossicazione da lacrimogeno. Si sa che le mode hanno i loro corsi e ricorsi e così, passati dieci anni da Genova 2001, rieccoci ad apprezzare alcuni tratti stilistici che credevamo dimenticati. Certo, qualche avvisaglia del revival si era vista in piccole avanguardie attentissime all’evoluzione del costume, per esempio la sala Bunga-Bunga della discoteca di Arcore, dove le ragazze già mesi orsono si vestivano da poliziotte (e poi, dopo gli scontri, da infermiere).

Piccoli segnali, ma nulla in confronto alla presentazione ufficiale della stagione estiva, avvenuta settimana scorsa in Val di Susa. “La musica elettronica ci aveva un po’ distratto – dice un funzionario di Polizia – ma ora siamo tornati alle vecchie care percussioni: non avete idea di come suoni la testa di un No-tav, il nostro comandante dice che è fatta apposta”. Nostalgia, dunque? “Ma no – risponde un questurino – c’è stata un’evoluzione. A Genova picchiammo Boy-scouts, suorine, pacifisti con le mani alzate che erano venuti apposta. Oggi, invece, bastoniamo direttamente cittadini del luogo, insomma, facciamo servizio a domicilio”.

Come tutti sanno, ogni moda, dalla minigonna, ai pantaloni a zampa di elefante, alla mano pesante della polizia, ha le sue radici sociali. “Ovvio – dice un funzionario della celere – e anche qui la lezione viene da Genova 2001. Oggi se non hai il numero di Bisignani come puoi fare carriera? Solo spaccando qualche testa, come è avvenuto dieci anni fa: tutti i funzionari filmati mentre picchiavano cittadini disarmati sono stati promossi!”. “Però – aggiunge – non dovete pensare che lo facciamo solo per lavoro, ci vuole passione!”.

Come dopo ogni sfilata che si rispetti, anche dopo le bastonate distribuite in Val di Susa, lo stilista si è fatto avanti per prendere l’applauso della platea. Bobo Maroni, ha percorso per ultimo la passerella, e ha raccolto unanimi consensi dal governo e anche da parte dell’opposizione: “La Lega – ha detto – è sempre vicina ai popoli e alla loro autodeterminazione. A meno che non ci sia in ballo un affare da parecchie centinaia di milioni di euro. In quel caso sappiamo picchiare la gente anche meglio degli altri, e lo abbiamo dimostrato. Ci siamo esercitati sugli ultras degli stadi, ora sui cittadini della Val di Susa e domani chissà, ogni italiano potrebbe avere il suo livido da manganello. Oltretutto costa meno di un piercing o di un tatuaggio: è gratis e offre lo Stato italiano!”.

di Alessandro Robecchi

il Misfatto, 3 luglio 2011